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TURISMO DI NICCHIA VS TURISMO SOCIALISTA di Giuseppe LISSANDRELLO

Golfo di Noto
Pubblicato da Giuseppe LISSANDRELLO in Suggestioni e riflessioni · 9 Luglio 2020
Nelle zone a ricezione turistica in forte crescita ed espansione come alcune zone della Sicilia, ad esclusione forse della sola Taormina, all’imprenditore turistico gli si pone sempre un bel dilemma o potremmo dire il Dilemma. Come un sempiterno Amleto  deve decidere se essere o non essere un gestore di nicchia.
 
Il dilemma non è di facile soluzione anche perché oggi assistiamo ad una massa di nicchia. Nel senso che tutti vogliono e pretendono la qualità anche a costi contenuti. Tutto ciò è possibile? Andiamo con ordine a riflettere. Quando il turista va in luogo di vacanza cosa cerca? Il famoso relax? La buona cucina?
 
Il divertimento, soprattutto se si è più giovani. L’arte?
 
Tutte queste cose insieme? Dare un’offerta turistica non è semplice. Bisogna sicuramente soddisfare la domanda. La maggior parte degli studi nel settore  si concentra sulle esigenze del cliente, delle sue abitudini, come intercettarlo, dove intercettarlo. Queste riflessioni (o dovremmo chiamarlo post?)  si trovano su un blog che vive sul  web. Perché oggi è risaputo che il turista va sul web a prendere informazioni, - a fare prenotazioni, ad inseguire il last minute. Potremmo continuare in quanto ormai il web marketing è una scienza con i suoi algoritmi.  Gli uffici della promozione turistica non esistono più purtroppo direi, per certi aspetti era comunque un faro nella nebbia.



 
 Anche il gestore ha delle aspettative. Su questo si parla di meno.   In primo luogo, ovviamente  vorrebbe guadagnare. Noi sappiamo andando a scomodare il buon vecchio Maslow e la sua piramide che l’autorealizzazione del sé non passa solo dal soddisfacimento dei bisogni primari. Quindi il gestore ha una sua idea di gratificazione dal lavoro. E qui comincia lo spartiacque. Come si gratifica il gestore di un’impresa di ricezione turistica? Potremmo chiedere al gestore di questo blog di creare un sondaggio!!!  Qui rientra la questio. Il turismo di nicchia dovrebbe gratificare di più? Meno gente, come piace dire oggi selezionata. (selezionata da chi? Dal gestore stesso? ) per selezionata s’intende nell’accezione comune un turista straniero, ricco, di buone maniere, che viene per riposare la mente dallo stress, che odia il rumore ama stare in mezzo alla natura, che ringrazia lascia laute mance e si prenota già per la prossima stagione perché si è trovato bene.
 
Ma la nicchia a volte non è all’altezza. Perché la nostra zona è tutta di nicchia sia per la natura che per la cultura. Quindi il gestore che si vuole sentire di nicchia deve dare un servizio superiore, nella qualità dei cibi, degli arredamenti della struttura in sé. Parliamo di casolari antichi, castello,manieri e quant’altro. Ma quanti sono i gestori che spendono in qualità e servizi comprese le spese del personale che se lo vuoi di livello non lo puoi sottopagare? Se il pesce lo compri decongelato come tutti gli altri o la spesa la fai al supermercato o all’Hard dove sta la nicchia? Allora forse c’è una dissonanza cognitiva fra ciò che s’immagina di essere e ciò che veramente si fa?
 
Il gestore della massa dovrebbe essere meno gratificato? Non ci risulta perché ci dice che dà la possibilità, come in un progetto sociale, a persone meno abbienti (Il cliente non selezionato!) di fruire e godere lo stesso di spazi unici ed esclusivi che la nostra terra di Sicilia ci offre.



 
Il cliente  non selezionato è il turista solitamente italiano che ha messo i soldi da parte tutto l’inverno per le tanto agognate ferie di una settimana, che in quella settimana vorrebbe fare tutto ma in economia, rumoroso perché vuole liberarsi dalla routine e dalle regole quindi un turista sociale che vuole stare in mezzo alla gente, tirare fino all’alba, uscire dalla quotidianità. Ma nelle nostre zone anche il turista sociale usufruisce del meraviglioso mare, dei profumi della terra, della simpatia ed ospitalità della nostra gente. Del buon pesce decongelato. Perché dunque dovrebbe pagare di più in una nicchia dove non può neanche ridere dopo la mezzanotte perché il turista tedesco s’incazza. Dove si respira aria di collegio.  Sicuramente il turista sociale soffre per la mancanza dei mezzi pubblici,dei collegamenti, ma questo è un problema che il gestore pubblico Regione Siciliana/comune  non vuole risolvere. Il gestore privato non ha colpe anzi il più delle volte cerca di sopperire come meglio può però la tasse sul turismo  il gestore pubblico supremo le pretende, vedi quella ruberia, quel dazio medievale,  leggi tassa di soggiorno ,che ci riporta alla gag del fiorino nel film culto di Benigni e Troisi “Non ci resta che piangere” . Quando ero più giovane e studiavo nella capitale d’Italia facevo opera di promozione turistica ogni piè sospinto oggi egoisticamente con la maturità vorrei nascondere alcuni luoghi belli agli occhi stranieri.   
 
Il dilemma non si dipana. Allora facciamo un altro giro ultimo di riflessione. Il turismo è accoglienza?Il turismo è ospitalità? A parte l’economia perché vogliamo i turisti nel nostro territorio? Forse perché siamo orgogliosi di quello che abbiamo? Forse perché ci vogliamo togliere il marchio che la Sicilia è solo mafia? Forse perché finalmente abbiamo capito che da noi si può vivere green?
 
Ogni gestore avrà le sue e-motivazioni. Noi possiamo solo augurarci che la preparazione e la professionalità  siano alla base di ogni tipologia turistica che si voglia sviluppare. Non è facile al giorno d’oggi avere il senso sacro ai greci antichi dell’ospitalità. Però se si vuole fare turismo non si può non averlo. Chi fa turismo viene pagato per creare piccoli o grandi sogni che siano di nicchia o socialisti a nostro avviso non ha importanza.

Foto in copertina di Paola SOLE



Giuseppe LISSANDRELLO


Giuseppe Lissandrello siciliano classe 72 dopo la maturità classica conseguita al liceo classico T. Gargallo di Siracusa si trasferisce a Roma per intraprendere gli studi in psicologia clinica e di comunità all’università “La Sapienza”in quegli anni universitari Lissandrello continua la sua passione per il teatro e per la letteratura, iniziata al liceo, frequentando salotti poetici , teatri off come la sala teatro della casa dello studente di via De Lollis.,centri sociali , circoli universitari,collettivi studenteschi. Nel1996 viene eletto presidente nazionale dei giovani poeti in seno al “Centro ricerche di poesia e storia delle poetiche” dell’illustre e controverso letterato Gaetano Salveti. Partecipa a convegni e organizza eventi culturali “originali” come le serate di reading  alla discoteca Rendez-vous di Piazza del Popolo denominate  “ Poesia progressive” . Promuove la poesia dialettale italiana e la poesia americana della beat generation si esibisce nei pub di San Lorenzo assieme all’attore guitto calabrese Amedeo Fusco .
Appassionato di letteratura erotica in quegli anni comincia a scrivere piccoli monologhi, poesie e raccontini molto apprezzati per la passione  erotica che esprimono. Frequenta ambienti culturali milanesi introdotto dall’amico di sempre Silvio Aparo( con il quale dopo un decennio s’imbatte in un’avventura editoriale fondando la casa editrice indipendente più a Sud d’Italia la “Melino Nerella edizioni”. Sempre a Roma entra in contatto con personaggi del cinema e partecipa a delle trasmissioni in tv locali romane come esperto di letteratura erotica. Fa conoscere al pubblico romano le poesie del poeta catanese Domenico Tempio. Dopo un anno da bersagliere nel 99 si laurea in Psicologia clinica e di comunità.



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