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Mindfulness: diventerà il tormentone dell’estate.

Golfo di Noto
Pubblicato da Giuseppe LISSANDRELLO in Suggestioni e riflessioni · 15 Marzo 2021
Tags: Mindfulness
Con grande ed immenso piacere guardando il video della canzone vincitrice morale a Sanremo (per la statistica arrivata quarta)  “ Musica leggerissima” di Colapesce e Di Martino, ho notato che in uno degli ultimi frame c’era un cartellone pubblicitario con la scritta Mindfulness. Sinceramente non so il motivo della loro scelta.  Per chi mi conosce sa che nella mia professione di psicoterapeuta e di scrittore applico i principi della Mindfulness. Sentii parlare per la prima volta di Mindfulness nel 2003 in un convegno organizzato dall’Istituto Lama Tzong khapa (un monastero Buddhista tibetano) nella loro sede italiana dell’epoca a Pomaia in provincia di Pisa. Ora la insegno all’I.S.E.C. (Istituto di Scienze ed Epistemologia Cognitiva di Catania presieduto dalla Professoressa Liria Grimaldi di Terresena).  
 
All’epoca seppur giovane psicologo mi fregio di essere stato uno dei primi a parlarne in pubblico coinvolgendo anche i miei professori alla scuola di specializzazione cognitiva.  Inserendo come esercizio per sviluppare la Mindfulness  la colorazione dei Mandala nel protocollo psicologico che usavamo nel contenimento delle sequele psicologiche dei malati di cancro.
 
Conoscendo Lorenzo “Colapesce” ne avrò parlato anni fa anche a lui, ne parlo con tutti … Anche se non credo che sia stato “a causa mia” che hanno inserito la Mindfulness nel video.  Grazie al fatto che sta diventando virale voglio prenderne spunto per farla conoscere ad un pubblico più vasto.  
 
 
Ogni volta che devo spiegare cos’è la Mindfulness ho attimi di blocco mentale. Perché è una pratica di vita  semplice ma allo stesso tempo complessa come può esserlo il respiro.  La spiegazione più semplice è quella che la pratica della Mindfulness ti aiuta a vivere ogni attimo della tua vita consapevolmente. Un’altra definizione descrive la Mindfulness come un approccio pieno e non giudicante, soprattutto verso se stessi, nei comportamenti della vita quotidiana. Un altro approfondimento tratta l’amore compassionevole verso gli altri ed il sentirsi integrato come una parte di un tutto. La Mindfulness coniuga la saggezza delle discipline orientali come la meditazione in tutte le sue forme, quella più usata è la walking meditation, ma non solo, agli studi dei  processi cognitivi della mente e del cervello di recente scoperta. Ovvero come le pratiche meditative o la psicoterapia modifichino i processi e gli sviluppi mentali rimuovendo traumi o condizionamenti. Potremmo dire che è la risposta scientifica ed esistenziale agli automatismi che la società occidentale c’impone. Anche il Dalai Lama pose in un convegno negli Stati Uniti la possibilità d’integrare la scienza con le tecniche di contemplazione. (vi consiglio per chi ne fosse interessato la lettura del saggio del Dalai lama a colloquio con Il cognitivista Daniel Goleman  “Le emozioni che fanno guarire”).
 
Una branca che ho approfondito in questi ultimi anni è stata la “mindful eating” mangiare in modo consapevole per contrastare la dilagante obesità o il diabete mellito nella nostra società frenetica e consumistica. Gli esercizi di consapevolezza si possono acquisire ovunque. L’inventore del metodo della psicoterapia  basata sui principi della Mindfulness John Kabat-Zinn iniziò in un piccolo stanzino nei sotterranei della facoltà di psicologia ad Harvard. Però è anche vero che praticare in mezzo alla natura ha tutto un altro sapore ed efficacia. I nostri luoghi come la valle dell’Anapo, della cava grande del Cassibile, l’Oasi di Vendicari giusto per citarne alcuni più famosi diventano luoghi d’elezione per praticare la Mindfulness. Qualcuno potrebbe chiedermi: “Se vado a raccogliere asparagi in questo periodo pratico la Mindfulness?” La mia risposta sarebbe: “Può darsi. Dipende dall’intenzione e dal tipo di atteggiamento mentale ed emotivo che applichi.” Se vado a raccogliere asparagi e sono con il pensiero rancoroso verso tutti, se mi arrabbio se ne trovo pochi perché sono in competizione con un mio amico o se dopo aver mangiato il  panino butto la carta oleosa insieme alla bottiglietta di plastica a terra e via di questo passo non sto praticando la Mindfulness. Se invece vivo l’esperienza sentendomi parte in quel momento della natura cercando di sgomberare la mente dai cattivi pensieri concentrandomi sulle sensazioni corporee accogliendole senza giudizio, vivendo quell’esperienza come un dono ricevuto e non come un atto dovuto e non distruggo l’ambiente circostante allora posso dire che sto praticando la Mindfulness. Noi occidentali quando pensiamo alle pratiche orientali abbiamo in mente Bruce Lee o David Carradine in Shaolin. Vorremmo subito sviluppare super poteri quindi quando ciò non accade ci sentiamo delusi o abbandoniamo quella disciplina. Lo stesso rischio può correre la Mindfulness che tutti ne parlano ma poi la svuotano della sua vera essenza.  In questi periodi di chiusure pandemiche chi pratica la Mindfulness sicuramente gestisce meglio lo stress della coercizione. Appena ci rimetteranno in libertà consiglio a tutti quelli che verranno a godersi le bellezze che la natura mediterranea della Sicilia offre ad assaporarle lentamente e consapevolmente.  


Giuseppe LISSANDRELLO


Giuseppe Lissandrello siciliano classe 72 dopo la maturità classica conseguita al liceo classico T. Gargallo di Siracusa si trasferisce a Roma per intraprendere gli studi in psicologia clinica e di comunità all’università “La Sapienza”in quegli anni universitari Lissandrello continua la sua passione per il teatro e per la letteratura, iniziata al liceo, frequentando salotti poetici , teatri off come la sala teatro della casa dello studente di via De Lollis.,centri sociali , circoli universitari,collettivi studenteschi. Nel1996 viene eletto presidente nazionale dei giovani poeti in seno al “Centro ricerche di poesia e storia delle poetiche” dell’illustre e controverso letterato Gaetano Salveti. Partecipa a convegni e organizza eventi culturali “originali” come le serate di reading  alla discoteca Rendez-vous di Piazza del Popolo denominate  “ Poesia progressive” . Promuove la poesia dialettale italiana e la poesia americana della beat generation si esibisce nei pub di San Lorenzo assieme all’attore guitto calabrese Amedeo Fusco .
Appassionato di letteratura erotica in quegli anni comincia a scrivere piccoli monologhi, poesie e raccontini molto apprezzati per la passione  erotica che esprimono. Frequenta ambienti culturali milanesi introdotto dall’amico di sempre Silvio Aparo( con il quale dopo un decennio s’imbatte in un’avventura editoriale fondando la casa editrice indipendente più a Sud d’Italia la “Melino Nerella edizioni”. Sempre a Roma entra in contatto con personaggi del cinema e partecipa a delle trasmissioni in tv locali romane come esperto di letteratura erotica. Fa conoscere al pubblico romano le poesie del poeta catanese Domenico Tempio. Dopo un anno da bersagliere nel 99 si laurea in Psicologia clinica e di comunità.



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