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Il mito di Acamante e Fillide

Golfo di Noto
Pubblicato da Salvatore LOMBARDO in Miti e leggende · 30 Gennaio 2021
Tags: mandorlomandorlefiori
Acamante parte per la guerra, la guerra di Troia; durante il viaggio si trova a sostare per qualche giorno in Tracia.

Durante la sosta, Acamante, figlio di Fedra e Teseo, conosce la bellissima principessa tracia Fillide e tra i due nasce un amore delicato e sconvolgente.

Tuttavia le Parche, che tutto filano, hanno in serbo per i due un diverso destino: Acamante deve riprendere il suo viaggio verso la città di Troia e qui rimane per i dieci lunghi anni della guerra a lottare . Fillide aspetta l’amato per tutto questo tempo e, non vedendolo arrivare ne avendo sue notizie, muore di dolore.

La bella e sfortunata storia d’amore non sfugge agli occhi della dea Atena, che decide di regalare una sorta di immortalità a Fillide, trasformandola in un albero di mandorlo.

Acamante, finalmente di ritorno dalla guerra, alla fine dell’inverno ritorna in Tracia per incontrare Fillide e qui apprende il destino che le è toccato in sua assenza: egli è distrutto dal dolore e decide di recarsi a trovare l’albero per piangere la sua bella.
Giunto all’albero, Acamante lo abbraccia e qui avviene il miracolo: l’albero, che era stata Fillide, fiorisce regalando all’amato i suoi  delicati fiori.


Salvatore LOMBARDO


Salvatore Lombardo, classe 1969, è dottore in Scienze Agrarie dipartimento di Economia Agraria e docente di Sociologia rurale, Economia e di Valorizzazione del Territorio presso l’Istituto Professionale per l’Agricoltura.
Piccolissimo eredita dal padre la grande passione per la terra ...




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