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		<title><![CDATA[Golfo di Noto blog]]></title>
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		<description><![CDATA[Blog di Golfo di Noto]]></description>
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		<lastBuildDate>Sun, 05 Sep 2021 08:38:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA["Dai tormentoni ai polveroni" di Giuseppe LISSANDRELLO]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe LISSANDRELLO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Suggestioni_e_riflessioni"><![CDATA[Suggestioni e riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004A"><div><span class="fs11lh1-5">Finalmente la Sicilia ritorna ai Siciliani che per tutelarsi da ultime incursioni straniere si tingono la faccia di giallo minacciando un arancione come i tramonti meravigliosi che hanno colorato le membra ed i cuori di chi nella nostra terra ha trovato rifugio vacanziero. Dopo un agosto rovente fatto di incendi e polveroni settembre si presenta con la sua mitezza per far che sia più dolce arrotolare i telimare &nbsp;senza le urla frenetiche delle “selvagge” che in nome di un dio ordine differenziato &nbsp;(minore per noi siciliani figli di Dioniso,Pan, Bacco insoma del caos e del bordello) hanno alzato polveroni. </span></div><div><span class="fs11lh1-5">In una terra dove conviviamo tutto l’anno con la mafia, la corruzione, il disagio, le fabbriche inquinanti con la paura della trivellazione del val di Noto insomma nella mancanza di quasi tutto per una cosa che possiamo accumulare cioè i rifiuti ci hanno fatto un casino. Noi i rifiuti li smaltiamo e li ricicliamo solo che ce li teniamo qualche giorno in più per affetto insomma un rispetto per l’uso che ne abbiamo fatto mica ce ne possiamo sbarazzare così senza neanche un saluto … Noi non siamo freddi e cinici come quelli di altre latitudini. Noi diamo il tempo dell’elaborazione del distacco proprio per non sentirne in futuro la mancanza. Quindi capita che dopo qualche giorno usciamo e troviamo ancora il frigorifero lì dove ci hanno detto di posizionarlo ma che ancora non è stato ritirato che ci ha servito per anni, compagno muto di libagioni notturne, e ne siamo contenti proviamo ancora qualche brivido per qualche nostro ricordo intimo. Insomma un modo per soffrire di meno. Ma quelle “selvagge” tutto questo non lo sanno. Pensano sia incuria. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2021-09-04-at-19.35.16.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Poi la bellezza della nostra Isola è proprio conservare il turismo rurale. I veri viaggiatori quelli che frequentano Oxford o Harvard non le orde di predoni vacanzieri ricercano questi luoghi dove l’acqua la tiri dal pozzo, dove il giaciglio è di paglia e la luce è di candela con la stoppa. In Sicilia si ricerca l’antico, il naturale, la sensualità di una terra al centro del mondo. &nbsp;Per ritrovare una dimensione intima e mistica senza andare per forza in India. Per i predoni mordi e fuggi caciaroni &nbsp;che vadano in altri luoghi. Noi abbiamo la luna gigante africana, viviamo latitudini più basse. Le sabbie del deserto trasportate dal ghibli si posano sui nostri pomodori secchi. Così come la cenere dell’Etna “mascarìa” i nostri agrumi. &nbsp;Questo dobbiamo offrire altrimenti c’è Dubai noi non costruiamo cattedrali nel deserto. Purtroppo nella gestione del contemporaneo abbiamo ancora delle difficoltà. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2021-09-04-at-19.36.07.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Non ci siamo ancora tolti il fardello di servi della gleba e quindi non crediamo che il bene comune sia di tutti siamo convinti che abbiamo ancora dei padroni dai quali ci dobbiamo difendere e fottere. Forse qualcuno è così desideroso di rimanere servo che se lo crea un padrone pur di avere il piacere infantile di sottrargli le briciole. Infatti i terreni ereditati dal sudore dei padri e dai nonni piuttosto che continuare a lavorarli li svende, secondo lui facendo un buon affare, agli stranieri, e così da padrone ritorna a fare il massaro, il gabelloto, pensando di essere furbo,in realtà &nbsp;non ha mai acquisito la mentalità di uomo libero. Certo questo individuo pensa invece che sia diventato come i nobili perché adesso ha qualche denaro da spendere. Si illude perché frequenta qualche salotto bene o va al Billionare in Costa Smeralda. Come i nobili, padroni dei suoi avi, per la dialettica hegeliana &nbsp;è destinato a scomparire. Onore a quelli che &nbsp;hanno continuato e continuano a lavorare la terra migliorando i sacrifici delle generazioni passate. &nbsp;D’altronde la svendita è un vizio tutto italiano già Totò negli anno Sessanta denunciava questo peccato infame nel famoso film Totò truffa dove con Nino Taranto cercavano di vendere il Colosseo e la fontana di Trevi. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2021-09-04-at-19.39.42.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Mi auguro che la Val di Noto non venga svenduta come già facemmo con le coste nord siracusane. In finis i tormentoni musicali sono stati presenti. Fra i mille problemi di Orietta Berti e il pistolero di Elettra Lamborghini noi preferiamo Toy Boy di Colapesce –Di Martino non solo per campanilismo (Lorenzo Colapesce lo conosco da quando era un “coccio di mucco”) ma perché il pezzo è molto raffinato e nostalgico per quelli della mia generazione che non potranno esserlo più dei Toy boy per fortuna aggiungerei. Sicuramente la collaborazione con Ornella Vanoni così come quella di &nbsp;Orietta Berti con Achille Lauro ed il “Netino” Fedez nemico della Selvaggia è un esempio virtuoso di quello che si predica da molto tempo che gli anziani ed i giovani insieme se c’è sostanza possono funzionare. Già l’avevano fatto i Boomdabash con la Bertè e Rovazzi con Morandi. Ci auguriamo che questo succeda in altri ambiti soprattutto politici dove il timone passa ai più giovani con la consulenza degli anziani. Recuperiamo i nonni ma diamo spazio ai nipoti. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Ultimo tormentone che vede protagonisti con dedica &nbsp;del sindaco di Noto alla selvaggia è il pezzo di Sferaebbasta e Blanco “Tu mi fai impazzire” . </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Gli incendi sono stati una ferita sanguinante per tutta l’estate, sicuramente dolosi, per interessi o per psicopatologie il danno resta. Il fuoco purifica e molti hanno pensato bene di purificare… </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Sono stato sui Nebrodi uno spettacolo triste davvero tanto doloroso. &nbsp;Ma come ho scritto sopra se pensiamo di essere servi di qualcuno allora chi se ne fotte del tutto. Essere liberi non significa solo non vaccinarsi ma significa rispettare &nbsp;sempre le regole che non sono imposizioni (questo è sempre il pensiero di un servo!) ma strumenti per vivere meglio. Quando capita faccio ai miei pazienti questo esempio paradossale: un folle americano che sta andando a commettere una strage o un serial killer &nbsp;in cerca della sua ennesima vittima, al semaforo se c’è il rosso si ferma. Mi auguro che la libertà sia un’attitudine e non solo un desiderio. Buon Autunno.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><br><hr></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Giuseppe LISSANDRELLO</span></b></div><div class="imTAJustify"><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/12512767_10207836319337923_3308433316112168379_n_5nvlxl0c.jpg"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giuseppe Lissandrello siciliano classe 72 dopo la maturità classica conseguita al liceo classico T. Gargallo di Siracusa si trasferisce a Roma per intraprendere gli studi in psicologia clinica e di comunità all’università “La Sapienza”in quegli anni universitari Lissandrello continua la sua passione per il teatro e per la letteratura, iniziata al liceo, frequentando salotti poetici , teatri off come la sala teatro della casa dello studente di via De Lollis.,centri sociali , circoli universitari,collettivi studenteschi. Nel1996 viene eletto presidente nazionale dei giovani poeti in seno al “Centro ricerche di poesia e storia delle poetiche” dell’illustre e controverso letterato Gaetano Salveti. Partecipa a convegni e organizza eventi culturali “originali” come le serate di reading &nbsp;alla discoteca Rendez-vous di Piazza del Popolo denominate &nbsp;“ Poesia progressive” . Promuove la poesia dialettale italiana e la poesia americana della beat generation si esibisce nei pub di San Lorenzo assieme all’attore guitto calabrese Amedeo Fusco .</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Appassionato di letteratura erotica in quegli anni comincia a scrivere piccoli monologhi, poesie e raccontini molto apprezzati per la passione &nbsp;erotica che esprimono. Frequenta ambienti culturali milanesi introdotto dall’amico di sempre Silvio Aparo( con il quale dopo un decennio s’imbatte in un’avventura editoriale fondando la casa editrice indipendente più a Sud d’Italia la “Melino Nerella edizioni”. Sempre a Roma entra in contatto con personaggi del cinema e partecipa a delle trasmissioni in tv locali romane come esperto di letteratura erotica. Fa conoscere al pubblico romano le poesie del poeta catanese Domenico Tempio. Dopo un anno da bersagliere nel 99 si laurea in Psicologia clinica e di comunità.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più di</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)">Giuseppe LISSANDRELLO</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Sep 2021 06:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dal Padel… alla brace]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe LISSANDRELLO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Suggestioni_e_riflessioni"><![CDATA[Suggestioni e riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000048"><div><span class="fs11lh1-5">Estate 2021. Estate della ripartenza post Covid. Tutti pronti appena rientrati in zona bianca a riprendere le buone e sane tradizioni estive. Serate all’aperto e falo’ sulla spiaggia (dove si può!) non dappertutto. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2021-06-20-at-21.41.28.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Estate degli Europei di calcio e delle olimpiadi di Tokio. Ma quest’anno s’inserisce un nuovo elemento come un tormentone musicale: il gioco del Padel. Dal web apprendiamo che il Padel è un gioco divertente che può essere praticato da persone di diversa età, sesso, condizioni tecniche e fisiche.<br> E’ una disciplina vantaggiosa per tutti gli sportivi: può essere un motivo di divertimento e può essere anche semplicemente un’occasione di incontro e di “ritrovo”; può diventare nello stesso tempo una valida attività motoria senza movimenti aggressivi per tenersi in forma; può essere un'attività praticata da tutta la famiglia; può essere gratificante in termini di risultati sportivi. I campi sono sia all'aperto che indoor.<br> La racchetta è una "pala" solida e forata tale da renderla più leggera, la cui lunghezza massima non supera i 45,50 cm.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Questo sport non è una novità esiste da 50 anni anche se in Italia solo nel 2008 è stato riconosciuto dal Coni come disciplina sportiva agonistica e ha visto nel 2019 la vittoria agli europei della squadra italiana. Il campo è lungo 20 m e largo 10 m, con muro delimitante che è alto 3 m su gran parte dei lati e 4 m sulla parete di fondo. Le porzioni di parete più a ridosso della rete sono costituite da una specie di grata (o griglia) metallica che rende imprevedibile il rimbalzo, mentre i restanti pannelli sono generalmente in vetro.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Per iniziare, il punto si batte dietro la propria linea di servizio, da sotto (a differenza del tennis) e facendo rimbalzare la pallina prima per terra. Il servizio deve seguire una traiettoria diagonale verso l'opposta area di battuta dell'avversario, colpendola di dritto o di rovescio. Con l'eccezione della risposta, i giocatori possono colpire la palla prendendola al volo o dopo il primo rimbalzo sul proprio campo; la pallina può colpire quante sponde possibile dopo il primo rimbalzo, ma un secondo rimbalzo a terra decreterà il punto per l'avversario, come nel tennis. In virtù di questa regola, è permesso ai giocatori di uscire dall'area di gioco per recuperare la pallina prima che quest' ultima effettui il secondo rimbalzo. Inoltre, i giocatori possono mandare la palla contro la porzione di vetro della parete della propria metà campo affinché questa passi sopra la rete verso il campo dell'antagonista. La palla deve sempre rimbalzare prima per terra una volta superata la rete per essere in gioco e dunque non può toccare al volo la parete delimitante la metà campo dell'avversario, perché in quel caso verrebbe considerata out. La principale forma di gioco professionistica, per esempio fra il circuito World Padel Tour, è il doppio (maschile, femminile o misto). Anche il compianto Maradona giocava a padel.</span><br></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> La storia c’insegna che nasce negli anni 70 in Messico. Per pura casualità il magnate messicano <strong>Enrique Corcuera</strong> voleva creare uno spazio nella sua dimora dove costruire un campo da tennis, ma trattandosi di uno spazio limitato per un tradizionale campo da tennis, decise di sfruttare una piccola area delimitata da alcune murature e con della reti metalliche per impedire alla palla di uscire dal campo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel mondo ad oggi si contano almeno 12 milioni di giocatori distribuiti in 78 paesi, le Federazioni Nazionali riconosciute dalla <strong>International Padel Federation</strong> sono solamente 34 e, pertanto, la strada per l’ammissione ai Giochi Olimpici sembra ancora lunga ma tutti i numeri e la storia ripercorsa finora ci forniscono ottime prospettive di crescita per uno sport davvero aperto a tutti senza alcuna distinzione tra professionisti e amatori. In Italia secondo dei dati statistici del 2020 si stimano almeno 350.000 giocatori di Padel! Un gran bel numero. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Potremmo dire che il Padel sta allo sport come Zara sta alla moda. &nbsp;In realtà il Padel come abbiamo scritto in Italia esiste dal 91’ però per le leggi della complessità solo da qualche anno ha avuto l’esplosione in tutto lo stivale italico. &nbsp;A Siracusa ed in tutta la provincia i campi di padel si sono moltiplicati di numero, rapidamente. E’ una delle prime città del sud Italia per numero di campi e di praticanti. Questo sport diventa un volano per la società e per l’economia (oltre le racchette esiste tutto un merchandising dell’universo padel). Solitamente i campi di padel sono all’interno di club privati dove ci si incontra anche per socializzare. Quindi fra una partita ed una grigliata di carne o di pesce le persone ritrovano il gusto di stare insieme in piccoli gruppi, lontani da quelle masse nevrotiche che si formano il sabato sera dove gli altri sono visti come dei competitors per il parcheggio o per il posto in pizzeria. Non sarà uno sport nobile sicuramente populista ma in questo caso va bene. Quindi i turisti amanti del padel che sceglieranno la Sicilia e soprattutto, &nbsp;Siracusa e provincia, &nbsp;non avranno problemi a trovare il campo per giocare e conoscere tanti indigeni padelliani!!! Fra il buon cibo e la grande ospitalità che ci contraddistingue chissà se si riusciranno a superare quei pregiudizi beceri sui siciliani mafiosi ancora presenti nel nord Italia ed in Europa. Qualcuno sottovoce sta facendo girare una notizia ancora tutta da verificare! &nbsp;Per gli amanti delle notti sensuali sotto la luna africana (siamo più a sud di Tunisi!) si potrebbero organizzare delle partite a “stripadel” chi perde si spoglia. Ma questo “cicaleccio” lasciamolo come un’ulteriore suggestione per i cuori ardimentosi. Per noi già basta pensare che &nbsp;passare dal padel alla brace e viceversa per una volta non sia azione funesta ma godereccia.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/pipi-arrustuti-.jpg"  title="" alt=""/> </div><div><br></div><div><img class="image-6" src="https://www.golfodinoto.it/images/pasta-bona-rett.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><img class="image-7" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2021-06-20-at-21.50.37.jpeg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><img class="image-8" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2021-06-20-at-21.34.50.jpeg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><br><div><hr></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Giuseppe LISSANDRELLO</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/12512767_10207836319337923_3308433316112168379_n_yzki5tki.jpg"  title="" alt=""/></span><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giuseppe Lissandrello siciliano classe 72 dopo la maturità classica conseguita al liceo classico T. Gargallo di Siracusa si trasferisce a Roma per intraprendere gli studi in psicologia clinica e di comunità all’università “La Sapienza”in quegli anni universitari Lissandrello continua la sua passione per il teatro e per la letteratura, iniziata al liceo, frequentando salotti poetici , teatri off come la sala teatro della casa dello studente di via De Lollis.,centri sociali , circoli universitari,collettivi studenteschi. Nel1996 viene eletto presidente nazionale dei giovani poeti in seno al “Centro ricerche di poesia e storia delle poetiche” dell’illustre e controverso letterato Gaetano Salveti. Partecipa a convegni e organizza eventi culturali “originali” come le serate di reading &nbsp;alla discoteca Rendez-vous di Piazza del Popolo denominate &nbsp;“ Poesia progressive” . Promuove la poesia dialettale italiana e la poesia americana della beat generation si esibisce nei pub di San Lorenzo assieme all’attore guitto calabrese Amedeo Fusco .</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Appassionato di letteratura erotica in quegli anni comincia a scrivere piccoli monologhi, poesie e raccontini molto apprezzati per la passione &nbsp;erotica che esprimono. Frequenta ambienti culturali milanesi introdotto dall’amico di sempre Silvio Aparo( con il quale dopo un decennio s’imbatte in un’avventura editoriale fondando la casa editrice indipendente più a Sud d’Italia la “Melino Nerella edizioni”. Sempre a Roma entra in contatto con personaggi del cinema e partecipa a delle trasmissioni in tv locali romane come esperto di letteratura erotica. Fa conoscere al pubblico romano le poesie del poeta catanese Domenico Tempio. Dopo un anno da bersagliere nel 99 si laurea in Psicologia clinica e di comunità.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più di <a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)">Giuseppe LISSANDRELLO</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Jun 2021 20:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fiori d'arancio]]></title>
			<author><![CDATA[Salvatore LOMBARDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Cultura_delle_piante_nel_territorio"><![CDATA[Cultura delle piante nel territorio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000047"><div><span class="fs11lh1-5">Una leggenda narra che un re spagnolo dopo aver ricevuto in regalo da una bellissima ragazza un albero d’arancio, lo fece piantare nel giardino del suo castello. Quando un ambasciatore di passaggio nel suo regno chiese al sovrano di regalargli un ramoscello di fiori d’arancio, il re rispose che mai avrebbe dato a qualcuno un solo ramo della pianta cui teneva così tanto.</span></div><div><br></div><div><img class="image-5" src="https://www.golfodinoto.it/images/large-3122498.jpg"  title="" alt=""/><br></div><br><div><span class="fs11lh1-5">L’ambasciatore incassato il rifiuto del re, si rivolse allora al giardiniere per ottenere un ramo di fiori d’arancio pagandogli il servigio 50 monete d’oro, denari con cui il giardiniere poté finalmente dare la dote alla figlia in modo da farla sposare. La ragazza il giorno della nozze adornò i suoi capelli con un ramo di fiori d’arancio in onore della pianta che le aveva dato l’opportunità di convolare a nozze e da allora le zagare sono rimaste indissolubilmente legate al fatidico giorno.</span></div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2021-03-29-at-18.46.09.jpeg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5">Salvatore LOMBARDO</span></b></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/1x1_bpkbxofm.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh1-5">Salvatore Lombardo, classe 1969, è dottore in Scienze Agrarie dipartimento di Economia Agraria e docente di Sociologia rurale, Economia e di Valorizzazione del Territorio presso l’Istituto Professionale per l’Agricoltura.</span></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh1-5">Piccolissimo eredita dal padre la grande passione per la terra</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">...</span></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html', null, false)"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su </span><span class="fs11lh1-5"><b class="fs11lh1-5">Salvatore LOMBARDO</b></span></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Apr 2021 09:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mindfulness: diventerà il tormentone dell’estate.]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe LISSANDRELLO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Suggestioni_e_riflessioni"><![CDATA[Suggestioni e riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000046"><div><span class="fs11lh1-5">Con grande ed immenso piacere guardando il video della canzone vincitrice morale a Sanremo (per la statistica arrivata quarta) &nbsp;“ Musica leggerissima” di Colapesce e Di Martino, ho notato che in uno degli ultimi frame c’era un cartellone pubblicitario con la scritta Mindfulness. Sinceramente non so il motivo della loro scelta. &nbsp;Per chi mi conosce sa che nella mia professione di psicoterapeuta e di scrittore applico i principi della Mindfulness. Sentii parlare per la prima volta di Mindfulness nel 2003 in un convegno organizzato dall’Istituto Lama Tzong khapa (un monastero Buddhista tibetano) nella loro sede italiana dell’epoca a Pomaia in provincia di Pisa. Ora la insegno all’I.S.E.C. (Istituto di Scienze ed Epistemologia Cognitiva di Catania presieduto dalla Professoressa Liria Grimaldi di Terresena). &nbsp;</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> All’epoca seppur giovane psicologo mi fregio di essere stato uno dei primi a parlarne in pubblico coinvolgendo anche i miei professori alla scuola di specializzazione cognitiva. &nbsp;Inserendo come esercizio per sviluppare la Mindfulness &nbsp;la colorazione dei Mandala nel protocollo psicologico che usavamo nel contenimento delle sequele psicologiche dei malati di cancro.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Conoscendo Lorenzo “Colapesce” ne avrò parlato anni fa anche a lui, ne parlo con tutti … Anche se non credo che sia stato “a causa mia” che hanno inserito la Mindfulness nel video. &nbsp;Grazie al fatto che sta diventando virale voglio prenderne spunto per farla conoscere ad un pubblico più vasto. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Ogni volta che devo spiegare cos’è la Mindfulness ho attimi di blocco mentale. Perché è una pratica di vita &nbsp;semplice ma allo stesso tempo complessa come può esserlo il respiro. &nbsp;La spiegazione più semplice è quella che la pratica della Mindfulness ti aiuta a vivere ogni attimo della tua vita consapevolmente. Un’altra definizione descrive la Mindfulness come un approccio pieno e non giudicante, soprattutto verso se stessi, nei comportamenti della vita quotidiana. Un altro approfondimento tratta l’amore compassionevole verso gli altri ed il sentirsi integrato come una parte di un tutto. La Mindfulness coniuga la saggezza delle discipline orientali come la meditazione in tutte le sue forme, quella più usata è la walking meditation, ma non solo, agli studi dei &nbsp;processi cognitivi della mente e del cervello di recente scoperta. Ovvero come le pratiche meditative o la psicoterapia modifichino i processi e gli sviluppi mentali rimuovendo traumi o condizionamenti. Potremmo dire che è la risposta scientifica ed esistenziale agli automatismi che la società occidentale c’impone. Anche il Dalai Lama pose in un convegno negli Stati Uniti la possibilità d’integrare la scienza con le tecniche di contemplazione. (vi consiglio per chi ne fosse interessato la lettura del saggio del Dalai lama a colloquio con Il cognitivista Daniel Goleman &nbsp;“Le emozioni che fanno guarire”).</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> Una branca che ho approfondito in questi ultimi anni è stata la “mindful eating” mangiare in modo consapevole per contrastare la dilagante obesità o il diabete mellito nella nostra società frenetica e consumistica. Gli esercizi di consapevolezza si possono acquisire ovunque. L’inventore del metodo della psicoterapia &nbsp;basata sui principi della Mindfulness John Kabat-Zinn iniziò in un piccolo stanzino nei sotterranei della facoltà di psicologia ad Harvard. Però è anche vero che praticare in mezzo alla natura ha tutto un altro sapore ed efficacia. I nostri luoghi come la valle dell’Anapo, della cava grande del Cassibile, l’Oasi di Vendicari giusto per citarne alcuni più famosi diventano luoghi d’elezione per praticare la Mindfulness. Qualcuno potrebbe chiedermi: “Se vado a raccogliere asparagi in questo periodo pratico la Mindfulness?” La mia risposta sarebbe: “Può darsi. Dipende dall’intenzione e dal tipo di atteggiamento mentale ed emotivo che applichi.” Se vado a raccogliere asparagi e sono con il pensiero rancoroso verso tutti, se mi arrabbio se ne trovo pochi perché sono in competizione con un mio amico o se dopo aver mangiato il &nbsp;panino butto la carta oleosa insieme alla bottiglietta di plastica a terra e via di questo passo non sto praticando la Mindfulness. Se invece vivo l’esperienza sentendomi parte in quel momento della natura cercando di sgomberare la mente dai cattivi pensieri concentrandomi sulle sensazioni corporee accogliendole senza giudizio, vivendo quell’esperienza come un dono ricevuto e non come un atto dovuto e non distruggo l’ambiente circostante allora posso dire che sto praticando la Mindfulness. Noi occidentali quando pensiamo alle pratiche orientali abbiamo in mente Bruce Lee o David Carradine in Shaolin. Vorremmo subito sviluppare super poteri quindi quando ciò non accade ci sentiamo delusi o abbandoniamo quella disciplina. Lo stesso rischio può correre la Mindfulness che tutti ne parlano ma poi la svuotano della sua vera essenza. &nbsp;In questi periodi di chiusure pandemiche chi pratica la Mindfulness sicuramente gestisce meglio lo stress della coercizione. Appena ci rimetteranno in libertà consiglio a tutti quelli che verranno a godersi le bellezze che la natura mediterranea della Sicilia offre ad assaporarle lentamente e consapevolmente. &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Giuseppe LISSANDRELLO</span></b></div><div class="imTAJustify"><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/12512767_10207836319337923_3308433316112168379_n_huzcmt1r.jpg"  title="" alt=""/></a><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giuseppe Lissandrello siciliano classe 72 dopo la maturità classica conseguita al liceo classico T. Gargallo di Siracusa si trasferisce a Roma per intraprendere gli studi in psicologia clinica e di comunità all’università “La Sapienza”in quegli anni universitari Lissandrello continua la sua passione per il teatro e per la letteratura, iniziata al liceo, frequentando salotti poetici , teatri off come la sala teatro della casa dello studente di via De Lollis.,centri sociali , circoli universitari,collettivi studenteschi. Nel1996 viene eletto presidente nazionale dei giovani poeti in seno al “Centro ricerche di poesia e storia delle poetiche” dell’illustre e controverso letterato Gaetano Salveti. Partecipa a convegni e organizza eventi culturali “originali” come le serate di reading &nbsp;alla discoteca Rendez-vous di Piazza del Popolo denominate &nbsp;“ Poesia progressive” . Promuove la poesia dialettale italiana e la poesia americana della beat generation si esibisce nei pub di San Lorenzo assieme all’attore guitto calabrese Amedeo Fusco .</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Appassionato di letteratura erotica in quegli anni comincia a scrivere piccoli monologhi, poesie e raccontini molto apprezzati per la passione &nbsp;erotica che esprimono. Frequenta ambienti culturali milanesi introdotto dall’amico di sempre Silvio Aparo( con il quale dopo un decennio s’imbatte in un’avventura editoriale fondando la casa editrice indipendente più a Sud d’Italia la “Melino Nerella edizioni”. Sempre a Roma entra in contatto con personaggi del cinema e partecipa a delle trasmissioni in tv locali romane come esperto di letteratura erotica. Fa conoscere al pubblico romano le poesie del poeta catanese Domenico Tempio. Dopo un anno da bersagliere nel 99 si laurea in Psicologia clinica e di comunità.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)">Scopri di più di Giuseppe LISSANDRELLO</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 21:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il mito di Acamante e Fillide]]></title>
			<author><![CDATA[Salvatore LOMBARDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000045"><div><span class="fs11lh1-5">Acamante parte per la guerra, la guerra di Troia; durante il viaggio si trova a sostare per qualche giorno in Tracia.<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Durante la sosta, Acamante, figlio di Fedra e Teseo, conosce la bellissima principessa tracia Fillide e tra i due nasce un amore delicato e sconvolgente.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Tuttavia le Parche, che tutto filano, hanno in serbo per i due un diverso destino: Acamante deve riprendere il suo viaggio verso la città di Troia e qui rimane per i dieci lunghi anni della guerra a lottare . Fillide aspetta l’amato per tutto questo tempo e, non vedendolo arrivare ne avendo sue notizie, muore di dolore.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">La bella e sfortunata storia d’amore non sfugge agli occhi della dea Atena, che decide di regalare una sorta di immortalità a Fillide, trasformandola in un albero di mandorlo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Acamante, finalmente di ritorno dalla guerra, alla fine dell’inverno ritorna in Tracia per incontrare Fillide e qui apprende il destino che le è toccato in sua assenza: egli è distrutto dal dolore e decide di recarsi a trovare l’albero per piangere la sua bella.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Giunto all’albero, Acamante lo abbraccia e qui avviene il miracolo: l’albero, che era stata Fillide, fiorisce regalando all’amato i suoi &nbsp;delicati fiori.</span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2021-01-30-at-16.51.04.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5">Salvatore LOMBARDO</span></b></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/1x1_dsz2ksvs.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh1-5">Salvatore Lombardo, classe 1969, è dottore in Scienze Agrarie dipartimento di Economia Agraria e docente di Sociologia rurale, Economia e di Valorizzazione del Territorio presso l’Istituto Professionale per l’Agricoltura.</span></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh1-5">Piccolissimo eredita dal padre la grande passione per la terra</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">...</span></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html', null, false)"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su </span><span class="fs11lh1-5"><b class="fs11lh1-5">Salvatore LOMBARDO</b></span></a></span></div></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Jan 2021 21:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Marmellata di mandarini" di Giorgio RIMMAUDO]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000044"><div><b><span class="fs11lh1-5">Dose ricetta per 2,08 kg.</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1000 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mandarini &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;800 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Zucchero &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;250 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Succo Di Mela Verde Centrifugato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Succo di limone &nbsp;&nbsp;</span></div><div><br></div><div><b><span class="fs11lh1-5">Procedimento</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Mettere i mandarini dopo averli lavati in un contenitore e congelarli per 24 ore almeno.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Dopo averli scongelati lasciarli per 48 ore in un contenitore con acqua e cambiarla almeno tre volte al giorno.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Quindi,scolare i mandarini &nbsp;ed eliminare i semi. Tagliarli in cubetti una parte e frullare quelli rimanenti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Riunire tutti gli ingredienti tranne il succo di limone in una casseruola e lasciare bollire 2 minuti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Spegnere la fiamma e pellicolare a contatto lasciando riposare per 12 ore.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Per la seconda cottura aggiungere il succo di limone e cuocere a fiamma bassa. Arrivati alla densità di &nbsp;64° BRIX al rifrattometro o 108°C al termometro spegnere la fiamma.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Appena pronta si versa ancora calda nei vasi sterilizzati e asciutti e si chiude bene col coperchio e si mette con il tappo in giù su una tavoletta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Appena fredda la marmellata di mandarini è pronta per la conservazione.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/Marmellata-di-mandarini--4-.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b></div></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo.jpg"  title="" alt=""/><b><span class="fs12lh1-5"><br></span></b></div><div><br></div><div><div><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 19:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I cosci 'i donna Grazia di "Luigi MINIO"]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi MINIO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000043"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Era l’ultimo decennio del 1800 e in Italia si respirava ancora il clima di euforia per la raggiunta unità nazionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">In questo estremo lembo isolano tutto, però, procedeva immutato come da secoli, tranne le</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">cartoline-precetto</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">per il servizio militare di leva che fioccavano uniformemente su tutto il territorio della nuova Nazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Fra gli abitanti del luogo tale evento era vissuto con mugugni da parte degli anziani che vedevano sottratte preziose braccia al lavoro dei campi ed alla pesca; i giovani, per contro, vedevano in esso l’occasione, forse unica nella vita, per varcare il confine del proprio paesello. Era una scadenza importante, da essa (</span><i><span class="fs11lh1-5">prima</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">o</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">dopo</span></i><span class="fs11lh1-5">) si datavano i fatti principali del periodo e quanto successo avrebbe costituito argomento di conversazione per il resto della vita.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">In ossequio ad una di queste cartoline,</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">Currau</span><span class="fs11lh1-5"> </span></i><span class="fs11lh1-5">(Corrado), figlio di un piccolo proprietario di Pachino, dopo tre giorni passati su una tradotta ansimante, in un vagone attrezzato con panche di legno e lume a petrolio per la sera, giunse in Toscana; fu lì che conobbe</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">Grazia</span></i><span class="fs11lh1-5">, figlia di un conterraneo che aveva varcato lo stretto al seguito di Garibaldi ed aveva poi proseguito verso il Nord in cerca di fortuna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Era una ragazza belloccia, spontanea e sorridente, incuriosita da quel giovane aitante che si sforzava di esprimere i suoi pensieri con un linguaggio vagamente somigliante all’italiano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">A</span><i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">Currau</span><span class="fs11lh1-5"> </span></i><span class="fs11lh1-5">non sembrava vero poter conversare con una bella continentale che per giunta mostrava un qualche interesse per lui.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Seguendo i canoni del tempo, cominciò col corteggiare il padre di lei rispolverando le possibili comuni conoscenze di persone e di luoghi, fino al tentativo di trovare un qualche antenato comune.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Non trascurò nemmeno di far diventare</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">vigneti</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">il pezzetto di terra che nelle annate fortunate permetteva di riempire di buon vino la botte da quaranta salme che il padre custodiva religiosamente al piano terra della loro abitazione; la fantasia andava forse ai feudi dall’illustre concittadino che aveva dato loro quel terreno in enfiteusi: il marchese Antonio Starrabba di Rudinì, primo ministro del re Umberto I e pronipote dei fratelli Starrabba, Gaetano principe di Giardinelli e Vincenzo marchese di Rudinì, che avevano fondato Pachino poco più di un secolo prima, nel 1760.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Le poche dozzine di pecore che quotidianamente conduceva al pascolo divennero un</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">allevamento di bestiame</span></i><span class="fs11lh1-5">.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">La casa divenne un</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">palazzo</span></i><span class="fs11lh1-5">, forse per la vicinanza con quelli nobiliari che sorgevano attorno alla</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">piazza Scibini,</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">da poco ribattezzata</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">piazza Vittorio Emanuele</span></i><span class="fs11lh1-5">.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">La casetta di campagna abitata nel periodo estivo, i cui ruderi sono ancora visibili sulla destra, divenne una</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">villa al mare</span></i><span class="fs11lh1-5">.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">L’idea di potersi presentare fra i suoi amici con una bella mogliettina venuta dal Continente metteva in moto la sua fantasia e attivava una certa intraprendenza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/2009-I-cosci_html_761df2b5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5">Fu così che</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">donna Grazia</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">approdò in questo luogo incantevole, anche se assolato e selvaggio.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">L’impatto la lasciò perplessa.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Come prima cosa dovette ridimensionare l’entità dei beni patrimoniali immaginati, ma giustificò il malinteso attribuendo le inesattezze alle difficoltà di espressione dell’innamorato.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Il paese le apparve abitato da soli uomini e le poche donne che si vedevano per le strade erano rigorosamente anziane, vestite di nero e col capo coperto da uno scialle. L’unica possibilità di vedere coetanee era la domenica alla messa delle dieci o aspettare il periodo della vendemmia quando sciamavano per le campagne al seguito dei rispettivi padri o mariti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Imparò a filare il cotone e sopraggiunta l’estate si trasferì nella casetta in campagna, confortevole anche se non era proprio una</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">villa</span></i><span class="fs11lh1-5">; vi si arrivava attraverso una mulattiera che da Pachino conduceva a Morghella e proseguiva a Nord verso Marzamemi e a Sud verso il sobborgo di Portopalo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Oltre il marito e qualche familiare che di tanto in tanto veniva a trovarli, raramente e solo in lontananza si vedevano altri esseri umani.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/2009-I-cosci_html_2290e6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5">Grazia era affascinata dalla bellezza primitiva di questi luoghi e dal mare azzurro di cui suo padre le aveva tanto parlato fin da quando era bambina. Spesso si spingeva fino alla spiaggia e avrebbe voluto immergersi in acqua per trovare un po’ di refrigerio nella calura estiva, ma l’idea che qualcuno, sia pure in lontananza, potesse vederla le faceva allontanare il pensiero.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">In una delle passeggiate si spinse fino queste rocce per osservare il recinto per le pecore (ancora visibile) che il suocero aveva costruito all’estremità di un’insenatura, al riparo dal vento e dalle intemperie invernali.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Si soffermò a lungo a guardare quella lingua di mare che si insinuava fra le rocce: le appariva un posto del tutto protetto e al riparo di qualsiasi sguardo indiscreto.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Con circospezione vi scese facendosi strada tra dirupi ed arbusti, si guardò ancora attorno, poi si tolse la camicetta e la gonna, li ripiegò con cura in un luogo sicuro e con la sottoveste lunga fino ai piedi si immerse nell’acqua cristallina.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Tornando sulla spiaggia si distese sollevando di tanto in tanto il camicione bagnato per fare asciugare anche le gambe e prendere un po’ di sole.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Quella pausa di frescura la rinfrancò e per tutto il periodo estivo, ad una certa ora, si avviava verso il mare, proprio in questa insenatura.</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/2009-I-cosci_html_m71a534c7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5">Un bel giorno un ragazzotto del luogo, inseguendo una capra, si spinse fin sopra la prominenza opposta, districandosi tra rovi e</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">scupazzi</span><span class="fs11lh1-5"> </span></i><span class="fs11lh1-5">(palme nane).</span><i><span class="fs11lh1-5"> </span></i><span class="fs11lh1-5">Con stupore sbirciò la scena insolita: si tirò indietro per non essere visto, trattenne il respiro, strabuzzò gli occhi, li stropicciò per essere sicuro che non fosse un sogno e rimase immobile come una delle tante rocce che lo circondavano, intento ad osservare quello spettacolo per lui sconvolgente.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Oggi, abituati a vedere cosce di tutte le fogge e vasti assortimenti di ombelichi, potremmo anche sorridere, ma un secolo fa il fortunato che si imbatteva in una simile avventura aveva di che vantarsi.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Ne parlò in segreto con amici fidati e fu un</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">passa-parola;</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">convennero che si trattava della bella continentale di cui tutti in paese parlavano ma che pochi di loro avevano avuto la fortuna di vedere.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nei giorni seguenti organizzarono spedizioni furtive sussurrando fra loro la parola d’ordine:</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><b><span class="fs11lh1-5">Jimmu a vidiri i cosci ’i donna Grazia.</span></b></i><i></i></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">È passato oltre un secolo e i fatti connessi con l’origine del nome per la maggior parte della gente sono andati perduti, ma fra gli abitanti della zona questo luogo continua ad essere chiamato</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><b><span class="fs11lh1-5">i cosci ’i donna Grazia.</span></b></i></div></div><div><i><b><span class="fs11lh1-5"><br></span></b></i></div><div><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/2009-I-cosci_html_m76574e30.jpg"  title="" alt=""/><i><b><span class="fs11lh1-5"><br></span></b></i></div><div><hr><br></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5">Luigi MINIO</span></b></div></div><div><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/minio.jpg"  title="" alt=""/><b><span class="fs12lh1-5"><br></span></b></div><div><i><b><span class="fs11lh1-5"><br></span></b></i></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Formazione:</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Corso quadriennale di Teologia (Seminario Arcivescovile di Catania)</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Laurea in Filosofia ( Pontificia Università Gregoriana di Roma )</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Laurea in Psicologia (Università Cattolica di Lovanio, in Belgio)</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Formazione post-lauream:</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1960 - 1961</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Analisi didattica (Vienna, con la Dott. Thea Genner, analista didatta della Società Psicanalitica Viennese)</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1974-75</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Corso di Ipnosi Medica e Psicologica presso l’Università Internazionale della Nuova Medicina (Milano)</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1974-75</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Corso di Medicina Psicosomatica presso l’Università Internazionale della Nuova Medicina (Milano)</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1975</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Seminario internazionale di Terapia Familiare e Relazionale. Presso il C.N.R. di Roma.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1975</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Corso introduttivo di Ipnosi Clinica presso l’Istituto Italiano di Ipnosi clinica e di Psicoterapia «H. Bernheim» di Verona</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1976 - 77</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Corso biennale di base di Ipnosi Clinica, presso l’Istituto Italiano di Ipnosi Clinica e di Psicoterapia «H. Bernheim» di Verona.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1977</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Meeting internazionale sulla Tecnologia del comportamento nella pratica clinica, a Saint Pierre in Val d’Aosta</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1977</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Corsi intensivi di Terapia Comportamentale ad Albergavenny in Inghilterra.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1984 - 85</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Corso di Terapia Familiare presso il Centro Studi e Ricerca di Terapia Relazionale di Catania.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Attività professionali:</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1959</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Supervisore dello staff di psicologia del Centro Medico-psico-pedagogico dell’Ente Nazionale per la Protezione Morale del Fanciullo di Catania.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1959</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">e</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1963-64</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">coordinatore della Sezione di Psicologia della Casa di Cura L’Ulivo di Catania.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1959</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">e</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1963-64</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha lavorato per l’organizzazione dell’Istituto di Psicologia dell’Università di Catania.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dal</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1963</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">al</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1964</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">coordinatore della Sezione di Psicologia dell’Istituto di Igiene e Profilassi Mentale di Catania.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1964-65</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">consulente presso l’Istituto per subnormali «Oasi Maria SS;» di Troina.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dal</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1964</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">al</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1968</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">consulente presso il Reparto psichiatrico dell’Ospedale Civile di Enna.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1964</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></strong><span class="fs12lh1-5">ha fondato il Consultorio di Psicologia Clinica ed Applicata, divenuto nel 1970 associazione a fini sociali con l’attuale nome di ISPASA (Istituto Siciliano di Psicologia Applicata e di Scienze Antropologiche) e nel 1979 Società cooperativa di solidarietà sociale; ne ha conservato fino al 2010 la direzione e vi ha svolto regolare attività lavorativa e professionale come psicologo clinico e psicoterapeuta.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1971 - 1976</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha organizzato e diretto l’assistenza psico-socio-pedagogica nei circoli didattici di Caltagirone, Castel di Iudica, Castiglione di Sicilia, Grammichele, Linguaglossa, Militello, Mineo, Mirabella Imbaccari, Palagonia Raddusa, Ramacca, San Cono, San Michele di G., Scordia, Vizzini e nei circoli Capponi, Diaz, Malerba, Montessori, Sauro e S. Giovanni Bosco, di Catania.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1993</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha organizzato una ricerca sui «Fattori connessi con la dispersione scolastica» in 5 istituti del 59° Distretto Scolastico (Siracusa).</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1994 - 1999</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha organizzato, nell’ambito dei programmi finanziati coi Fondi Sociali Europei per la prevenzione della dispersione scolastica, gli interventi presso gli Istituti Professionali di Stato di:</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Agrigento, IPSSCT “N. Gallo”</span><br><span class="fs12lh1-5">Alcamo, IPSA Catania, IPSA “P. L. Deodato”</span><br><span class="fs12lh1-5">Catania, IPSIA “E. Fermi”</span><br><span class="fs12lh1-5">Favara, IPSSAR “G. Ambrosini</span><br><span class="fs12lh1-5">Favara, IPSIA “G. Marconi”</span><br><span class="fs12lh1-5">Gela IPSIA “E: Fermi”</span><br><span class="fs12lh1-5">Giarre, IPSSS “A. Sabin”</span><br><span class="fs12lh1-5">Giarre, IPSSAR “G. Falcone”</span><br><span class="fs12lh1-5">Marsala, IPSA</span><br><span class="fs12lh1-5">Partinico, IPSA</span><br><span class="fs12lh1-5">Piazza Armerina, IPSSS</span><br><span class="fs12lh1-5">Sciacca, IPSSAR “G. Molinari”</span><br><span class="fs12lh1-5">Valguarnera, IPSC</span><br><span class="fs12lh1-5">Vittoria, IPSIA</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Attività didattiche:</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1959 - 1990</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></strong><span class="fs12lh1-5">docente di Psicologia generale, Psicologia differenziale, Psicologia dell’età evolutiva, Psicologia dinamica, Psicologia sociale e applicata, presso la Scuola Superiore di Servizio Sociale ONARMO, (divenuta poi G. La Pira) di Catania</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1960 - 1966</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">docente di «Psicologia applicata e Cartelle biografiche» presso la Scuola Magistrale Ortofrenica Regionale di Catania.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1969 - 1991</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">professore ordinario di Psicologia alla Facoltà Teologica di Sicilia (Studio Teologico S. Paolo di Catania)</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1972-73</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">docente nel corso abilitante 180 (Psicologia sociale e relazioni umane) su nomina dell’Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cicli di lezioni e relazioni a congressi:</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1963</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Ciclo di 10 lezioni per i docenti della Facoltà di Fisica dell’Università di Catania sulla Docimologia e tecniche di valutazione del profitto degli studenti.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1969</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Tre relazione su Problemi psicologici nella consulenza familiare, Ruolo dello psicologo in un Consultorio familiare, Punti di vista dello psicologo sui rapporti sessuali prematrimoniali, al 1° Convegno nazionale UCIPEM tenuto a Catania.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1969</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Due relazione ed organizzazione dei lavori di gruppo su Psicologia della coppia e Comportamenti sessuali, razionali, irrazionali, anormali al Convegno residenziale di studio sui problemi familiari, organizzato a S. Marco d'Alunzio dal CIF di Messina e dalla Diocesi di Patti.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1971</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">e nel</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1972</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Due cicli di 15 lezioni ciascuno sulla Psicologia del profondo alla Facoltà di Magistero dell’Università i Messina.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1971</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Corso sulla tecnica psicodiagnostica di Rorschach per un gruppo di psicologi di Messina.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1971</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Ciclo di 10 lezioni al Seminario si studio sulla figura del consulente familiare tenuto a Zafferana Etnea.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1972</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">due lezioni sulla Tecnica consultoriale e su Strumenti e metodi di pubblicizzazione del consultorio, al corso residenziale presso Villa Toval di Passo della Mendola, in provincia di Trento.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1973</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Ciclo di cinque conferenze, per i consulenti familiari ed aperte al pubblico, sulla problematica psicologica della famiglia, tenute a Pescara.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1973</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Due relazioni su La psicologia della coppia e L’educazione all’amore, tenute al 3° Convegno sulla Preparazione al matrimonio, presso l’Ignatianum di Messina.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1973</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Relazione sul tema Gli attuali problemi della famiglia e partecipazione alla tavola rotonda su «Incidenza dei Consultori nella società attuale» Al corso residenziale per animatori di gruppo de «il focolare», tenuto a Ragusa.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1973</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Due relazioni su La psicologia della coppia e L’educazione all’amore, tenute al 3° Convegno sulla Preparazione al matrimonio, presso l’Ignatianum di Messina.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1973</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Corso istituzionale sui Problemi di ordine psicologico posti dalla consulenza familiare presso il Consultorio Prematrimoniale e Matrimoniale Il Focolare di Taranto.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1975</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Sei relazioni su Aspetti psicologici della consulenza matrimoniale al Seminario di studio su Legge 29 luglio 1975, n. 405 «Istituzione dei Consultori Familiari», promosso dal C. I. F. di Macerata.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1977</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Intervento al Convegno di studio sui Consultori Familiari, organizzato dalla Regione Sicilia a Palermo.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1978</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Relazione al Convegno su Ruolo dell’affettività nell’apprendimento organizzato dall’Ente Siciliano di Psicologia Applicata al Royal Palace Hotel di Messina.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1979</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Seminari sulle Tecniche psicoanalitiche in psicoterapia, alla Scuola Superiore di Psicologia Applicata di Palmi (RC).</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1979</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Relazione su Esperienze di quindici anni d’attività consultoriale in Sicilia, al Convegno su I Consultori Familiari pubblici in un quadro di crisi istituzionale e sociale, promosso dal Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale, a Viterbo.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1980</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Partecipazione alla tavola rotonda su «Ottiche professionali e formazione al lavoro di équipe» nel convegno interregionale UCIPEM su «La formazione degli operatori all’intervento consultoriale» tenuto a Palermo.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1981</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Due relazione su Senso della coppia e senso della vita al 7° Seminario di studio del GARP (Gruppo di Analisi e di Ricerche in Psicologia) di Palmi (RC).</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1984</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Corso intensivo di cinque giorni sulla Psicoterapia integrazionale tenuto al CEPASA di Terni.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1987</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Relazione al 2° Congresso internazionale Handicap e disabilità sul tema Timidezza e inibizione sociale organizzato dal CEPASA di Spoleto.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1988</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Relazione al convegno su Comunicazione ed i giovani tenuto a Catania.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1993</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Relazione al Convegno interregionale Dalla parte dei bambini organizzato dall’UNICEF a Taormina.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1998</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Relazione al Convegno Provinciale di Studio sul tema Percorsi per decidere organizzato da CNOS – FAP – Regione Sicilia a Catania.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cicli di docenze in corsi di formazione professionale:</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1995</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Ciclo di docenze su Teledidattica e Psicopedagogia per lo sviluppo di sistemi avanzati di apprendimento, per la formazione di Esperti nello sviluppo di sistemi telematici per la formazione a distanza, presso lo CSATI di Catania</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1996</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Ciclo di docenze nel corso FSE per Tecnici di Vendite presso ISPASA di Catania.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">2000</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Ciclo di docenze in un corso di formazione FSE per Operatori di Comunità e Centri Diurni per Anziani, nei moduli di socializzazione, territorio e assistenza agli anziani e di psicologia della relazione presso ISPASA di Catania.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">2000</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Ciclo di docenze in un corso di formazione FSE per Operatore Socioassistenziale di Centro Diurno per la durata di 450 ore, presso l’ISPASA di Catania.</span></div><div style="text-align: start;"><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Attività per la famiglia</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1964</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Organizzazione del primo Consultorio Familiare dell’Italia Meridionale.</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1968</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Socio fondatore dell’UCIPEM (Unione Italiana Consultori Prematrimoniali e Matrimoniali). Eletto componente del comitato idei cinque direttori di consultori familiari incaricati di redigere lo statuto dell’associazione.</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1968 - 1978</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Vice Presidente nazionale dell’UCIPEM.</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1969</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha organizzato a Catania il primo convegno nazionale dell’UCIPEM.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Conferenze in campo educativo</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1965</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></strong><span class="fs12lh1-5">Paternò «L’amore fra i giovani» 11.12.65</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1966</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Siracusa, Biblioteca Alagoniana: «La psicologia della vita coniugale» 2.2.66</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Catania, Palazzo dell’ESE, tavola rotonda su «I giovani e il matrimonio» 5.3.66</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Paternò, per le famiglie: «Rapporti tra genitori e figli» 9.3.66</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Noto, Palazzo Santalfano, conferenza al clero: «La famiglia oggi» 10.3.66</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Noto, Palazzo Santalfano, per i coniugi: «La famiglia oggi» 10.3.66 ore 18,30</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Nicolosi, Chiesa Madre: «Problemi psico-pedagogici della famiglia» 11.3.66</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Lentini, «Problemi psicologici della vita di coppia» 12.3.66</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Siracusa, FUCI: «I giovani e nella prospettiva della vita matrimoniale» 21.5.66</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Catania, Parrocchia Cristo Re, Tavola rotonda su: «Problemi psico-sociologici della gioventù moderna e le responsabilità della famiglia e della società» 28.6.66</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Catania, Parr. Monserrato «Problemi psicologici connessi con la vita familiare»</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Acireale «Il giovane e la vita affettiva» 24.11.66</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Avola «Problemi di vita familiare» 19.12.66</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1967</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Catania, Gioventù Studentesca: «L’esigenza affettiva nei giovani» 23.1.67</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Catania, G. S. «Differenza fra struttura psicologica del ragazzo e della ragazza» 28.1.67</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Paternò. Salone S. Domenico: «Rapporti tra genitori e figli»</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Bronte, Salone GIAC: «La psicologia al servizio dell’uomo» 8.2.67</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Acireale, su iniziativa della FUCI: «L’amore nell’età giovanile» 4.3.67</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Catania, Parrocchia Monserrato: «L’adolescente e l’altro sesso» 8.3.67</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Enna, «Il matrimonio nella società contemporanea» 16.3.67</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Acireale, tavola rotonda su: «Armonia coniugale» 11.4.67</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Catania, Centro Sociale Villagio S. Maria Goretti: «I giovani e l’amore» 14.4.67</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Enna, conferenza su: «L’etica del diritto all’amore» 20.4.67</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Enna, conferenza su: «Quando l’amore è in crisi» 24.4.67</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Paternò, Salone S. Domenico: «Rapporti tra ragazzi e ragazze» 11.5.67</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1968</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></strong><span class="fs12lh1-5">Catania, Scuola Media Leonardo Grassi: «Sviluppo psicologico del ragazzo»</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Catania, Scuola media Leonardo Grassi: «Sviluppo psicologico della ragazza» 27.3.68</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Siracusa, Biblioteca Alagoniana: «La psicologia della vita coniugale»</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Bronte, Corso interparrocchiale: «Matrimonio e psicologia contemporanea» e «Problemi psicologici della vita matrimoniale» 14.12.68</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Catania, Parrocchia S. Chiara: «Conoscenza reciproca fra i giovani dei due sessi»</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1969</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Siracusa, Biblioteca Alagoniana</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Paternò I.S.E.S.: «L’educazione prematrimoniale» 5.12.69</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1970</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Siracusa, Comunità studentesca: «La psicologia dell’amore» 25.1.70</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Pachino, I.S.E.S. Tavola rotonda su: «Il divorzio» 1971</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Riposto, Orfanotrofio Addolorata: «Aspetti psicologici del matrimonio»</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5">Viagrande, Per l’U.C.I. (Unione Cattolica Infermieri): «La famiglia oggi»</span></div><div style="text-align: start;"><br></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1973</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Adrano, Parrocchia S. Francesco: «Genitori e figli: è possibile un dialogo?»</span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1974</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Catania, Scuola media L: Grassi: «Sviluppo psicologico dell’adolescente»</span><br></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1881</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Catania, Istituto S. Orsola: «Il processo di maturazione inteso come rapporto con ll’altro»</span><br></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1990</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Catania, Parrocchia Cristo Re: «Comunicazione, conflitto, silenzio nella coppia»</span><br></div><div style="text-align: start;"><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Corsi e conferenze per religiosi ed educatori:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Relazioni per gli incontri di spiritualità sacerdotale tenuti a Catania, Paternò e Trecastagni nel 1967 sugli aspetti psicologici del peccato personale e collettivo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Relazione all'incontro di studio regionale per superiori di seminari su Vita comune e sviluppo affettivo tenuto a Villa S. Saverio - Catania il 10.3.68.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tre relazioni su: L’evoluzione psicologica del fanciullo, L’evoluzione della capacità di comprensione del fanciullo, L’evoluzione della religiosità del fanciullo, al corso organizzato dall’Ufficio Catechistico Diocesano di Catania dal 10 al 12 settembre 1969.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Partecipazione in qualità di esperto e organizzazione dell’attività dei gruppi al Convegno di Pastorale Prematrimoniale di Roma promosso dalla Consulta Generale dell’Apostolato dei Laici dal 5 all’8 dicembre 1970</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Otto incontri rivolti a sacerdoti e religiosi delle varie diocesi della Sicilia sui principali temi della psicologia religiosa e pastorale. Sede dell'ISPASA, 13- 24 gennaio 1969.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Due relazioni su I problemi dell'età evolutiva e Mentalità contemporanea vissuta dai giovani nell'età evolutiva, tenute al Convegno di studio per i professori dei collegi e delle scuole apostoliche dei Padri Gesuiti. Ignatianum di Messina il 3 gennaio 1968.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Due relazioni su La psicologia come guida alla conoscenza specifica dell'adolescente e Esigenze e carenze religiose, genesi della vita religiosa dell'adolescente e relativa classificazione tipologica, tenute al corso d’aggiornamento pastorale dell’Istituto Calabro di Pastorale - Sezione di Cosenza, il 18 gennaio 1968.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Relazione su Psicologia religiosa dell'adolescente e del giovane, tenuta al corso di aggiornamento pastorale dell’Istituto di Pastorale di Catanzaro il 17.10 .68.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Due relazioni su Per una famiglia migliore e La psicologia della vita familiare, tenute al corso di aggiornamento per il clero e il laicato dell’ Archidiocesi di Palermo, il 22 settembre 1969.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Due relazioni al 1° corso di aggiornamento regionale per superiori dei seminari su Evoluzione psicologica dell'adolescente e Tensioni e conflitti nell'ambito della normalità, indetto dalla Conferenza Episcopale Sicula a Zafferana Etnea il 13.7.70</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tre lezioni su Il sentimento religioso nelle varie fasi della vita evolutiva, Struttura della vita psichica e formazione della coscienza, Struttura della vita familiare e amore maturo, Condizionamenti psicologici dell’ateismo tenute al corso di teologia per laici dal 30 novembre al 28 dicembre 1970 a Paternò.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quattro relazioni al 2° corso di aggiornamento regionale per superiori dei seminari su Identità del prete in armonia con le istanze psicologiche, Problematiche psicologiche fondamentali in ordine all'individuazione e alla formazione dell'aspirante al sacerdozio, Problemi psicologici del preadolescente e dell'adolescente, Contributo della psicologia in ordine alle crisi dei seminaristi indetto dalla Conferenza Episcopale Sicula a Zafferana Etnea il 20-23.7.71</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Due relazioni su La psicologia della coppia e L'educazione all'amore, tenute al 3° convegno annuale sugli Aspetti psico-sociologici e pastorali del matrimonio oggi, presso l’Istituto Interdiocesano di Pastorale Ignatianum di Messina, il 4 gennaio 1973.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Due relazioni su Maturità psicologica per il fidanzamento e Il dialogo matrimoniale in un contesto sociale che si avvia alla parità dei sessi, tenute al 2° corso di aggiornamento per operatori della pastorale familiare dell’Arcidiocesi di Palermo, il 21 ottobre 1973.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Partecipazione alle tavole rotonde su Fede e matrimonio in Sicilia e Apporto per una programmazione d’insieme, nel convegno pastorale regionale della Conferenza Episcopale Sicula, tenuto presso l'Ignatianum di Messina il 15 e il 17 luglio 1975.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Partecipazione alla tavola rotonda su Problemi e aspetti antropologici del matrimonio nel convegno pastorale diocesano sul tema Evangelizzazione e sacramento del matrimonio tenuto a Catania il 29 settembre 1975.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Relazione al Corso di Formazione per Animatori Vocazionali su Elementi di psicologia evolutiva, Tecniche di animazione di gruppo e di dialogo interpersonale, tenuto a Catania dal 13 gennaio al 1 marzo 1992.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Due relazioni al Convegno estivo di Pastorale Familiare organizzato dalla Diocesi di Acireale a Linguaglossa dal 28 al 30 settembre 1995.</span></div><div style="text-align: start;"><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Conferenze su temi vari: (di cui è rimasta traccia)</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1965</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">S. Agata li Battiati, Seminario EdA: Formazione umana e sociale degli animatori dei corsi di formazione degli adulti, 3-8 Agosto 1965</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Catania, Dirigenti GIAC: L’adolescente e passaggio alla giovinezza, 5.12.65</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1966</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Catania, per i dirigenti GIAC: La psicologia nel processo educativo, 9.2.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Catania, per i dirigenti GIAC: La psicologia dell’adolescenza, 20.2.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Siracusa, conferenza ai genitori: L’adolescente visto dallo psicologo, 25.2.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Paternò, conferenza ai genitori dei giovani della GS: Figli che crescono, 3.3.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Catania, Parrocchia Monserrato: Problemi psicologici dell’età evolutiva, 15.3.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lentini, Chiesa Madre: I giovani nella società attuale, 16.3.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">San Giovanni la Punta: Le fasi dello sviluppo affettivo, 26.4.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Catania, Parrocchia Monserrato: L’evoluzione affettiva nei giovani, 3.5.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Catania, Dirigenti GIAC: Capacità d’apprendimento nell’età evolutiva, 5.5.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Catania, Dirigenti GIAC: Sviluppo del senso morale nell’età evolutiva, 7.5.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Catania, Chiesa S. Agata la Vetere: Problemi psicologici nell’adolescenza, 1.9.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Catania, Parrocchia S. Nullo: Problemi dei genitori nell’educazione dei figli, 19.9.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Catania, Parrocchia S. Nullo: I giovani di fronte alla vita, 20.9.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Zafferana Etnea, per la GS di Catania: Rapporti fra i giovani, 29.9.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">San Giovanni la Punta, per la Pro Loco: Inserimento dei giovani nella società, 17.12.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Avola, Incontro interparrocchiale: Problemi psicologici nel periodo giovanile, 19.12.66</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Etna, giornata dedicata alla GS: Crescita e responsabilità sociale, 3.11.66</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1967</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Noto, Movimento laureati di A. C.: La psicologia dell’adolescente, 26.1.67</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Noto, Movimento laureati di A. C.: La psicologia del giovane, 3.2.67</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Noto, Movimento laureati di A. C.: L’inconscio nella psicologia moderna, 9.2.67</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Paternò, Salone S. Domenico: Professionale come realizzazione umana, 15.12.67</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Paternò, FUCI: Essere giovani oggi, 17.12.67</span></div><div><br></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1968</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Caltagirone, AIMC: Psicanalisi ed educazione morale, 2.3.1968</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Noto, Laureati di A. C.: Ruolo della famiglia nell’educazione dei giovani, 2.2.68</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Noto, Laureati di A. C.: Ruolo della scuola nell’educazione dei giovani, 9.2.68</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Catania, Gioventù Studentesca: Problemi dei giovani oggi, 3.4.68</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Bronte: La donna nella società contemporanea, 6.4.68</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Acireale: Districarsi in un mondo che cambia, 21.4.68</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Vibo Valentia: Lo psicologo e l’educazione giovanile, 2.6.68</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1969</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Paternò I.S.E.S.: Le relazioni affettive nella famiglia, 2.12.69</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1971</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Catania, Ospedale S. Marta: L’ammalato nel suo aspetto psico-sociale, 1.6.71</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Acireale: La pornografia, incontro con alunni di 3° liceo classico 7.12.71</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1972</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Caltanissetta, ITC Mario Rapisardi: Il processo di maturazione psicosociale, 28.11.72</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1974</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Catania, Riunione conviviale del Rotaract Club: L’eutanasia</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1976</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></strong><span class="fs12lh1-5">Catania, Circolo Ufficiali: La sessualità: Esigenza individuale o linguaggio dei corpi? 13.5.76</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1979</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Mazzarino, La famiglia e la violenza sul bambino, 19.5.79</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1994</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Belpasso, Scuola media Don Bosco: Funzione della famiglia e della scuola nell’educazione dei figli, 23.3.1994.</span></div><div><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1999</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Biancavilla, Sala Consiliare, presentazione del volume: Il Calendario Perpetuo Omaggio a Salvatore Franco. di L. Minio, 4.12.99</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Attività varie:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">nel</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1968-69</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha condotto un’inchiesta su 8.000 studenti delle scuole medie–superiori della provincia di Catania sugli orientamenti in campo psicologico, sociale e religioso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1970</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha fondato la rivista Biopsyche, della quale ha conservato costantemente la direzione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dal</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1984</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">al</span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1">1987</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha diretto la scuola quadriennale di formazione in psicoterapia promossa dall’ISPASA.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1990</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha strutturato una batteria di test attitudinali e di interessi ed un programma computerizzato per l’elaborazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">1999-2000</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ha organizzato e diretto un Centro socio educativo per minori a rischio, in convenzione col Comune di Catania.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dal</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong><span class="fs12lh1-5 ff1">24 luglio 2013</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Presidente della Fondazione "Istituto San Vincenzo de' Paoli - Padre Marcantonio".</span></div><div><br></div></div><div><div><b><span class="imUl fs12lh1-5 cf1"><a href="http://www.luigiminio.it/" target="_blank" class="imCssLink">Scopri di più su Luigi MINIO</a></span></b></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 Nov 2020 19:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Cotognata" di Giorgio RIMMAUDO]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000042"><div><b><span class="fs11lh1-5">Dose ricetta per 1,829 kg.</span></b></div><div><br></div><div></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1000 &nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mele Cotogne &nbsp;</span><i><span class="fs11lh1-5">polpa gia cotta</span></i></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;800 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Zucchero &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cannella in polvere &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Succo di limoni &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;25 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Zenzero grattugiato</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs11lh1-5">Procedimento</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Lavare le mele cotogne eliminando tutta &nbsp;la loro naturale peluria e metterle a bollire in una casseruola piena d’acqua lasciando cuocere fino a renderle morbide.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Scolarle,lasciarle intiepidire e pelarle eliminando il torsolo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Quindi passare la polpa al passa verdure.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Mescolare la polpa di mele cotogne con lo zucchero,lo zenzero grattugiato,la cannella e il succo di limone,pellicolare e conservare in frigo per almeno 6 ore prima della cottura.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Trascorse il tempo di riposo, mescolare il tutto e cuocere in una pentola di acciaio &nbsp;fino ad arrivare a 64° Brix &nbsp;o 108°C</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Appena cotta Invasare immediatamente in vasi ben puliti, asciugati e fatti sterilizzare a 100°C in forno per almeno venti minuti. Chiudere immediatamente con il coperchio, lasciare raffreddane capovolgendo sottosopra i vasi. Etichettare e conservare fino al momento del consumo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Ottima servita sopra il formaggio per uno stuzzichino &nbsp;o per una ricca merenda.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/Cotognata.jpg"  title="" alt=""/></div><div><hr><br></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 19:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Pollo ripieno" di Giorgio RIMMAUDO]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003F"><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Dose ricetta per 10 porzioni</i><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;<b>Per il galletto</b></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1000 &nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pollo busto &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;5 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Rosmarino &nbsp;</span><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cipolle bianche &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Carote &nbsp;</span><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;70 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sedano &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;5 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;n. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Alloro foglie &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;150 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Vino bianco secco</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale e pepe &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5"><br></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Per la farcia </b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Salsiccia &nbsp;di suino</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Riso cotto<i></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Timo fresco &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pancetta affumicata &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Fegatini di pollo &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;80 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Scalogno maturato<i></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ritagli del Petto di pollo </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Castagne cotte cubettate<i></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;35 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Fagiolini lessati</span></div> <span class="imTAJustify fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Carote lessate</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;20 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extravergine d’oliva Primo frutto Mozzicato </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Lardo cubetti<i></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;20 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Uva sultanina ammollata</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;3 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pepe nero macinato &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pecorino morbido &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"> </div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5"><br></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Per la salsa </b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;300 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ossi di pollo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;25 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extravergine di oliva Primo frutto Mozzicato</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;3 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;dl &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Brodo vegetale</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pepe nero in grani</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pomodoro secco ammollato</span></div><div class="imTAJustify"> </div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5"><br></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Per la finirura</b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Funghi misti freschi &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cipollotti freschi &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Amarelli selvatici (<i>Brassica fruticulosa</i><b><i>)</i></b> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Carote Novelle</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extravergine Di oliva Primo frutto Mozzicato</span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5"> </b></div><div class="imTAJustify"><u class="fs11lh1-5"><br></u></div><div class="imTAJustify"><u class="fs11lh1-5">Procedimento</u></div><div class="imTAJustify"><u><span style="text-decoration-line: none;" class="fs11lh1-5 cf1"> </span></u></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Per il pollo.</b><b class="fs11lh1-5"><span class="cf1"> </span></b><span class="fs11lh1-5">Disossare il pollo, partendo dalla schiena, aprirlo a libro e pareggiare per bene la carne. Salare e pepare.</span><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Preparare la farcia</b><b class="fs11lh1-5"> </b><span class="fs11lh1-5">mischiando tutti gli ingredienti</span><span class="fs11lh1-5 cf1">. </span><span class="fs11lh1-5">Stendere il pollo dalla parte della pelle, distribuirvi la farcia e chiudere arrotolandolo su se stesso. Quindi, legare bene con spago da cucina. Esternamente deve apparire solo la pelle. Sistemare il pollo in una teglia con il sedano, le verdure lavate e tagliate grossolanamente. Aggiungere gli aromi, le ossa del pollo e salare. Infornare a 180°C per 45 minuti. Sfornare e lasciare riposare per 20 minuti prima di tagliare.</span><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Con il fondo di cottura preparare la salsa mettendo il tutto in una casseruola, aggiungere un quantitativo di brodo sufficiente a coprire le ossa e cuocere fino a ridurre della metà. Quindi, filtrare e aggiustare di gusto.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Per i funghi. </b><span class="fs11lh1-5">Tagliare i funghi a fettine e cuocerli in padella con lo spiccio d’aglio e il timo, cospargere di prezzemolo e mettere da parte.</span><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Per le carote e i cipollotti</b><span class="fs11lh1-5">. Sbianchire le carote, dopo averle pelati in acqua bollente salata con i cipollotti, scolarli ancora croccanti e passarli in padella con un filo d’olio.</span><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Finitura e presentazione</b><span class="fs11lh1-5">. Tagliare il pollo a fette spesse un cm, sistemare nei piatti caldi con le carote, i funghi il cipollotto, e gli amarelli cotti e ripassati in padella quindi salsare e condire con un filo d’olio a crudo.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/pollo-ripieno--22-.JPG"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><hr><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b></div><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_wmuqhv6i.png"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div class="imTALeft"><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div class="imTALeft"><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 11:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Il toro bisonte" di Duccio DI STEFANO]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Due_passi_nella_nostra_magica_terra"><![CDATA[Due passi nella nostra magica terra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003E"><div><span class="fs11lh1-5">Era bello ogni tanto per noi andare a vedere il Toro Bisonte.</span><br></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Per noi bambini - che ai primi anni ’80 il massimo della tecnologia lo avevamo nei raggi delle bici, dove avevamo attaccato con una molletta da bucato un pezzettino di latta affinché ad ogni pedalata partiva un &nbsp;<i>rombo</i> simile a quello delle moto – andare a trovare <i>Rann’Angilu (</i>don Angelo, pronunciato e storpiato così dai <i>pards </i>di campagna) era ogni volta una gran festa. Innanzitutto la sua tenuta, avvistata da lontano una volta imboccata la stradina stretta e pietrosa, ci appariva già come un posto fantastico, uno di quei ranch che solitamente potevamo vedere solo nei western in TV. Un grande casale, a tre piani, dalle grandi e luminose finestre, con accanto uno spazio adibito al forno di pietra dove lui ogni tanto vi preparava anche la ricotta e il formaggio, e adiacente una grande stalla dove teneva le sue mucche, i suoi cavalli ed i vitelli. Sul retro invece una grande distesa di terreno, che gli serviva sia per i suoi raccolti (angurie, melenzane, meloni, peperoni e zucchine), sia per far pascolare liberamente il bestiame. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/kids-5381819_1920.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Alla finestra, solitamente, ci trovavi affacciata <i>Ronna Brigida,</i> come lui stesso chiamava sua moglie, che ci dava il benvenuto accogliendoci col suo immancabile e largo sorriso da buona massaia. Spesso capitava che ci offrisse pure qualche fetta di quel buon pane di casa appena sfornato e <i>cunzato</i> con olio, origano, sale, peperoncino rosso e pecorino, rallentando così la nostra vera missione. Sull’altro lato c’era la cisterna, dove file di macchine si recavano liberamente per riempire secchi, bidoni e quant’altro avessero a portata di mano per fare scorta di quell’acqua che (senza alcun controllo) buona a tutti ci pareva, altro che Rocchetta. E noi, <i>straviando </i>le biciclette e appoggiandole al primo muretto a secco che ci capitava a tiro, correvamo dietro il recinto (cercando di evitare quelle enormi <i>mousse al cioccolato</i> che le bestie lasciavano lungo il loro cammino) il più velocemente possibile, nella speranza di non essere beccati dal <i>ranchero </i>che ci avrebbe fatto anche lui perdere un mucchio di tempo a… «<i>Fraccattinoo..» </i>Troppo tardi! Nulla sfuggiva a <i>Rann’Angilu</i> (chiamato anche <i>“u rausanu”</i>, per via delle sue provenienze geografiche). Ci aveva già avvistati, e quello, “fraccattino”, era il nomignolo che appioppava ad ognuno di noi piccola marmaglia, senza preoccuparsi &nbsp;così di sbagliarci il nome. Viene da <i>fracco, </i>magro. Termine che i pastori usavano per i capi più smilzi, più scarsi. Quelli inutili, insomma. &nbsp;«<i>Ma nunn’aviti chiffari, ah? Viniti cà ca vi fazzu biviri nù poco ri latti frisco frisco!»</i> Era un uomo d’una generosità mai vista. Lui godeva se riusciva ad offrire e a donare qualcosa si sua produzione a chiunque lo andasse a trovare, a maggior ragione a noi, <i>carusi rò baggio,</i> che eravamo i figli dei suoi uomini, di quei fedeli amici che erano sempre pronti sia a dargli una mano d’aiuto nel difficoltoso lavoro nei campi, sia quando – la sera – stanchi dal lavoro, si riunivano sotto il pergolato dell’ulivo o del carrubo per una partitella a<i> briscola in cinque,</i> il suo gioco preferito. Ed era uno spettacolo assistere anche a quelle partitelle infinite, “colorate” ad ogni epilogo da commenti e improperi da opera dell’Arte. Era un fenomeno pure là: cioè, riusciva a ricordarsi di tutte le carte che uscivano alla perfezione, dopo due mani infatti sapeva già perfettamente che carte ci avevano in mano i suoi avversari, e non sbagliava mai una mossa. Un autentico fuoriclasse!</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/farmer-540681_1920.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Lo vedemmo spuntare all’orizzonte, con la sua tipica camiciola a quadrettini, aperta sul petto e legata alla vita, come usavano una volta i contadini. Un uomo forte, sulla quarantina, non molto alto ma duro, tosto, un torello insomma. I capelli sul riccio, coperti da quella fuliggine che la strada non asfaltata offriva abbondantemente agli astanti, ogni volta che un’automobile o similari ne calpestasse il suolo polveroso e pietroso. Il sorriso sempre stampato sul volto, la battuta sempre pronta, la mascella volitiva, sempre rasato di fresco, le braccia forti ed il passo svelto. Un autentico cowboy dei nostri tempi, compreso quel puzzo di mucche misto a formaggio che lo precedeva ogni volta che si avvicinava. Praticamente era il suo annunciatore personale di corte! Si era premunito di un paio di scodelle con il latte appena munto dalle mucche, e come al solito ce lo offriva, aspettando che ce lo scolassimo sino all’ultima goccia. Era buonissimo quel latte, forte, intenso, aromatizzato, sembrava già col cioccolato aggiunto, non c’era bisogno di nessun altro tipo di lavorazione. Un sapore che se chiudo un attimo gli occhi lo sento ancora, indimenticabile! Un sapore che porterò sempre con me. Ed il sapere che lo aveva appena munto apposta per noi, mi intenerisce ancora adesso. Però il nostro pensiero era un altro, avevamo come al solito un’altra priorità, tutto il resto veniva dopo, e cioè era quello di arrampicarci alla staccionata della stalla, nel suo spazio esterno, per poter vedere da vicino il tanto temuto e amato <i>Toro Bisonte, </i>come lo chiamavamo noi. Era un toro? Un manzo? Un grosso vitello? Non lo abbiamo mai saputo, ma per noi era solamente un gigante di dimensione piratesca, o almeno era questa l’impressione che faceva a noi <i>picciriddi.</i> Era così possente, maestoso e ben piantato a terra che noi lo chiamavamo col rafforzativo di Toro Bisonte, creando così una nuove specie di animale della prateria. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/animal-3211351_1920.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Vuoi mettere la paura che incute la parola Toro Bisonte? « <i>Senti quanto possenza cià Kevin, senti che importanza</i>» recitava Verdone in uno dei suoi film quando voleva convincere la moglie, Jessica, a scegliere Kevin come nome per un loro eventuale figlio maschio. E così era per noi. Quello era il nostro Toro Bisonte, e di tanto in tanto, quando durante quei lunghi e soffocanti pomeriggi d’estate il caldo languore del baggio tutto soverchiava, bisognava che si andasse a trovare…</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Ogni tanto, anche ora, d’estate, mi avventuro con le mie bambine lungo quella stradina sconnessa che allora mi sembrava il viatico verso il Paradiso, ma il trovarla così, abbandonata, avvolta nel più triste dei silenzi, arrivare fino alla tenuta, dove ormai solamente alcuni cani randagi &nbsp;fanno da guardiani a quei muri scalcinati e silenziosi e a quelle scale, da dove una volta arrivava <i>Rann’Angilu</i> con le sue scodelle colme di quel latte caldo e cremoso, ebbene - questa sensazione da day after - mi mette un magone senza fine. L’atmosfera è terrea, algida, i rovi s’innalzano col vento e roteano a mezz’aria, il vento che passa dalle finestre dello scheletro abbandonato di quello che era il nostro <i>Falcon Crest,</i> assume un boato sinistro, funereo. Le stalle sono vuote e diroccate, e <i>le carcarazze</i> starnazzano a piacimento, tanto che mia figlia mi dice «papà andiamocene, qui ci sono i fantasmi…» Ha ragione: li sento anch’io tutti quei fantasmi… la voce della signora che ci dà il benvenuto dal balcone, il vociare della gente che vi si trovava sempre numerosa, chi per l’acqua, chi per il formaggio, chi per gli ortaggi, i benvenuti caciaroni e festosi del nostro cowboy, le innumerevoli specie di animali che richiamavano la nostra attenzione… dove sono finiti tutti? E soprattutto… che fine ha fatto il nostro tanto amato e temuto Toro Bisonte?</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Mi è capitato d’incrociarlo in città, <i>Rann’Angilu u rausanu,</i> ora ottantino, chino sulla schiena, che camminava lento e dimesso sul marciapiede, tenendo in mano una busta dell’Hard Discount, silenzioso, come a non voler dar fastidio a nessuno. Come a volersi nascondere… come mi appare fragile, adesso il <i>fracco</i> è lui, che una volta ci appariva forte come una quercia e acuto come un’aquila. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/peasant-482727_1920.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Adesso era un vecchietto come un altro, senza la sua camiciola a quadri aperta sul petto e legata alla vita. Senza il suo luminoso sorriso, senza la sua forza data dalle zolle di sterco che calpestava sulla sua terra. Ora non è più preceduto dal puzzo di mandria e di formaggio, ma non m’ha riconosciuto. A lui che una volta non scappava neanche una carta dal mazzo, adesso probabilmente non riconosce più le persone. Magari esagero, magari lui se la vive bene questa nuova dimensione da pensionato metropolitano. Ma a me purtroppo dà come l’impressione di un Superman senza il suo mantello. &nbsp;Che ci posso fare. E quanto darei per sentire ancora una volta bella, assordante, fragorosa quella sua vociona forte e squillante che non appena scorto da lontano mi urla: «<i>Fraccattinoo…»</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div><div><hr></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_aqfz8zl6.jpg"  title="" alt=""/></a><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 14:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["A rutta e ciauli"]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003D"><div><span class="fs11lh1-5">Chi può esattamente individuare quel punto di demarcazione, quel preciso istante cioè dove un varco invisibile e seducente ci fa abbandonare il reale per condurci tra i sentieri del Mito? Chi è davvero sicuro di saper riconoscere quel crocevia dove l’episodio di autentica cronaca che si perde nella notte dei tempi lascia spazio alla leggenda popolare che, giunta fino a noi, ancora si tramanda travestita di fantasia e di magia a tal punto che sembra assolutamente incredibile?<br> Siracusa possiede davvero una ricchezza straordinaria di tali esempi, che nel corso dei secoli hanno conquistato a tutti gli effetti quella dignità per essere riconosciuti ed insigniti a mito universale. Alcuni, come quello di Ciane e Anapo, quello di Alfeo e Aretusa e quello dell’orecchio di Dionisio, fanno oramai parte della letteratura fantastica di ogni tempo e di ogni conoscenza.<br> Ma ce ne sono tanti altri, più o meno noti, che meritano di essere rinverditi, ricordati, e di rimanere degnamente radicati nella memoria storica del nostro territorio, di cui costituiscono oramai un patrimonio irrinunciabile perché accrescono enormemente la suggestione e la magia degli già straordinari e numerosi angoli paesaggistici e storici della città che fu di Archimede. Perché questa città si è davvero sempre legata in modo indissolubile a vicende incredibili ma quasi vere, a storie mitologiche ma forse davvero avvenute, ad eventi verosimili ma contornati da leggende… Insomma l’immaginario collettivo del siracusano è sempre stato florido di storie “<i>ttraggiriuse”, </i>che evidentemente devono piacer molto a chi è nato e vissuto in questa magnifica città!</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Una di queste, tra le più suggestive, è quella che racconta la tragica storia legata ad una delle numerose grotte che la costa siracusana, &nbsp;quel costone di pietra arenaria - meglio conosciuta in gergo come <i>petra giuggiulena</i> - disegna man mano che si sposta a nord partendo dallo <i>sbarcadero, </i>e cioè dal porto piccolo, e proseguendo per tutta la Riviera Dionisio il Grande, strada che i siracusani chiamano comunemente <i> A via Arsinali. </i>Mi riferisco alla tanto celebrata <i>rutta è ciauli. </i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i><span><br></span></i></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/Rutta-e-ciauli.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><i><span><br></span></i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i><span><br></span></i></span></div><div><span class="fs11lh1-5">In realtà, a chi vi si affaccia dal mare, potrà notare che in quel tratto di costa le grotte sono tre, ma la leggenda si riferisce solamente a quella centrale, quella denominata appunto “<i> re ciauli”, </i>e cioè delle taccole, o - come le si chiamano da queste parti – delle <i>carcarazze, </i>ossia quell’uccello nero appartenente alla famiglia delle cornacchie che solitamente ancora oggi vengono a nidificare ed a svernare proprio in quella grotta. Queste antiche cave di pietra, risalenti addirittura al periodo greco, si snodano come veri e propri labirinti sotterranei e il piano di calpestio è &nbsp;pressoché sconnesso. Addirittura c’è chi si spinge a dire che quella grotta si congiungeva con le numerose catacombe circostanti , cioè quelle di Santa Lucia, quelle di San Giovanni e quelle di Vigna Cassia. Sicuramente alcune fonti storiche dimostrano altresì che durante le persecuzioni dei cristiani da parte dei Romani, questi avessero avuto la possibilità di porsi in salvo fuggendo dalle catacombe e raggiungendo il mare attraverso questo sbocco di salvezza. Fatto sta che, ancora oggi, nonostante le numerose frane, la grotta penetra profondamente all’interno e vi si possono notare diversi lucernari o prese d’aria che in qualche modo potevano illuminare il lunghissimo percorso sotterraneo. Tanti sono quindi i racconti legati ad uomini coraggiosi che varcando la soglia di quell’antro non hanno poi più fatto ritorno. Anche i ragazzi che facevano i bagni lì a mare, <i>'a rutta</i> <i>ciauli</i>, tentavano d'addentrarsi e per non rimanere imprigionati portavano tanti <i>"fili d'Arianna" </i>che ancora oggi si possono notare, testimoni di tentativi di vedere dove portassero quei cunicoli. Ma a cosa si riferisce dunque quell’alone funesto che è associato a questa grotta? </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Si dice che in un non precisato giorno, un’intera scolaresca, il cui maestro volle condurre i suoi alunni a visitare questo cunicolo, ebbe l’imprudenza di avventurarvisi all’interno senza usare i dovuti accorgimenti, che sono obbligatori quando si entra in un autentico labirinto qual è quella grotta, col risultato che di loro non vi fu più traccia! Probabilmente quel maestro non conosceva la leggenda di Teseo che, con l’aiuto di Arianna che gli prestò il filo, lo stese lungo tutto il suo cammino riuscendo a non finire in pasto al Minotauro, e dopo averlo ucciso tornò così a rivedere il sole. Così, da allora, quelli che sembrano uccelli non sono </span><i class="fs11lh1-5">Ciauli, ma diauli,</i><span class="fs11lh1-5"> cioè fantasmi che se vi entri ti portano dritti all’Inferno!</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"> Oggi però questo luogo, reso funereo da questa leggenda, che racconta appunto di una tragica fine fatta da un’intera scolaresca inghiottita con tutto il maestro da quelle misteriose e profondissime fauci, è stato per così dire addolcito prima da un celebre ristorante, che dall’alto appunto di quella grotta fa capolino coi suoi tavoli su una costa dalla quale si può godere di quello scenario indescrivibile che è l’isola di Ortigia, e poi successivamente anche da un locale che montando dei solarium proprio davanti <i>a rutta è ciauli, </i>ha trasformato quel tratto di roccia in un lido nelle ore diurne e in un elegante <i>lounge</i> bar in quelle notturne.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/rutta-e-ciauli-bis.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br> Forse i nostri avi, affascinati dai cantori di antichi miti e leggende, volevano arricchire di fascino e impreziosire di mistero quanto di più fantastico poteva e possa ancora esistere, e cioè la nostra lunga costa che placida si distende lungo uno dei luoghi più incantevoli dell’intero creato, e cioè quel versante del Mediterraneo che dalle coste joniche della Sicilia ci accompagna dolcemente sino alle rive delle isole greche, corrispondente da sempre all’ombelico del mondo!!..</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-5" src="https://www.golfodinoto.it/images/Rutta_e_ciauli12.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr><div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_r6yvjmuj.jpg"  title="" alt=""/></span><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 11:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Bocconcini di manzo" di Giorgio RIMMAUDO]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003C"><div><span class="fs11lh1-5"><b><span class="imTAJustify">Ricetta per 10 porzioni</span></b><br></span></div><div class="imTAJustify"> </div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5"><br></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Per i bocconcini di manzo</b></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5"> </b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1500 &nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Muscolo di vitellone &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Peperoni gialli &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Timo fresco &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sedano </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Carote</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cipolle</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale e pepe &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Brodo vegetale &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;350 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pomodori a grappolo &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extravergine d’oliva Zaitun Mozzicato</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;250 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Vino rosso di Nero d’Avola</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;25 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Concentrato di pomodoro &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;4 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Paprica forte &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1000 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Patate fresche &nbsp;</span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><b>Per la crema di tuma persa</b><br></span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;150 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Latte intero &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Tuma persa &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;5 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Maizena</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5"> </b></div><div class="imTAJustify"><u class="fs11lh1-5">Procedimento</u></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><b>Per i bocconcini</b>. Tagliare la carne in pezzi regolari, condirla con gli aromi e rosolarla nell’olio in una casseruola. Eliminare il grasso di cottura e sfumare con il vino rosso, lasciare evaporare e aggiungere il concentrato di pomodoro. Lasciare asciugare fin quando non comincia ad attaccarsi alla casseruola. &nbsp;Coprire la carne con il brodo a filo e lasciare cuocere per 60 minuti con coperchio e a fiamma bassa. Aggiungere i peperoni e le patate tagliati a cubetti e terminare la cottura per altri 30 minuti. Aggiustare di sale e pepe. &nbsp;</span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><b>Per la crema di tuma persa</b>. In un pentolino bollire il latte, addensarlo con la maizena sciolta in un po’ d’acqua, aggiungere la tuma persa grattugiata e frullare ad immersione.</span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5"><b>Finitura e presentazione del piatto</b>. Distribuire la carne in parti uguali in piatti fondi e disporvi sopra la crema di tuma persa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/Bocconcini-di-manzo-patate-e-peperoni--18-.JPG"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b></div></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_eq2k9g50.png"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 11:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Spaghetti "Antica Siracusa" di Giorgio RIMMAUDO]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003B"><div><b class="fs11lh1-5">Ingredienti per 10 persone</b></div> &nbsp;<span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;800 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Spaghetti &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><b class="fs11lh1-5">Per la salsa</b></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva primo frutto Mozzicato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;dl. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Brodo Di Pesce &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Acciughe &nbsp;diliscate sotto sale &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Alici Fresche pulite e sfilettate </span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Buccia Di Limone &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Timo &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs11lh1-5">Per la finitura</b></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva primo frutto Mozzicato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;3 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Prezzemolo &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;450 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Formaggio dei poveri (Muddica atturrata) </span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Acciughe &nbsp;diliscate sotto sale &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Procedimento</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><b>Per la salsa</b>. Pulire le acciughe dal sale e passarle sotto l’acqua corrente velocemente.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Riunire tutti gli ingredienti in una casseruola e portare alla temperatura di 75°C lasciando cuocere per 5 minuti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Togliere gli aromi e Frullare ad immersione,filtrare eliminando le piccole spine e lasciare in caldo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Cuocere la pasta come di consueto ma con poco sale.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">In una padella mantecare gli spaghetti con la salsa,aggiungere il prezzemolo tritato,l’olio a crudo e le acciughe tritate al coltello.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Servire gli spaghetti cosparsi abbondantemente di pane grattugiato tostato.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Si conoscono diverse varianti della pasta “Angiovi e Muddica Atturrata”.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Con l’estratto di pomodoro ma le acciughe si inseriscono nella mollica abbrustolita durante il processo di tostatura. </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Si possono aggiungere capperi e olive tritate. Finocchietto selvatico e pinoli.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/spaghetti-mollica.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><hr><br></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_ebn87z5l.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 Sep 2020 08:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["A gebbia" di Salvatore LOMBARDO]]></title>
			<author><![CDATA[Salvatore LOMBARDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Cultura_delle_piante_nel_territorio"><![CDATA[Cultura delle piante nel territorio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000039"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Nelle giornate estive, i ricchi agrumeti del Val di Noto, richiedono l’irrigazione per le basilari funzioni fisiologiche della pianta. Percorrendo i “giardini” come vengono chiamati in Sicilia gli agrumeti, si possono notare le Gebbie. Esse sono degli invasi rettangolari o circolari per la raccolta dell’acqua d’irrigazione che verrà utilizzata secondo le suddette esigenze. Gebbia, come tante altre parole del lessico agricolo siciliano, è di origine araba. &nbsp;Nel 535 l’imperatore Giustiniano fece diventare la Sicilia una provincia dell’impero bizantino. Mentre il potere di Bisanzio calava, l’isola venne conquistata &nbsp;dai Saraceni dell’Africa del Nord, dalla metà del sec IX alla metà del X. &nbsp;Durante il periodo di governo degli emiri arabi , la Sicilia potè godere di prosperità economica e culturale. L’influenza araba si trova in circa 300 parole siciliane importanti, la maggior parte delle quali si riferiscono al mondo dell’agricoltura. Ciò è comprensibile perché i saraceni introdussero in Sicilia un sistema d’irrigazione moderno e nuove piante agricole che rimangono tutt’oggi endemiche nell’isola. Alla venuta degli Arabi, le condizioni linguistiche della Sicilia erano ormai definite e la conquista araba fu lenta . Accanto alle espressioni linguistiche esistenti, latina e greca, iniziò ad imporsi anche quella araba. Fra i vocaboli arabi penetrati e conservati nei dialetti siciliani, un gran numero si riferisce all’irrigazione. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i>Gebbia </i>cisterna da <i>jabh</i></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i>Favara </i>d’acqua sorgente impetuosa da <i>fawwara</i></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i>Zappa d’acqu</i>a unità di misura da <i>sabba</i></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i>Naca </i>acqua stagnante da <i>naq</i></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i>Saia </i>canale da <i>saqija</i></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i>Margiu </i>palude da &nbsp;<i>marg</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2020-08-29-at-20.50.24.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><hr><div class="imTALeft"><b><span class="fs12lh1-5">Salvatore LOMBARDO</span></b></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/1x1_uam3jzwe.jpg"  title="" alt=""/></span><br></div><div class="imTALeft"><br></div><div data-line-height="2" class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Salvatore Lombardo, classe 1969, è dottore in Scienze Agrarie dipartimento di Economia Agraria e docente di Sociologia rurale, Economia e di Valorizzazione del Territorio presso l’Istituto Professionale per l’Agricoltura.</span></div><div data-line-height="2" class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Piccolissimo eredita dal padre la grande passione per la terra</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">...</span></div><div data-line-height="2"><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html', null, false)"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su </span><span class="fs11lh1-5"><b class="fs11lh1-5">Salvatore LOMBARDO</b></span></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 11 Sep 2020 08:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Il famigerato lido Petrara" di Duccio DI STEFANO]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Due_passi_nella_nostra_magica_terra"><![CDATA[Due passi nella nostra magica terra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000038"><div><span class="fs11lh1-5">In principio fu l'inganno: mio padre mi accompagnò a letto quella sera dicendomi che l'indomani saremmo andati al "Lido Petrara", ed io -felice ed impaziente per quella eccitante promessa- andai addirittura a dormire con il costume da bagno già indossato, per farmi trovare immediatamente pronto già dal risveglio. Ma mai menzogna fu più grossa e più crudele di quella. Il tanto famigerato Lido Petrara altro non era che un mandorleto di proprietà dei miei nonni, che già di suo era ispido e arido come tutti i mandorleti, ma in più si trovava dentro una cava spinosa e piena di sassi (da qui il nome), nella zona di Cava Grande, fin su dove un tempo sorgeva Avola antica. La sveglia fu puntuale alle 5 del mattino, e mio padre si presentò con un tazzina di caffè nero, freddo e amarissimo, brutto e cattivo come la morte, che già m'avrebbe dovuto far capire a che cosa di lì a poco sarei andato incontro. E anche se eravamo in piena estate, alle 5 del mattino, posizionati "a cassune" sulla lapa, i morsi del freddo li sentivamo tutti. Così io e Salvatore ci accucciammo "sutta è tenne", e cioè con i tendoni che ci sarebbero serviti per raccogliere le mandorle a farci da coperta, coricati strategicamente proprio sopra la botola che conteneva il motore del mezzo, il classico tre ruote della Piaggio, cosicché il calduccio ci coccolava un po'. Ad un tratto sentimmo arrestare il motore, e quindi -convinti d'esser già arrivati a destinazione- tirammo su la tenda e mettemmo il naso fuori.. “A bona v'ata cunzato !!.." Era il vocione del benzinaio, che proprio di fianco a noi ci stava facendo il pieno di miscela, che ci scaricò col suo sarcasmo - così senza sconti - tutto il carico d'imbarazzo che la situazione comportava! Non eravamo quindi già arrivati, e potevamo così consolarci e &nbsp;riprendere il nostro posto, accucciandoci più di prima. Ma al successivo stop del motore, stavolta la metà "prefissata dal destino" era così giunta, e da lì si scatenò l'inferno. Mio zio che si "catafuttò" lungo la scarpata spinosa e polverosa brandendo il suo motozappa manco fosse il kalashnikov di Rambo, tanto che lo vedemmo sparire, inghiottito da una nuvola di polvere, messo di traverso nella cava che andava arando come non ci fosse un domani.. nel frattempo mio padre ci faceva "conzare i tenne", e cioè apparecchiavamo i tendoni sotto "i peri ij mennula" che si dovevano "scutuliàre" per far confluire tutto ciò che sarebbe caduto dai rami martoriati dai colpi di quei "rimazzi", e cioè dei lunghi bastoni che servivano per percuotere i rami affinché mandorle, bucce e soprattutto quei maledettissimi e fastidiosissimi insetti, simili a pidocchi, tipici di quella pianta, ci cadessero addosso copiosamente, e che si appiccicavano regolarmente sulla superficie della pelle col sudore che faceva da colla. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/117389823_10217958234128450_4688999166705946416_o.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Un incubo. Un vero e proprio incubo. E poi dovevamo "sduagare" il contenuto di quelle tende nei sacchi di yuta, che trafitti dagli spuntoni dei rami che spezzandosi cadevano a terra, finivano per bucarsi e produrre un risultato di pungimento, prurito e bruciori vari e assortiti. In più il "fine pedagogo" dello zio Pippo, ci esortava delicatamente a velocizzare le nostre stanche e avvilite manovre di lavoro.. "Isamuli sti periii.. fozza, isamuliii.." era l'urlo di battaglia che echeggiava nella cava, impastato col gracchiante e continuo canto delle cicale che ci faceva da colonna sonora permanente. E così senza sosta fino alle 17, quando finalmente i due negrieri ebbero finito di recuperare tutto il prezioso malloppo e di caricarlo sul cassone del tre ruote. E stavolta invece, al ritorno, dovevamo fare i conti col caldo, e allora ci sedevamo in cima ai sacchi pieni di mandorle e, prendendo le stradine sterrate in discesa, i saltelli e gli scossoni li sentivamo tutti, per di più cogli spuntoni dei rami che ci pungevano il culo. Finita?? Noooo, macché... ancora l'ultima grande mortificazione doveva arrivare.. &nbsp;Nella strada di ritorno all'Isola, si tagliava per Fontane Bianche e si incrociavano tutti i nostri amici che, coi motorini e colle zite allippate dietro, stavano tornando dal mare, vestiti e griffati di tutto punto, e a quel punto noi ci calavamo sul naso il Panama di paglia che avevamo in testa da perfetti "campagnuleddi", nella speranza di non essere riconosciuti, altrimenti sai che fischi e sberleffi.. A casa poi si cunzava una grande tavolata in giardino, si versava il contenuto dei sacchi, e con tutta la famiglia seduta intorno si partiva con le operazioni collettive, a mò di catena di montaggio, per separare le mandorle dai loro gusci, dai ramoscelli e da quelle foglie di mandorlo strette, sottili e false come la loro ingannevole ombra... Perché - da che mondo e mondo - l'ombra del mandorlo è completamente "fausa", cioè è solo colore e nenti friscu!!..<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Quella era stata la mia prima volta, ma quelle spedizioni si ripeterono regolarmente negli anni a venire, ogni estate. Fino a quando i nostri "coatch" furono in grado di organizzarle. Esperienze di vita dura, ma che ci hanno forgiato e che -ogni volta che mi capita di rivederle con la memoria come ho fatto qui adesso con voi- mi procurano quella lacrimuccia data da quella dannata, struggente e irrefrenabile nostalgia di una vita ormai andata, scomparsa, trapassata... proprio come mio padre e suo fratello Pippo!</span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/117305766_10217958236408507_4382079722583661797_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1"><br></span></div><div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)"><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_wvrlv8ud.jpg"  title="" alt=""/></a></span></span><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 07:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Il mito di Ciane e Anapo" di Duccio DI STEFANO]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><div><div><span class="fs11lh1-5">Ormai non si tratta più di creare. In Sicilia l'essenziale è ciò che si è osservato.</span><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">I fiumi Ciane e Anapo, che partendo dalla fonte dei Pantanelli si riversano poi nel porto grande di Siracusa, </span><span class="fs11lh1-5">sono anch’essi legati ad una leggenda, come molte altre </span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">che - sin dal tempo della sua fondazione da parte dei Corinzi - la città che fu di Archimede non si è fatta mai </span><span class="fs11lh1-5">mancare. </span><span class="fs11lh1-5">Qui addirittura andiamo così tanto indietro nel tempo sino ad arrivare alla creazione delle stagioni </span><span class="fs11lh1-5">meteorologiche, così come adesso le conosciamo. Ma andiamo con ordine.</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5">Zeus e Demetra avevano una figlia, Persefone, ch’era così tanto bella da meritarsi il titolo di Dea della</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">vegetazione e dell’agricoltura. Ella amava raccogliere fiori insieme ad alcune ninfe sulle rive del lago </span><span class="fs11lh1-5">di Pergusa, nei pressi di Enna.</span></div><div><div><div><span class="fs11lh1-5">Qui non passò inosservata agli occhi dello zio, il perfido Dio Ade, che non appena l’ebbe scorta, s'innamorò </span><span class="fs11lh1-5">perdutamente di lei e, ben conscio che il fratello Zeus non gli avrebbe mai dato il permesso, </span><span class="fs11lh1-5">decise di rapirla per portarla con sè nel suo regno sotterraneo. Ma non aveva fatto i conti con la saggia ninfa </span><span class="fs11lh1-5">Ciane, che accortasi di ciò che stava accadendo, gli si aggrappò al cocchio, nel vano </span><span class="fs11lh1-5">tentativo di trattenerlo, proprio mentre stava per riuscire a sprofondare nuovamente sottoterra </span><span class="fs11lh1-5">insieme alla ragazza in direzione dell'Averno. A quel punto Ade, infuriato con costei che osava ostacolarlo, </span></div><span class="fs11lh1-5">percosse la ninfa col suo scettro biforcuto, trasformandola in una doppia sorgente dalle acque color turchino </span><span class="fs11lh1-5">(<i>cyanos </i>in Greco vuol dire appunto turchino). A quel punto il giovane Anapo, da sempre innamorato di </span><span class="fs11lh1-5">Ciane, disperato dall’idea di perderla per sempre, si fece trasformare dagli Dei nel fiume omonimo che ancor </span><span class="fs11lh1-5">oggi, dopo aver ricevuto le acque del fiume Ciane, si riversa nel Porto Grande.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/112422925_2842928899255688_8134478880264806172_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Però Demetra soffriva molto per la mancanza della figlia, e allora Zeus, per riportare la pace nell’Oli</span><span class="fs11lh1-5">mpo, scese a compromessi con il perfido fratello, convincendolo a trattenere Persefone nell'Ade solo per quattro </span><span class="fs11lh1-5">mesi all'anno, che sono quelli durante i quali la madre Demetra, intristita per la mancanza </span><span class="fs11lh1-5">della figlia, ci manda l'inverno. Nello stesso modo i restanti mesi, quelli del ritorno della figlia, </span><span class="fs11lh1-5">coincidono invece con l'arrivo su questa terra della primavera e di tutta la bella stagione. </span><span class="fs11lh1-5">La natura infatti festeggia il ritorno di Persèfone risvegliandosi ricca di fiori, colori e profumi intensi.</span></div></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Ecco spiegato perché su questo versante della Sicilia, quello nostro, il clima è mite per quasi tutto l’anno, </span><span class="fs11lh1-5">riservando alle lacrime di Demetra solamente quattro mesi all’anno.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">E dato che gli Dei hanno così benvoluto questa terra, omag</span><span class="fs11lh1-5">giandola in pratica di una permanente primavera, il minimo che noi si possa fare è quello di amarla perdutamente. Come e più degli Dei!</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/IMG-20200725-WA0010.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><br><hr></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div> &nbsp;</div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Jul 2020 10:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Tunnina che pipi" di Giorgio RIMMAUDO]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><div><span class="fs11lh1-5">Dose ricetta per 10 porzioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><b class="fs11lh1-5">Per il tonno</b></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1500 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Tonno &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva primo frutto Mozzicato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Timo selvatico &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale E Pepe &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><b class="fs11lh1-5">Per i peperoni</b></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;350 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Peperoni Rossi &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;350 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Peperoni Verdi &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cipolla Di Giarratana &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ciliegino Pachino &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva primo frutto Mozzicato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Capperi &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olive verdi &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale E Pepe &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mentuccia foglie &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Frutto del cappero &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Procedimento</span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5">Per il tonno.</b><br></div><div><span class="fs11lh1-5">In una terrina riunire l’olio con il pepe, il timo sgranato e il tonno.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Pellicolare e lasciare marinare in frigo per 60 minuti.</span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5">Per i peperoni.</b><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Lavare ed eliminare il picciolo dai peperoni,asportate la parte centrale con i semi e gran parte delle nervature bianche.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Tagliare i peperoni a strisce della stessa misura per dare uniformità durante la cottura.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">In una casseruola riscaldare l’olio con uno spicchio d’aglio, aggiungere la cipolla affettata, eliminare l’aglio e aggiungere i peperoni lasciando rosolare a fiamma alta per 5 minuti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Abbassare la fiamma, aggiungere le olive, i capperi il sale e il pepe continuando la cottura a fiamma bassa.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Aggiungere ai peperoni il ciliegino tagliato in quarti a metà cottura.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Finitura e presentazione</b>. </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Salate il Tonno &nbsp;e lasciate cuocere per 2 minuti circa per lato.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Servire con i peperoni e il pesto di menta.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/tunnina-che-pipi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br><div><hr></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_7tadt089.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 07:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'AVVENTO DELLE TESTE DI MORO di Duccio DI STEFANO]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000034"><div><hr></div><div><span class="fs11lh1-5"><i>Le Teste di Moro in foto sono acquistabili presso il Laboratorio <b>ceramicabianca BOSCO </b>di Ivana BOSCO in via Agrigento, 6 Siracusa oppure online al seguente link: <b><a href="https://www.ceramicabiancabosco.it/coppia-teste-di-moro-cm-30,-decoro-verde-smeraldo-e-rosso-antico.html" target="_blank" class="imCssLink">TESTE DI MORO</a></b></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs11lh1-5">Questa terra è anche una scommessa. E spesso si tramuta in una sconfitta. Nella morte quando non fa rumore. Nella nostalgia del futuro. Nell’oblio che mantiene ogni cosa intatta. E poi ti porta ad imparare cosa succede a uno che va via. Ti insegna che gli altri continuano a vivere senza di lui… </span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Il ritmo dei giorni che pretendono poco…<br> Ivana intinge nel rosso, respira, stabilisce una tregua alla calura e alla nostalgia, solleva il pennello e vi comincia a raccontare d'amore. O di morte. Che – a volte – è la medesima cosa. Pietra, amore, sangue, fuoco, luce, vita e morte. Tutti elementi che di questa nostra terra sono stati le viscere. Il nostro Big Ben. Il nostro inizio.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">È proprio di uno di questi amori che lei - attraverso i suoi pennelli - vi vuole raccontare, o meglio la natura di uno di essi.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/1.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Vi parliamo di un amore antico. Un amore impossibile. Ma cinico e duro come tutti gli amori. Un amore destinato a rimanere granitico ed eterno. Fissato nel tempo. Nella pietra. Nella vastità dei secoli. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">L’amore tra il Principe Kàdim, Emiro e condottiero arabo, e donna Delfina, giovine e affascinante ragazza siracusana, discendente da una nobile famiglia d’origine bizantina.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Già a partire dal ‘600, infatti, la Sicilia aveva subito molte incursioni da parte dei Saraceni, e cioè di quei fieri e temibili pirati del deserto di fede musulmana, che inizialmente si erano attestati solamente sulla sponda africana del mar Mediterraneo, ma in seguito mossero a un piano d’invasione che si rivelò poi inarrestabile, &nbsp;e che portò alla conquista della Spagna prima e delle isole di Malta e Pantelleria dopo. A quel punto restava solo la Sicilia, ritenuta strategica per il controllo totale del Mediterraneo a discapito dei rivali Bizantini, e quindi iniziarono un assedio tambureggiante che portò una ad una tutte le città dell’isola a capitolare sotto quella tempesta araba che depredava, razziava e schiavizzava chiunque osava opporvi resistenza. Restava però da abbattere lo scoglio più grande, e cioè la resistenza di Siracusa, allora capitale bizantina dell’isola e forte di una flotta navale che non aveva rivali in tutto il Mediterraneo. Iniziò quindi un terribile assedio, che durò più di un secolo e mezzo, nel quale la formidabile resistenza siracusana aveva costretto i rivali berberi a far arrivare di volta in volta sempre più rinforzi dall’Africa. Ma solo con l’abile condottiero Kàdim Assad, Principe d’Egitto, la resistenza di Siracusa cadde, a oltre mezzo secolo dal primo sbarco, consentendo finalmente agli arabi di insediarsi pure in Sicilia, e Palermo fu così eletta a capitale della Sicilia islamica.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/2.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Kàdim non era un condottiero come gli altri, non voltava mai le spalle al nemico. Fiero ed elegante come pochi, si ribellò all’ordine dei suoi Califfi, che – inizialmente - perdurando le numerose e continue perdite umane durante il lungo conflitto, gli avevano intimato di recedere. Ma lui rispondette a muso duro ai suoi superiori, e anzi intensificò ancor di più gli attacchi cingendo d’assedio la città per mare e per terra, fino a quando non ebbe finalmente la meglio. Una volta piombato sulla città, il Principe portò avanti la sua orgogliosa lotta dell’<i>Jihad</i>, e cioè quello sforzo spirituale che i musulmani mettono in atto per avvalorare le loro guerre sante atte a convertire nuovi adepti e martiri ad Allah.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Il Principe Kadim Assad, prode Emiro d’Alessandria, era un uomo alto, possente e fiero. Bello della sua pelle ambrata e affascinante nel suo mantello, adornato da un turbante rosso sgargiante, intarsiato di verde smeraldo e contornato da luccicanti orpelli e dardi dorati. Sul capo teneva una scintillante corona che portava con sé i colori della sabbia del suo deserto, ed era impreziosita e arricchita da tanta Storia e tanta gloria. Il suo viso era duro, ma aveva &nbsp;gli occhi verdi, profondi come il mare e decisi come la pietra. Il suo verbo era saggio come la sua terra, la sua barba rifinita con attenta cura e amava sfoggiare collane e anelli impreziositi da pietre e gemme ancora sconosciute al di qua del mare. Le orecchie forate e abbellite da vistosi anelli, le spalle larghe, il passo deciso, la lingua sconosciuta e forte nella sua affascinante pronuncia. Una pronuncia quasi gutturale che alle orecchie intimidite e curiose dei locali sembrava fosse impastata dalla sabbia del Sahara.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/3.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Poteva, un uomo così, non far cadere più d’una donna ai suoi piedi? Ma certo che no! È pur vero che questi eleganti predoni del deserto ovunque arrivavano saccheggiavano dei beni, uccidevano i rivoltosi e si impossessavano delle loro donne, mogli e figlie, soprattutto quelle più giovani e belle, per farle loro schiave e per portarsele con sé, arricchendo ancor di più il loro già numeroso harem. Quindi volente o nolente queste giovani spesso rimaste orfane dovevano comunque assoggettarsi alla volontà dei nuovi padroni. Però vien da sé che in molte di queste fanciulle, anche se non costrette, scattava quella sorta di invaghimento dovuta all’ammirazione e allo straordinario e irresistibile fascino dato dal carisma &nbsp;e al magnetismo spirituale dei quali quegli emiri abbondavano già di loro, visti dagli astanti con quell’aura intimistica e misteriosa. E quindi qui cascava l’asino. Il gioco era presto fatto. Infatti, donna Delfina, nobile progenia di un’antica famiglia bizantina, tra quelle più nobili e più in vista a Siracusa, sarebbe potuta scampare alla tratta delle schiave, in quanto nonostante i suoi genitori e i suoi sei fratelli caddero sotto le spade dei Saraceni, le venne in soccorso il vicino monastero di clausura delle suor francescane, offrendole la salvezza. Ma la giovane donna non riuscì a resistere al fascino di quel bel Principe, e così cedette al suo volere, facendosi travolgere da quell’amore selvaggio, forte e viscerale. E illusa che le sue grazie fossero le sole a incendiare le notti del bel Kàdim, potete immaginare quanto fu il suo dolore quando, una mattina, aveva inavvertitamente ascoltato un ambasciatore persiano che portava le ultime notizie provenienti dall’harem del Principe, il quale veniva esortato a tornare presto in patria per sedare una rivolta delle sue innumerevoli mogli. Ma lei non gliene dette il tempo. Quantunque sconvolta dalla notizia appresa, che le aveva in un attimo infranto un sogno, escogitò un piano diabolico per mettere in atto la sua terribile vendetta. E facendo tesoro di tutte le sue <i>ars amatorium, </i>diede sfoggio di ogni sua dote da seduttrice, facendosi trovare agghindata e profumata come neanche Afrodite sarebbe riuscita a fare, e lo concupì trascinandolo in un’infuocata notte di passione. Fu una notte lunga, calda e travolgente. Una di quelle che il Principe non avrebbe mai dimenticato, se non fosse che quella sarebbe stata anche la sua ultima notte. Perché prima dell’alba, quando ancora il valoroso condottiero arabo dormiva profondamente al suo fianco, donna Delfina estrasse dalla sua uniforme la spada dell’uomo e facendo ricorso a tutte le forze che aveva e anche a quelle che non sapeva di avere, lo trafisse a morte. Uno, dieci, cento colpi di quella spada le affondò in petto, e non contenta ancora della sua vendetta, con un ultimo colpo ben assestato, le mozzò di netto la testa! E forse ancor in preda della sua cieca e folle sete di vendetta, raccolse la testa del suo amato, la riversò in un vaso di terracotta, la riempì di terra e in preda alla collera la espose sul davanzale della casa, in modo che tutti potessero vedere quanto grande era stato il dolore che quell’uomo le aveva inferto e di conseguenza quanto enorme fu la sua vendetta! Ma una volta scemati ed evaporati i fumi di collera, quando lei rinsavì e tornò in sé, si rese conto di quello che aveva fatto, e il peso di quella tragedia era probabilmente troppo grande da &nbsp;sopportare per le sue esili spalle da adolescente, che peraltro era anche rimasta da sola col suo rimorso, e allora con la stessa spada con la quale si era fatta giustizia dell’uomo, si trafisse a morte e si lasciò morire sullo stesso davanzale, a fianco del vaso. Neanche il giorno nuovo era ancora arrivato, e la furia d’amore aveva fatto scempio di due corpi, giovani e forti. L’eros che dalle viscere proviene, nelle viscere tende a finire…</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/4.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">La leggenda narra che dall’indomani, quel vaso rudimentale e approssimativo che la donna aveva creato, fu inspiegabilmente quello che portava alla vita e alla luce il basilico più florido e più buono della città. E da allora, nel corso dei secoli a venire, tutte le donne che avevano saputo di quella storia, commissionavano agli artigiani vasai due vasi d’argilla con le fattezze dell’Emiro Kàdim Assad, Principe d’Egitto e della sua &nbsp;giovane e valorosa amante, donna Delfina, per poter così esporre sui davanzali quei vasi che a dire di tutti sarebbero stati i più ricchi e i più belli. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Una leggenda macabra, certo, ma - se vogliamo - contiene anche un messaggio di speranza. Soprattutto per questa terra, che è una terra dove tutto sembra perfetto e idilliaco per aggiustare l’aggiustabile e per sanare il sanabile. È soprattutto la terra che ti spiega come è formata esattamente la fragilità degli uomini e come può esplodere così, tutta in una volta, alla soglia della resa dei conti. E’ il luogo dove le pietre ti raccontano la loro vita da spettatori millenari e ti ricordano che tra sentieri d’ortica spinosa, piante di menta selvatica e profumo di zagara, la vita e la bellezza rinasce sempre! E rinasce tra avventure primordiali, per mezzo dell’energia della nostra luce e con la spinta della propria forte interiorità, facendosi lentamente cullare dall’inquietante meraviglia del mondo!</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Dopotutto, è questa la bellezza. È questo il vero senso dell’esistere. E questo è anche quello che i pennelli e i colori di Ivana vi vogliono trasmettere. Ogni giorno. Tutta la bellezza della vita!</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><hr></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_rbbqtm8t.jpg"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jul 2020 07:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[TURISMO DI NICCHIA VS TURISMO SOCIALISTA di Giuseppe LISSANDRELLO]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe LISSANDRELLO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Suggestioni_e_riflessioni"><![CDATA[Suggestioni e riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000033"><div><span class="fs11lh1-5">Nelle zone a ricezione turistica in forte crescita ed espansione come alcune zone della Sicilia, ad esclusione forse della sola Taormina, all’imprenditore turistico gli si pone sempre un bel dilemma o potremmo dire il Dilemma. Come un sempiterno Amleto &nbsp;deve decidere se essere o non essere un gestore di nicchia.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Il dilemma non è di facile soluzione anche perché oggi assistiamo ad una massa di nicchia. Nel senso che tutti vogliono e pretendono la qualità anche a costi contenuti. Tutto ciò è possibile? Andiamo con ordine a riflettere. Quando il turista va in luogo di vacanza cosa cerca? Il famoso relax? La buona cucina?</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> Il divertimento, soprattutto se si è più giovani. L’arte? </span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Tutte queste cose insieme? Dare un’offerta turistica non è semplice. Bisogna sicuramente soddisfare la domanda. La maggior parte degli studi nel settore &nbsp;si concentra sulle esigenze del cliente, delle sue abitudini, come intercettarlo, dove intercettarlo. Queste riflessioni (o dovremmo chiamarlo post?) &nbsp;si trovano su un blog che vive sul &nbsp;web. Perché oggi è risaputo che il turista va sul web a prendere informazioni, - a fare prenotazioni, ad inseguire il last minute. Potremmo continuare in quanto ormai il web marketing è una scienza con i suoi algoritmi. &nbsp;Gli uffici della promozione turistica non esistono più purtroppo direi, per certi aspetti era comunque un faro nella nebbia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2020-07-07-at-16.16.31.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;Anche il gestore ha delle aspettative. Su questo si parla di meno. &nbsp;&nbsp;In primo luogo, ovviamente &nbsp;vorrebbe guadagnare. Noi sappiamo andando a scomodare il buon vecchio Maslow e la sua piramide che l’autorealizzazione del sé non passa solo dal soddisfacimento dei bisogni primari. Quindi il gestore ha una sua idea di gratificazione dal lavoro. E qui comincia lo spartiacque. Come si gratifica il gestore di un’impresa di ricezione turistica? Potremmo chiedere al gestore di questo blog di creare un sondaggio!!! &nbsp;Qui rientra la questio. Il turismo di nicchia dovrebbe gratificare di più? Meno gente, come piace dire oggi selezionata. (selezionata da chi? Dal gestore stesso? ) per selezionata s’intende nell’accezione comune un turista straniero, ricco, di buone maniere, che viene per riposare la mente dallo stress, che odia il rumore ama stare in mezzo alla natura, che ringrazia lascia laute mance e si prenota già per la prossima stagione perché si è trovato bene.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> Ma la nicchia a volte non è all’altezza. Perché la nostra zona è tutta di nicchia sia per la natura che per la cultura. Quindi il gestore che si vuole sentire di nicchia deve dare un servizio superiore, nella qualità dei cibi, degli arredamenti della struttura in sé. Parliamo di casolari antichi, castello,manieri e quant’altro. Ma quanti sono i gestori che spendono in qualità e servizi comprese le spese del personale che se lo vuoi di livello non lo puoi sottopagare? Se il pesce lo compri decongelato come tutti gli altri o la spesa la fai al supermercato o all’Hard dove sta la nicchia? Allora forse c’è una dissonanza cognitiva fra ciò che s’immagina di essere e ciò che veramente si fa? </span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Il gestore della massa dovrebbe essere meno gratificato? Non ci risulta perché ci dice che dà la possibilità, come in un progetto sociale, a persone meno abbienti (Il cliente non selezionato!) di fruire e godere lo stesso di spazi unici ed esclusivi che la nostra terra di Sicilia ci offre.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/IMG_20200709_141537_resized_20200709_035130404.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Il cliente &nbsp;non selezionato è il turista solitamente italiano che ha messo i soldi da parte tutto l’inverno per le tanto agognate ferie di una settimana, che in quella settimana vorrebbe fare tutto ma in economia, rumoroso perché vuole liberarsi dalla routine e dalle regole quindi un turista sociale che vuole stare in mezzo alla gente, tirare fino all’alba, uscire dalla quotidianità. Ma nelle nostre zone anche il turista sociale usufruisce del meraviglioso mare, dei profumi della terra, della simpatia ed ospitalità della nostra gente. Del buon pesce decongelato. Perché dunque dovrebbe pagare di più in una nicchia dove non può neanche ridere dopo la mezzanotte perché il turista tedesco s’incazza. Dove si respira aria di collegio. &nbsp;Sicuramente il turista sociale soffre per la mancanza dei mezzi pubblici,dei collegamenti, ma questo è un problema che il gestore pubblico Regione Siciliana/comune &nbsp;non vuole risolvere. Il gestore privato non ha colpe anzi il più delle volte cerca di sopperire come meglio può però la tasse sul turismo &nbsp;il gestore pubblico supremo le pretende, vedi quella ruberia, quel dazio medievale, &nbsp;leggi tassa di soggiorno ,che ci riporta alla gag del fiorino nel film culto di Benigni e Troisi “Non ci resta che piangere” . Quando ero più giovane e studiavo nella capitale d’Italia facevo opera di promozione turistica ogni piè sospinto oggi egoisticamente con la maturità vorrei nascondere alcuni luoghi belli agli occhi stranieri. &nbsp;&nbsp;</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> Il dilemma non si dipana. Allora facciamo un altro giro ultimo di riflessione. Il turismo è accoglienza?Il turismo è ospitalità? A parte l’economia perché vogliamo i turisti nel nostro territorio? Forse perché siamo orgogliosi di quello che abbiamo? Forse perché ci vogliamo togliere il marchio che la Sicilia è solo mafia? Forse perché finalmente abbiamo capito che da noi si può vivere green? </span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Ogni gestore avrà le sue e-motivazioni. Noi possiamo solo augurarci che la preparazione e la professionalità &nbsp;siano alla base di ogni tipologia turistica che si voglia sviluppare. Non è facile al giorno d’oggi avere il senso sacro ai greci antichi dell’ospitalità. Però se si vuole fare turismo non si può non averlo. Chi fa turismo viene pagato per creare piccoli o grandi sogni che siano di nicchia o socialisti a nostro avviso non ha importanza.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs10lh1-5">Foto in copertina di Paola SOLE</b></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><hr><br></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Giuseppe LISSANDRELLO</span></b></div><div><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/12512767_10207836319337923_3308433316112168379_n_lekxbcys.jpg"  title="" alt=""/></a><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Giuseppe Lissandrello siciliano classe 72 dopo la maturità classica conseguita al liceo classico T. Gargallo di Siracusa si trasferisce a Roma per intraprendere gli studi in psicologia clinica e di comunità all’università “La Sapienza”in quegli anni universitari Lissandrello continua la sua passione per il teatro e per la letteratura, iniziata al liceo, frequentando salotti poetici , teatri off come la sala teatro della casa dello studente di via De Lollis.,centri sociali , circoli universitari,collettivi studenteschi. Nel1996 viene eletto presidente nazionale dei giovani poeti in seno al “Centro ricerche di poesia e storia delle poetiche” dell’illustre e controverso letterato Gaetano Salveti. Partecipa a convegni e organizza eventi culturali “originali” come le serate di reading &nbsp;alla discoteca Rendez-vous di Piazza del Popolo denominate &nbsp;“ Poesia progressive” . Promuove la poesia dialettale italiana e la poesia americana della beat generation si esibisce nei pub di San Lorenzo assieme all’attore guitto calabrese Amedeo Fusco .</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Appassionato di letteratura erotica in quegli anni comincia a scrivere piccoli monologhi, poesie e raccontini molto apprezzati per la passione &nbsp;erotica che esprimono. Frequenta ambienti culturali milanesi introdotto dall’amico di sempre Silvio Aparo( con il quale dopo un decennio s’imbatte in un’avventura editoriale fondando la casa editrice indipendente più a Sud d’Italia la “Melino Nerella edizioni”. Sempre a Roma entra in contatto con personaggi del cinema e partecipa a delle trasmissioni in tv locali romane come esperto di letteratura erotica. Fa conoscere al pubblico romano le poesie del poeta catanese Domenico Tempio. Dopo un anno da bersagliere nel 99 si laurea in Psicologia clinica e di comunità.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)">Scopri di più di Giuseppe LISSANDRELLO</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Jul 2020 13:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA NOSTRA BOLLENTE ESTATE di Duccio DI STEFANO]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Due_passi_nella_nostra_magica_terra"><![CDATA[Due passi nella nostra magica terra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000032"><div><span class="fs11lh1-5 cf1">... la nostra proverbiale pigrizia...</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">i nostri sorbetti di limone o cannella...<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">il nostro fare indolente come di chi voglia sfidare il tempo...<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">i nostri componimenti teatrali naturalmente espressi anche solamente quando incrociamo un conoscente dall'altra parte della strada...<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">il nostro placido abbandonarsi alla calura e alla noluntas che ve ne deriva...<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">il nostro saltellare quotidianamente tra la mollezza lasciva e l'asprezza dannata del territorio...<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">il nostro sole a strapiombo sulle teste da maggio ad ottobre...<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">la nostra infinita e bollente estate, che quasi va a braccetto con i nostri istinti primordiali...<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">la nostra bellezza violenta dei paesaggi...<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">la tensione emotiva che ci viene da ogni monumento, strada, chiesa, tetto, che ci osservano come fossero fantasmi muti e nudi...<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">l'aroma unico e inconfondibile delle nostre primizie gastronomiche...<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">l'azzurro intarsiato d'onde che a ogni metro ci confonde...</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Tutto questo amo di questa splendida terra che ti condiziona fino in fondo all'anima. Ti incrocia, ti ammalia, ti seduce, ti possiede e poi ti tradisce. Come poteva il carattere nostro non essere condizionato da una forza ed una energia simile? Come potevamo essere esenti da questa potente, fatale, bastarda insularità d'animo?</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/86185906_10216678819303903_7306130564707254272_o.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Foto Ettore SPICUGLIA</b></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_0dyov8n6.jpg"  title="" alt=""/></span><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Jul 2020 11:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“CANNOLO” DI TADDI di Giorgio RIMMAUDO]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000031"><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Dose ricetta per 10 porzioni</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></div><div><b class="fs11lh1-5 cf1">Per il cannolo</b><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">400 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Tenerumi &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">35 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva primo frutto Mozzicato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Caciocavallo Ragusano D.o.p</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><b class="fs11lh1-5 cf1">Per la farcia</b></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">300 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pane Casereccio &nbsp;senza crosta</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva primo frutto Mozzicato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pomodoro concassè &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">60 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pecorino Primo Sale &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Zucchina lunga &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">35 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mandorle &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cipolla Di Giarratana &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Timo fresco &nbsp;</span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5 cf1">Per il purè di zucchina</b><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">500 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Zucchina lunga &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva primo frutto Mozzicato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Patate Novella Di Siracusa &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mentuccia foglie &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Buccia Di Arancia &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale E Pepe &nbsp;</span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5 cf1">Per la finitura &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Basilico &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ciliegino Pachino fritto </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">10 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio Extra Vergine “ Agrumi” Mozzicato &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cipolla Rossa Di Partanna stufata </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Spuma di mozzarella </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5 cf1">Procedimento</b></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Per il cannolo</b>. Scegliere foglie più sane e verdi dei tenerumi e sciacquarle sotto l'acqua corrente. Sgocciolare bene e sbianchire in acqua bollente salata per 3 minuti, </span><span class="fs11lh1-5 cf1">per poi tuffarli subito in acqua ghiacciata.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Asciugare le foglie con carta per alimenti e stenderla su un foglio di carta forno,irrorare tutta la superficie con l’olio e cospargere con il formaggio grattugiato.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Distribuire la farcia di pane e arrotolare aiutandosi con la carta forno. Conservare in frigo per farlo stabilizzare.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Per farcia di pane</b>. Tagliare il pane in piccoli cubetti e rosolarli in una padella con l’olio e lo spicchio d’aglio schiacciato,aggiungere la zucchina tritata assieme alla cipolla ,la menta e continuare la cottura per 5 minuti fino a renderla morbida.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Appena pronta la farcia di pane trasferirla in una terrina e aggiungere il pecorino tritato,il timo,il pomodoro concassè e le mandorle tritate aggiustando di sapore.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Per il purrè di zucchina</b>. Tagliare la zucchina,la cipolla e la patata in piccoli cubetti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">In una casseruola insaporire l’olio con lo spicchio d’aglio schiacciato,aggiungere le zucchine assiee alla cipolla e le patate lasciando &nbsp;stufare il tutto fino a renderle morbide.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">A fine cottura aggiungere la menta e la buccia di arancia grattugiata.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Frullare ad immersione ottenendo una crema densa e aggiustare di sapore.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Finitura e presentazione</b>. Srotolare &nbsp;delicatamente il &nbsp;cannolo dalla carta e rosolarlo leggermente in una padella &nbsp;con l’olio per 4 minuti circa su tutta la superficie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Servire il cannolo con la cipolla, il purrè di zucchina, il ciliegino e la spuma di mozzarella</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/Involtino-di-tenerumi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_vodg6r7e.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 21:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CIAURU D'ISTATI di Duccio DI STEFANO]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Due_passi_nella_nostra_magica_terra"><![CDATA[Due passi nella nostra magica terra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000030"><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Tutt'intorno è un trionfo d'estate. L'odore degli oleandri, che in questo periodo dell'anno si fa ancor più pungente, quella frescura data dall'ombra degli ulivi e dei carrubi, che adesso cominci davvero a godertela, visto che la parte più torrida del sole resiste ancora a farsi viva. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">La brezza delle nostre città, che sempre più civettuole si affacciano verso il mare coi suoi davanzali ricchi di cactus e ficus, che sono tra le poche piante che resistono all'indolenza e alla pigrizia di chi non le idrata con regolarità. Il volo e il verso delle rondini, che ci indora questi tardi e lunghi tramonti di giugno. Le donne -sempre più svestite- che fanno a gara a chi ha la pelle più ambrata o più accessoriata da tatuaggi o da monili, la liberatoria leggiadrìa delle famiglie con bambini al seguito, che passeggia con quell'atteggiamento di sonnolenta e pigra distensione. E' tutto un pullulare di motorini, passeggini, bici e pedoni che ti fanno capire che è sopraggiunta l'ora di mollare l'auto in garage e di goderti la bella stagione. </span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/ciauru-distati.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>foto Ausilia MICELI</b></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Le bancarelle di frutta e verdura che sbirciano da ogni angolo di strada e ti colorano d'estate anche un piccolo spiazzo di marciapiede, tutti i tavolini dei bar che finalmente traboccano di fruitori che non vedevano l'ora di assaporare quelle fantastiche granite che solo noi riusciamo a creare con cotanta poesia. Le strade che portano alle spiagge, che adesso sono colorate di sedioline, ombrelloni, maxi unicorni gonfiabili, palloni d'ogni fattezza, cappelli formato Panama, braccialetti portafortuna e imitazioni dei RayBan o delle maglie da gioco di CR7 o Ibrahimovic...</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Insomma, tutto fa presagire alla ritrovata normalità e sancisce la fine di un incubo... forse.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">E il distanziamento? E le mascherine? Quelle sono le reminiscenze di un mostro che ci ha negato la luce per troppo tempo. E qui nessuno ha voglia di rievocarlo...</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Prego e spero che abbiano ragione, e per intanto allora ... </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">VIVA L'ESTATE E IL SUO "ciauro"...!!..</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/ortigia-mare.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>foto Ettore SPICUGLIA</b></span></div><div><div><hr></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_2ehwnera.jpg"  title="" alt=""/></a><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Jun 2020 11:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“PASTA CHI TADDI” di Giorgio RIMMAUDO]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002D"><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><b class="imTAJustify">Dosi per 10 porzioni</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs11lh1-5 cf1">Per la zuppa di tenerumi</span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;500 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Tenerumi &nbsp;</span><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Patate &nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;10 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio &nbsp;</span></div> &nbsp;<span class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extravergine d’oliva &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br> &nbsp;<span class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pomodori a grappolo &nbsp;</span><br> &nbsp;<span class="imTAJustify fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;dl. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Brodo vegetale &nbsp;</span><br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale e pepe &nbsp;</span><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Peperoncino &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs11lh1-5 cf1">Per la finitura</span></b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;500 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Spaghetti &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extravergine d’oliva &nbsp;&nbsp;</span><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ricotta infornata</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><u><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></u></div><div class="imTAJustify"><u><span class="fs11lh1-5 cf1">Procedimento</span></u></div> &nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Per la zuppa di tenerumi</b>. Lavare e pulite accuratamente i tenerumi. Mantenere solo le foglie morbide e le parti più tenere del fusto. In una pentola bollire dell’acqua salata e cuocere i tenerumi per 5 minuti. Scolare e raffreddare in acqua e ghiaccio, di modo che le foglie mantengano il loro colore verde. In una casseruola versare l’olio, rosolare l’aglio tritato, aggiungere il pomodoro spellato e tagliato a cubetti e le patate anch’esse tagliate a cubetti lasciando cuocere per 5 minuti. A questo punto aggiungere i tenerumi tritati, terminando la cottura per 5 minuti ancora.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Finitura e presentazione</b>. Spezzettare gli spaghetti e metterli a cuocere nella zuppa di tenerumi. Appena cotta la pasta aggiungere sopra una grattugiata di ricotta.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Curiosità</b>: I tenerumi, i <i>taddi</i>, sono diffusi in gran parte del territorio siracusano e palermitano. Essi non sono altro che le foglie e i germogli della pianta della zucchina lunga (<i>cucuzza friscarella</i>). Come suggerisce il loro stesso nome si tratta di un alimento tenero e dolce.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/Pasta-e-tenerumi-c.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div> &nbsp;<div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_nxzhnx1u.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 11:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ACQUA DI SAN GIOVANNI di Salvatore LOMBARDO]]></title>
			<author><![CDATA[Salvatore LOMBARDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Cultura_delle_piante_nel_territorio"><![CDATA[Cultura delle piante nel territorio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">La festa di San Giovanni, da sempre, ha un ruolo ed un significato particolare. E’ la prima festa dopo il Solstizio d’estate. Essa è ricca di significati, di leggende di rituali fra cui, appunto, l’acqua di San Giovanni. La notte &nbsp;del 23 giugno per gli antichi era considerata magica in quanto cadeva la “rugiada degli Dei”. Il Sostizio era considerato una sorta di stargate usato dagli Dei per far passare i neonati sotto forma di rugiada. San Giovanni Battista (Regno di Erode, fine I secolo a.C. ) fu un asceta fondatore di una comunità battista, venerato da tutte le Chiese cristiane. Tale festa in onore di San Giovanni è da considerarsi il primo giorno di una nuova stagione e di magia, &nbsp;la natura è nel suo massimo vigore e splendore, dove la rinascita è forte e bisogna incanalare queste forze per non incorrere in eventi funesti, che si possono manifestare sotto forma di malattie, siccità e tempeste, e che possono rovinare i frutti e i raccolti. La leggenda narra che durante questa notte il sole, rappresentato come il fuoco, si sposi con la luna, rappresentata come l’acqua, e da questa credenza nascono i riti dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare. Al tramonto del 23 si prepara una misticanza di fiori e foglie spontanee da scegliere con cura e passione. Si sceglie cosa ci ispira senza deturpare l’ambiente, né sradicare le piante. Si usano: &nbsp;papaveri, ginestre, fiordalisi, petali di rose canine e di rose coltivate, felce, &nbsp;caprifogli, foglie dell’erba di santa Maria, menta, iperico (quest’ultimo molto usato nel noto olio di iperico con proprietà lenitive ed antiemoraggiche), sambuco, garofanetti, trifoglio, ranuncoli, lavanda, camomilla matricaria, timo, amaranto, basilico, timo, &nbsp;salvia, rosmarino, mentuccia, malva e foglie di noce, artemisia (chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana-Artemide), finocchio selvatico etc secondo le vostre affinità con Madre Terra e si lasciano macerare in acqua di fonte per tutta la notte all’aperto. La mattina del 24 si filtra tale acqua e pregando ci si lava il viso, le mani gli occhi. Buona notte magica, perchè come afferma P. Coelho “ La magia è un ponte che ti permette di passare dal mondo visibile a quello invisibile, ed imparare le lezioni di entrambi i mondi”.</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2020-06-23-at-19.32.11.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><br></div><div><hr><div><br></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Salvatore LOMBARDO</span></b></div><div><a href="https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html', null, false)"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/1x1_uam3jzwe.jpg"  title="" alt=""/></a><br></div><div><br></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh1-5">Salvatore Lombardo, classe 1969, è dottore in Scienze Agrarie dipartimento di Economia Agraria e docente di Sociologia rurale, Economia e di Valorizzazione del Territorio presso l’Istituto Professionale per l’Agricoltura.</span></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh1-5">Piccolissimo eredita dal padre la grande passione per la terra</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">...</span></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html', null, false)"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su </span><span class="fs11lh1-5"><b class="fs11lh1-5">Salvatore LOMBARDO</b></span></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 20:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[FACCI DISPIRATA di Duccio DI STEFANO]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Da un po’ di tempo a questa parte, ogni volta che la stagione estiva fa capolino, nell’isolotto di Ortigia si approntano una serie di variegati e diversi <i>solarium</i>, e cioè di strutture in legno montate sugli scogli dove gli astanti, per di più i turisti che lì alloggiano nei tanti alberghi della zona, ma anche molti locali, possono attrezzarsi con telo e costume ed usufruire delle limpide e azzurre acque &nbsp;che circondano il centro storico Aretuseo. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/104782121_969264970190570_5635495059235820986_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5"><b>Foto di Duccio DI STEFANO</b></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Ma fino a circa mezzo secolo addietro, in Ortigia, per questo c’era solamente il Nettuno. Il Nettuno era infatti il primo e l’unico balneatoio dei siracusani, uno stabilimento balneare nel cuore dello “<i>scoglio”,</i> posto alla fine della Via Maestranza, tirando dritto da Piazza Archimede, su quell’ampio spazio che si apre in fondo alla “<i>Masciarua” </i>(cioè “strada maestra”), che oggi è detto “Belvedere San Giacomo”. Ma per tutti i siracusani, specie quelli di una certa età, quella scogliera è sempre stata invece à<i>“facci dispirata”. </i><br></span><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> Quindi per facci dispirata si intende solo il luogo dove esisteva questo stabilimento balneare, Il Nettuno appunto, gestito da don Severino da tutti meglio conosciuto per “<i>culu ‘i truscia”</i>, poiché un tempo non si conosceva il vero cognome delle persone, ma solo il loro soprannome, o meglio <i>a’ngiuria, </i>un appellativo che si affibbiava a seconda delle particolarità fisiche o caratteriali del personaggio, che poi rimaneva tale per sempre. Non si scappa! E quindi, don Severino <i>culu i’truscia </i>evidentemente era chiamato così per le dimensioni “importanti” del suo posteriore. Ed era colui che affittava quelle primitive cabine in legno che servivano per fare cambiare i bagnanti dell’epoca.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><img class="image-5" src="https://www.golfodinoto.it/images/104865974_285615925919231_3308599859310287399_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Lido Nettuno. Realizzazione grafica di Sebastiano SEGGI</b></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Ma perché facci dispirata? Cos’era che aveva dato un nome così lugubre ed inquietante ad un luogo che invece appare così bello?<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Vox populi racconta che proprio in quell’Eden acquatico, tanto tempo prima, si era consumata una &nbsp;tragedia, una doppia terribile tragedia.<br></span><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> Nelle vicinanze di quello spiazzo c’è il popolare quartiere della Graziella (o “<i>da Raziedda”, </i>secondo il dialetto locale), detto così perché vi si venerava soprattutto la “Madonna delle Grazie”, che era anche la protettrice dei marinai. Allora era infatti una grande grazia quando uno poteva da lì partire e recarsi a pescare, ma soprattutto quando poteva ritornare incolume con la propria barca piena di pesce. E quelli che ci vivevano con le loro famiglie erano per di più dei pescatori, perché generalmente era il porto piccolo che ospitava le barche da pesca, anche perché posto più vicino al mare aperto. I più anziani, che non salivano più in barca, ci mandavano i propri figli e rimanevano a terra per stendere le reti ad asciugare oppure all’occorrenza per rattopparle.<br> </span><div><i class="fs11lh1-5 cf1">Tanuzzu Pilastru,</i><span class="fs11lh1-5 cf1"> un giovane chiamato così perché fisicamente somigliava ad una colonna, era tra i più robusti, tenaci e instancabili pescatori dell’epoca. Non conosceva riposo, andava a pescare categoricamente tutti i giorni, sia che fosse una giornata d’agosto, sia che fosse la più fredda giornata d’inverno. E il motivo di non perdere neanche un giorno di lavoro in effetti c’era. Si era sposato infatti da tre anni con la figlia di </span><i class="fs11lh1-5 cf1">Compari Cirinu ‘u Tacciaru, </i><span class="fs11lh1-5 cf1">Mariuzza, una povera ragazza rimasta orfana di madre fin dalla più tenera età, ma “ </span><i class="fs11lh1-5 cf1">bedda comu u suli”,</i><span class="fs11lh1-5 cf1"> di una dolcezza e di una bontà che a tutti pareva una Madonna. Però la sua delicatezza nascondeva pure una salute piuttosto precaria e bisognosa quindi sempre di cure e medicine. Per questo, forse, non aveva avuto ancora la forza di fare un figlio. Però un bel giorno finalmente Mariuzza era uscita incinta e figuratevi l’esultanza di Tanuzzu quando la moglie gli rivelò di aspettare una creatura! I loro sogni stavano quindi per realizzarsi, ma ovviamente i soldi che fino ad allora il buon Tanuzzu riusciva a ricavare dalla sua pesca quotidiana, da lì a breve non sarebbero più bastati. Anche perché la giovane coppia, una volta accertato lo stato di gravidanza, aveva da subito cominciato a ristrutturare il vecchio basso per ingrandire la casa prima che nascesse il bambino. Pure il nome gli avevano già scelto, qualora fosse stato un maschietto, e cioè </span><i class="fs11lh1-5 cf1">Vastianeddu</i><span class="fs11lh1-5 cf1">, il nome del padre di lui, che lo </span><span class="fs11lh1-5 cf1">aveva lasciato orfano da bambino per un male incurabile, costringendo il buon Tanuzzu, figlio unico, a lasciare presto la scuola per andare subito a lavorare e portare il pane alla madre.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><img class="image-6" src="https://www.golfodinoto.it/images/50930566_10213867860951701_5279279379682164736_n.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Foto di Ettore SPICUGLIA</b></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> Quindi ancor di più il giovane non voleva sentir ragioni, e ogni sera, sia che fosse serena o anche lastricata da nubi scure, lui attrezzava la sua barca e prendeva il largo, per calare le reti dove sapeva lui e dove gli altri non arrivavano, perché nessuno remava con la forza e la l’energia che aveva lui.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs11lh1-5">Era una sera di dicembre, e il vento, dopo la festa di Santa Lucia, gonfiava sempre più le onde che s’inarcavano nel cielo scuro come fossero lingue di draghi, tanto che la maggior parte dei poveri pescatori quella sera dovettero accontentarsi di calare i <i>“ rizzi,</i> senza allontanarsi molto dalla costa. Ma Tanuzzu no! Tanuzzu aveva bisogno di pesce, aveva bisogno di denaro più degli altri, perciò non c’era mare che potesse farlo dissuadere dall’andare ai soliti posti che sapeva solo lui e dove gli altri non osavano andare. Però da lì ad un paio d’ore si scatenò un furioso acquazzone, e l’urlo del vento si sollevò ancora più possente e minaccioso.</span></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs11lh1-5"><br></span></span></div><div><img class="image-7" src="https://www.golfodinoto.it/images/104635671_289049022469062_774965032654778619_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="cf1"><br><span class="fs10lh1-5"><b>Foto di Duccio DI STEFANO</b></span><br><br> <!--[endif]--><span class="fs11lh1-5">Gli altri pescatori fecero appena in tempo a rientrare, qualcuno lasciando in acqua le proprie reti, con la speranza di andarle a recuperare l’indomani quando il tempo si fosse rimesso. Ma Tan</span></span><span class="fs11lh1-5 cf1">uzzu invece prese il largo, come sempre. Mariuzza, già dai primi rombi di tuono che sembravano squarciare il cielo, aveva cominciato a pregare la Madonna, e non si sa quanti Padre Nostro e Ave Marie disse quella notte, raccomandandosi al cielo che gli facesse la grazia anche quella volta di fare tornare il suo uomo sano e salvo, con pesce o magari senza. A quel punto il pescato non aveva più alcuna importanza. Le ore passavano e il maltempo non accennava a imbonirsi. Mariuzza allora decise di andare a fargli l’incontro, come qualche volta aveva fatto, quando la salute e il tempo glielo avevano permesso. E quanta gioia la coglieva ogni volta nel riabbracciarlo, quando lo incontrava che avvolgeva la fune alla bitta del molo per ormeggiare la sua barca, felice di rivederlo e di sentirgli dire che la pesca era stata abbondante! &nbsp;E così fece. Si precipitò al solito molo dello </span><i class="fs11lh1-5 cf1">sbarcadero,</i><span class="fs11lh1-5 cf1">e ad ogni pescatore che vedeva rientrare faceva la solita domanda: «</span><i class="fs11lh1-5 cf1">Âtu vistu a</i> <i class="fs11lh1-5 cf1">Tanuzzu?» «</i> <i class="fs11lh1-5 cf1">Nuttata d’infernu è chista, figghia mia!»</i><span class="fs11lh1-5 cf1"> Si sentiva rispondere. E allora, sempre più terrorizzata, si mise a correre verso il punto dove sapeva che si poteva intravedere lontano, piccolo come una lucciola, il barlume del lume che Tanuzzu portava sempre con sè in barca, nella speranza d’intravvedere quella luce che le avrebbe riportato il marito sano e salvo. Anche lì incrociò un altro vecchio collega di Tanuzzu, e alla solita domanda:«</span><i class="fs11lh1-5 cf1">Âtu visto a Tanuzzu?»</i><span class="fs11lh1-5 cf1">, stavolta si vide rispondere:«</span><i class="fs11lh1-5 cf1">Tanuzzu?! Poviru figghiu! Visti</i> <i class="fs11lh1-5 cf1">ant’ura ca ‘u lumi si stutò! Vatinni a’ casa, figghiuzza, vatinni!»</i><span class="fs11lh1-5 cf1"> E gli vide fare il segno della croce. A quel gesto del pescatore alla giovane sventurata le si raggelò il sangue, lanciò un urlo disperato che squarciò le tenebre, come quello di un animale colpito a morte, e si mise a correre a più non posso, senza meta, senza senso, senza fermarsi mai. E senza che se ne fosse avveduta, arrivò di schianto fino al parapetto con una forza d’urto tale che il gracile corpo rimbalzò letteralmente sulla staccionata scavalcandola di soppiatto e precipitando giù negli scogli! L’ultima persona che la vide fu appunto quel vecchio pescatore, che raccontò di non aver mai visto in vita sua una faccia più disperata di quella che aveva quella povera donna nel momento in cui si rese conto che il suo Tanuzzo non sarebbe mai più tornato tra le sue braccia. E l’eco di quei racconti, di quella figura sconvolta, che correva lungo il molo col volto trasfigurato dalla disperazione, passò di bocca in bocca, tanto che qualcuno giura che ancora oggi, nelle notti in cui la tempesta infuria di più, si intravvede ancora su quel molo l’ombra di una donna incinta che corre urlando con la faccia disperata.</span><br><span class="fs11lh1-5 cf1">Una sola cosa è certa: dopo qualche giorno, quando il mare aveva ritrovato la sua impassibile flemma, la risacca aveva trascinato i corpi, esanimi e privi di vita, di due giovani, un uomo e una donna. Li aveva adagiati con dolcezza lì, uno accanto all’altra, come stretti in un abbraccio, proprio nel punto dove don Severino <i>culu i’truscia </i>molti anni dopo eresse il primo stabilimento balneare cittadino, il Nettuno. Nel meraviglioso Belvedere San Giacomo… anzi, no. A <i>facci dispirata</i>!</span></div></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><img class="image-8" src="https://www.golfodinoto.it/images/104816603_602867647005970_5277614715390848730_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="cf1"><span class="fs11lh1-5"><br></span></span></div><div><span class="fs10lh1-5"><b>Foto di Duccio DI STEFANO</b></span> </div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><!--[endif]--><div></div><div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_vicf1kei.jpg"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2020 17:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CAVAGRANDE E SCENARI METEOROLOGICI DEL SUD EST DI SICILIA di Giuseppe CUGNO]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe CUGNO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Territorio_e_ambiente"><![CDATA[Territorio e ambiente]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La perla ambientale Cava Grande, preziosa e pura anche per il cielo, all’incontro con gli scenari meteorologici che la investono e le brezze che l’accarezzano, quelle marine e quelle di versante. Perché Cava Grande è bella e pura da sotto al letto nei laghetti, da monte e da sopra al tetto ed è bella e pura dal mare.</span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/PRIMA-FOTO-1500-GIUSEPPE-CUGNO.png"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Designer naturale morbido e armonioso dei laghetti di color verde smeraldo &nbsp;foto Giuseppe Cugno</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Ecco a voi la porta d'entrata, morfologica, geologica, climatica, dell’estremo spigolo meridionale della Sicilia sud-orientale. Dai laghetti paradisiaci di quel verde smeraldo specifico di Cava Grande in fondo al canyon (ambiente terrestre)</span><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.siciliafan.it/il-canyon-di-cava-grande-di-giuseppe-cugno/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.siciliafan.it/il-canyon-di-cava-grande-di-giuseppe-cugno/</a></span><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1">ai colpi delle vampate d’alito africano del Sahara, caldo umido dello scenario meteorologico di scirocco, caldo secco del “libeccio chiaro” fino a 47° (luglio 1998, non è esagerato è proprio così), alle sferzate dei colpi freddi dello scenario di maestrale, freddissimi talvolta gelidi dello scenario di tramontana (ambiente atmosferico). Proprio così perché Cava Grande non è solo un'esclusiva perla incontaminata dalle acque pure e limpide.</span><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.lavocedinewyork.com/mediterraneo/sicilia/2017/09/26/cavagrande-la-sicilia-bella-e-selvaggia-che-va-difesa-dal-suo-nemico-luomo/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.lavocedinewyork.com/mediterraneo/sicilia/2017/09/26/cavagrande-la-sicilia-bella-e-selvaggia-che-va-difesa-dal-suo-nemico-luomo/</a></span><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1">Il senso è: pulita le terra, pulita l’acqua, pulito il mare della Riserva Naturale che non ha nessuno sbocco fognario, e pulito in grande prevalenza anche il cielo di Cava Grande, specie quando sotto gli scenari meteorologici ventosi rigeneranti. Come e perché dell’acqua pura ci si è sforzati di porgerne gli elementi fondamentali nell’articolo di Sicilia Fan su Cava Grande del Cassibile:</span><a href=" http://www.siciliafan.it/cava-grande-del-cassibile-di-giuseppe-cugno/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1">http://www.siciliafan.it/cava-grande-del-cassibile-di-giuseppe-cugno/</span></a><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Ora il modello a “Scenari meteorologici” lo applichiamo appositamente di volta in volta ai luoghi e così proiettiamo il faro espositivo di sviluppo di alcuni singoli “scenari meteorologici” all’impatto con la specifica morfologia di tutto il corpo Cava Grande. E di questi selezioniamo in sintesi le risposte direzionali, meteorologiche, climatiche, pluviometriche, termiche, fra gli scenari meteorologici generali in grande e il “disturbo” in piccolo del corpo morfologico Cava Grande. Vedrete alcune sorprese anche per l’ambiente atmosferico di Cava Grande. Dopo le argomentazioni che seguono, a voi la scelta di attribuire o meno il termine “singolarità” di Cava Grande all’impatto con alcuni degli scenari meteorologici più importanti dell’estremo sud siciliano. Sperando di far partecipe chi ama davvero Cava Grande, la Sicilia, l’Italia tutta, l’ambiente e natura tutta (preziosi per la vita). E che c’entra Cava Grande con le immensità di sviluppo degli scenari meteorologici? Ecco il punto centrale: il rapporto morfologico espositivo di Cava Grande, rispetto agli scenari meteorologici generali che la sovrastano, ha effetti non indifferenti. Spieghiamo subito di seguito.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/SECONDO-FOTO-MAURIZIO.png"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">La veste caldo estiva di Cava Grande “bruciata” dal sole, a destra l’apice della Montagna D’Avola e in fondo il Mare Jonio</span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nell'articolo “l'isola nell'isola di Sicilia”</span><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/blog/?-lisola-nell-isola--di-sicilia" target="_blank" class="imCssLink">https://www.golfodinoto.it/blog/?-lisola-nell-isola--di-sicilia</a></span><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1">preparatorio di approfondimenti sulla Sicilia, si era detto che c'è un luogo del sud-est dove a breve distanza dai suoi dintorni si registra una differenziazione microclimatica. E’ l’estrema punta meridionale della Sicilia sud-orientale, piccolo triangolino insulare del più grande triangolo disegnato dall’intero territorio della Sicilia. Questo spigolo è da considerarsi un isola a sé stante, denominata appunto “l’isola nell’Isola” aperta all’interazione dei due mari che la cinturano, lo Ionio ed il Mediterraneo, pertanto più ventilata. L’isola nell’Isola è la naturale propaggine meteorologia “subtropicale d’Italia”, è il luogo più africano d’Italia, &nbsp;il più a sud (piccole isole Pelagie escluse), il più soleggiato, il più secco.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Ebbene dallo slargo della conca di Siracusa al corridoio costiero Fontane Bianche-Cassibile-Avola, stretto fra Mare e Montagna ai piedi di Cava Grande, la porta d’ingresso morfologico a questo spigolo della Sicilia, inteso come ultimo confine orografico meridionale, è data proprio dalla dorsale Cava Grande-Montagna d'Avola, ben visibile da Vendicari, Marzamemi e da tutto il litorale sud fino a Pachino, Capo Passero.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/TERZA-FOTO-1500.png"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Da Vendicari in fondo da sinistra, Noto, la dorsale di Cava Grande-Montagna D’Avola, e Avola sotto. Quella è la porta dell’estrema punta del sud est di Sicilia “l'isola nell'isola ” &nbsp;</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Stringiamo all'ambito più immediato attorno Cava Grande per metterne in risalto l'esclusività delle implicazioni ambientali. Il promontorio di Cava Grande, in tutto il suo sviluppo, è vistoso e inconfondibile, perché è contemporaneamente il più alto dell’estrema fascia orientale iblea ed il più avanzato e sporgente nella pianura costiera ionica (questo è importante per gli scenari meteorologici). In particolare l'originalità dei luoghi sta nel fatto che proprio in corrispondenza della cresta della dorsale rialzata si apre questo spettacolare squarcio nell’altipiano, solcato dal fiume Cassibile. Questo è l’esclusivo privilegio di Cava Grande più corposo già insito a monte nella sua struttura morfologica e geologica che erigono l'area ad una sorta di "isola paesaggistica” ad autoprotezione naturale complessiva.</span><br></div><div><br></div><div><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/QUARTA-FOTO-1500.png"  title="" alt=""/><br></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1">I due laghetti principali visti dal versante nord di Canicattini Bagni</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il tutto è inserito entro il triangolino della Sicilia sud orientale (più a sud della parte settentrionale dell’Africa). E perché la dorsale rialzata di Cava Grande-Montagna D’Avola è così determinante a marcare il clima dello spigolo sud di Sicilia? In questo contesto dell’estrema striscia costiera ionica, il promontorio di Cava Grande-Montagna D’Avola è il primo rilievo che si incontra dopo l'Africa attraversando il Mare Mediterraneo ed è l'ultimo rilievo che si lascia dopo i crinali della lunga spina dorsale alpino appenninica dell'Italia. E così da incontrare per prima e comunque i venti tipici degli “Scenari meteorologici” delle vampate calde di scirocco e libeccio e per ultimo i venti degli scenari freddi di maestrale e freddissimi di Tramontana, talvolta gelidi quando d’origine siberiana. Si sono uncinati sopra, per necessità di sintesi, solo alcuni “scenari meteorologici” portanti (in grande) all’incontro con la particolare morfo esposizione ricevente del corpo Cava Grande (in piccolo). Che oltre a ricevere, interferisce con lo scenario meteorologico stesso che la investe. I luoghi, con le loro forme, altezze, esposizioni, angolature, partecipano allo sviluppo degli scenari meteorologici, e da cui il loro specifico micro clima. Abbiate la gentilezza di visualizzare in video pensiero queste parole sopra la mappa satellitare, la geografia e morfologia del sud est climatico siciliano, attorno Cava Grande, e capirete a volo con facilità l’evidenza. &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">E poi, per completezza, altri scenari meteorologici per i quali Cava Grande non si diversifica molto dal contesto. Per esempio di fronte ad un vastissimo “Scenario di bel tempo di alta pressione anticiclonica” così come sole e cielo azzurro albergano sui laghetti di Cava Grande (che si colorano tanto più di verde smeraldo quanto più azzurro e trasparente è il cielo), così gli stessi stazionano in un’area di un migliaio di chilometri attorno.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La gamma degli scenari meteorologici estremi dal caldo al freddo (relativo) è inframmezzata dalla gamma degli scenari meteorologici intermedi, come per esempio quelli del grande immenso scenario occidentale atlantico di ponente (da ovest a est), con flusso quasi parallelo all’asta di Cava Grande di poco ruotata verso ESE.</span><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.siciliafan.it/mare-di-sicilia-con-lo-scenario-meteorologico-occidentale-atlantico-di-ponente/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.siciliafan.it/mare-di-sicilia-con-lo-scenario-meteorologico-occidentale-atlantico-di-ponente/</a></span><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1">Il risultato è una vastissima pluralità di essenze, da quelle calde subtropicali a quelle fredde nordiche, addensate in uno scrigno di biodiversità a prevalente peculiarità mediterranea, a portata di mano, a vista d'occhio esibita in una mostra permanente della natura e del bello in corridoio stretto e lungo ortogonale al Mare Ionio del Golfo di Noto.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">E pertanto Cava Grande si offre in allineamento perfetto a ricevere al meglio anche l’insinuarsi delle brezze marine su e giù per il canyon terminale aperto alla pianura costiera terrazzata. E fra un versante &nbsp;sovraesposto a mezzogiorno e l’opposto a nord, fra i meandri sinuosi e gli anfratti concavi di mezza costa ad alto surriscaldamento, a vegetazione secca bruciata dal sole, vi si stabiliscono per riequilibrio termico micro venti localissimi, in sotto variante alle brezze termiche generali di versante, tipiche delle valli. Fate caso agli improvvisi colpetti di piacevole vento delle ore più calde che si infilano fra i meandri sinuosi del fiume, ma che soccombono di fronte agli scenari meteorologici più possenti (maestrale) “quando il maggiore c’è, il minore cessa”. Invece proprio sotto lo “scenario di calma di bel tempo di alta pressione” è facile imbattersi, nei più sperduti angoli della cava, in questi colpi di ventaglio della vegetazione, azionati da questa brezza morfologica di versante, interna al Canyon, più piccola della brezza marina costiera.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Inoltre le esposizioni a mezzogiorno di pianura, che bordano al piede il rialzo di Cava Grande-Montagna D’Avola, sono “le serre naturali” più calde d'Italia. In brevissimo, sono sottovento al riparo dallo scenario meteorologico freddo di netto maestrale.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La pluralità d’influssi è ricchezza. Ricchezza di tutto, risorse e prodotti naturali della terra, nella potenza del gusto, del carico zuccherino, di sapori e odori forti e penetranti (timo, mentuccia, salvia, origano) più altre specialità come la mandorla “pizzuta” d’Avola che è il risultato di questa specifica “culla” ambientale. Una modesta controprova osservativa. Negli stessi luoghi, alla stessa latitudine, gli alberi di mandorlo (che non amano il freddo) si diradano e lasciano spazio definitivo a monumentali alberi di carrubo e ulivo, già appena sopra le superfici terrazzate rialzate che salgono a gradinata verso l’apice del versante nord di Cava Grande (intorno quota 290 m) specie se esposte a nord est frontalmente allo scenario meteorologico di tramontana.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Da articolo originario di Giuseppe Cugno pubblicato da Sicilia Fan - Turismo &nbsp;</span><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.siciliafan.it/cava-grande-del-cassibile-e-gli-scenari-meteorologici-di-giuseppe-cugno/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.siciliafan.it/cava-grande-del-cassibile-e-gli-scenari-meteorologici-di-giuseppe-cugno/</a></span><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1">qui ampliato in aggiornamento e corredato da immagini extra.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-6" src="https://www.golfodinoto.it/images/COPERTINA.png"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><hr></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Giuseppe CUGNO</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><img class="image-5" src="https://www.golfodinoto.it/images/_MG_1385_1_1-1X1_n4u49snu.jpg"  title="" alt=""/></span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">SPECCHIO SINTETICO</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Dalla Geologia, specialista di Ambiente, Territorio, Clima e Meteorologia del Mediterraneo, docente universitario a contratto. &nbsp;Dal rilevamento geologico di base ha proseguito il naturale sviluppo della ricerca all’ambiente terrestre, atmosferico, marino, a cominciare dalla Sicilia sud orientale. Questi alcuni dei risultati più significativi: la ricerca sugli “</span><b><span class="fs12lh1-5">Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei”</span><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">con gli effetti sull’inquinamento atmosferico “quando, dove, perché”;</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">la dedizione totale (una</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">storia</span></b><span class="fs12lh1-5">) per studi conoscitivi, pubblicazione, divulgazione e difesa della Riserva Naturale di</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Cava Grande del Fiume Cassibile</span></b><span class="fs12lh1-5">; l’applicazione delle ricerche geologiche per la determinante salvaguardia di sorgenti d’acqua pura ad uso idropotabile nei Monti Iblei.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Tutto inizia dalla palestra di ricerca della Sicilia sud orientale. L’esperienza è maturata, prima,</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">nella conoscenza diretta a macchia d’olio</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">del territorio così com’è (per programma cartografia geologica, e sedimentologia, con Università di Catania), dopo, nell’uso professionale d’indirizzo per le Amministrazioni pubbliche, a concentrare gli obiettivi sulle vocazioni d’uso del territorio e dell’ambiente in tutte le sue espressioni. Gli obiettivi conoscitivi d’insieme ambientale, terrestre, costiero, marino, atmosferico, mirati sin dai semi delle tesi di laurea, sono stati perseguiti uno per uno coltivando il naturale sviluppo della ricerca nel sud est dei Monti Iblei, dall’altipiano</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">→</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">terrazzi marini della pianura costiera → litorale emerso-sommerso → mare e sorgenti subacquee → al clima della Sicilia sud orientale, da questo seme è partito l’altro trentennale filone di ricerca Geo-Meteorologico-Ambientale del Mediterraneo. Via via propagato dal nucleo centrale di Sicilia al quadro di svolgimento Atlantico-Afro-Euro-Mediterraneo sino alla ideazione di sana pianta del modello a “scenari meteorologici” raccolti nel libro</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei –</span><span class="fs12lh1-5"> </span></b><b><span class="fs11lh1-5">L’unicità del Clima Mediterraneo</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">che gli è valso in Italia il</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Premio speciale</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Carver 2014</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">per la saggistica.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">A supporto</span><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">di quanto</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">sintetizzato si illustra in dettaglio il bagaglio scientifico interdisciplinare delle scienze ambientali costruito gradualmente secondo il seguente</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">percorso personale</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">in tre filoni concatenati</span><span class="fs9lh1-5">:</span><span class="fs9lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">1</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">Ricerca e</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">formazione; 2</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Esperienza professionale;</span><span class="fs10lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">3 Docenza universitaria a contratto di insegnamenti ambientali in corsi di laurea e master di 1° e 2° livello per le Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Catania ed Enna, e per la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppecugno.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppecugno.html', null, false)">Scopri di più su Giuseppe CUGNO</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Jun 2020 10:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PARMIGIANA DI MELENZANE di Giorgio RIMMAUDO]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div><span class="fs11lh1-5">Dose ricetta per 10 porzioni</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Per la salsa di pomodoro</b><b></b></span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ciliegino Pachino &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;250 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pomodori a grappolo &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pomodoro Costoluto &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva primo frutto Mozzicato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Basilico &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale fino &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs11lh1-5">Per le melanzane</b></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1000 &nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Melanzane &nbsp;viola &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;500 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Latte Intero &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;farina 00 &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale E Pepe &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><b class="fs11lh1-5">Per la finitura</b></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;400 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mozzarella Di Bufala ragusana </span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;60 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Caciocavallo Ragusano D.o.p grattugiato </span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Basilico fresco rosso e verde &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;250 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Salsa al pomodoro e basilico &nbsp;</span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs11lh1-5">150 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Fonduta di caciocavallo ragusano &nbsp;&nbsp;</span><br><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;500 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio di &nbsp;semi di arachidi &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Procedimento</span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5"> </b></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Lavare e asciugare le melanzane</b>. Eliminate il picciolo,la buccia a strisce e affettarle &nbsp;con l’aiuto di un coltello affilato a mezzo centimetro di spessore.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Man mano disporre &nbsp;le fette di melanzane all’interno di un contenitore con il latte e lasciarle a bagno in frigo per 30 minuti controllando che che il liquido li ricopra del tutto.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Tagliare le bucce delle melanzane in Julienne e metterle da parte.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Per la salsa di pomodoro</b>. Lavare il pomodoro eliminando il picciolo e tagliarlo a cubetti non troppo piccoli.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">In una casseruola rosolare la cipolla tritata nell’olio ,aggiungere lo spicchio d’aglio tagliato a fette e il pomodoro lasciando cuocere a fiamma bassa per 30 minuti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> A fine cottura &nbsp;aggiungere le foglioline di basilico spezzettandole a mano e aggiustare di sale.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Con le tre tipologie e la giusta maturazione del pomodoro utilizzato non occorre aggiungere lo zucchero.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Passare il pomodoro al passa verdure con disco fine e lasciare intiepidire.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Per la cottura delle melanzane.</b> Scolare le melanzane &nbsp;dal latte e asciugarle. Infarinarle una fetta alla volta e friggerle ad immersione nell'olio bollente a 175°C poche fette alla volta. </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Sollevarle con una pinza da cucina o schiumarola le fette di melanzane cotte &nbsp;e metterle in un piatto con carta assorbente.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">In una &nbsp;teglia quadrata &nbsp;sistemare le melanzane a strati. Ricoprite ogni strato con qualche cucchiaio di salsa di pomodoro, il formaggio grattugiato,la mozzarella tagliata a fette asciutta e il basilico.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Cospargere la superficie di formaggio grattugiato,praticare una leggera pressione per compattarla e infornare a <strong> 200°C fino a creare in superficie una crosticina.</strong></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Una volta pronta lasciatela intiepidire mettendo sopra un leggero peso.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Porzionare e servire la parmigiana con un cucchiaio di salsa di pomodoro,la fonduta di formaggio e le bucce delle melanzane fritte.</span></div><div><b class="fs11lh1-5"> </b></div><div><span class="fs11lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Curiosità.</b> In Sicilia la parmigiana di melanzane è la pietanza dell’abbondanza. Chi aggiunge uova e mortadella,chi le uova sbattute e chi aggiunge anche fogli di pasta fresca.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Qualunque siano gli ingredienti del condimento l’unica e indiscussa regina sarà la melanzana.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Viola o nera che sia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/Parmigiana-di-melanzane--19-.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_6p6y9c8y.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/http://" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/http://', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></span></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 14:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[U SCOGGHIU RE RU’ FRATI di Duccio DI STEFANO]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div><span class="fs11lh1-5">Si dice che l’amor fraterno non conosce pericoli né ostacoli. Ed è su questo ancestrale e primitivo sentimento che è incentrata una tra le più antiche e drammatiche fantasie popolari che nel tempo si sono fuse con la leggenda: Stiamo parlando del popolare “</span><i class="fs11lh1-5">Scogghiu re rù frati.</i><span class="fs11lh1-5">”</span><br></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Il teatro della leggenda è uno scorcio che rappresenta uno degli angoli paesaggistici più suggestivi dello scenario siracusano, e cioè se si risale la costa cittadina, partendo dal porto piccolo, o semplicemente dallo<i> sbarcadero</i> come è chiamato dai siracusani, si arriva più o meno all’altezza della balza Akradina, in un punto dove la costa comincia a farsi più alta per disegnare una serie di grotte e calette &nbsp;che fanno di questa scogliera una meta ambita sia dai pescatori che dai barcaioli della domenica. Ebbene una di quelle scogliere che affiorano seducenti dalle acque color cristallo liquido, possiede una forma strana, una sorta di arco o porta piantata sul mare (<i>vedi foto</i>). Per la verità era così sino ad un paio di anni fa, quando una di quelle rigide tempeste invernali che fanno sì che il mare da placido cambia repentinamente umore trasformandosi in drago che tutto divora, partorì un’onda più feroce delle altre che finì per mozzare completamente e tristemente la base di quella porta, dividendo così gli scogli e mutando irreparabilmente quello che ormai per i siracusani era un vero e proprio monumento.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/83579231_710157563119679_6486475557063450072_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Ma veniamo alla leggenda. Si narra che una di quelle piccole case addossate alla costa, prima della costruzione di quegli orribili casermoni che contraddistinguono l’area nord della città, era abitata da un’umile famiglia, dove il padre cercava di sfamare giornalmente la moglie e i suoi due figli, maschi entrambi, col solo mestiere che conosceva, e cioè affrontando ogni notte le intemperie di quel mare con la sua barchetta di legno per cercare di pescare quanto di più pesce poteva. E sì che di tempeste e mari grossi ne doveva aver visto quel brav’uomo nella sua vita, dato che aveva cominciato sin da bambino a seguire il padre per imparare l’antica arte della pesca. Ma la provvidenza – o meglio – “<i>la santuzza” </i>alla quale era devoto, l’avevano sempre ricondotto a casa al mattino sano e salvo e con la bisaccia piena di pesce, per di più. Ed è proprio per quella “<i>mala vita” </i>(intesa però col significato che gli diamo noi siciliani, e cioè vita sacrificata e umile, non da delinquente come notoriamente si intende con quel termine) che lui era stato giocoforza spinto a fare, che per i suoi figli sperava invece in un futuro più agevole e meno pericoloso. E per far questo aveva messo ancor più fatica nel suo lavoro pur di riuscire a mantenerli negli studi. Ma – si sa – spesso il destino si fa beffe di noi, e per ironia della sorte, mentre il primogenito, <i>Januzzu,</i> studiava e se ne stava alla larga dal mare, per il più piccolo, <i>Pippuzzu,</i> invece non c’era verso di farlo rigare dritto. Lui il pescatore voleva fare, come il padre. Non c’era Santo che teneva! Ed era così tanto convinto e determinato nel suo intento, che sovente marinava pure la scuola per andare ad appostarsi proprio su quegli scogli con canna, lenza, retino e quant’altro gli fosse servito per pescare. Non c’era verso. Più veniva rimproverato e sgridato sia dagli insegnanti che dai genitori, più lo trovavi appollaiato lì, in bilico sugli scogli, cercando di riempire la sua cesta a più non posso. E vi riusciva sempre, per di più: non c’era una volta che tornava a casa con un magro bottino, ma arrivava sempre baldanzoso e fiero con una pesca che a volte era migliore addirittura di quella dell’esperto padre. Per lui era quasi una sfida che teneva col papà, una sorta di gioco a cui non sapeva e non voleva rinunciare. Tanto che ormai i due poveri genitori si stavano rassegnando al fatto che il destino del piccolo della casa era quello di seguire le orme del padre. E dato che nel frattempo l’età e gli acciacchi derivanti dall’umido penetrato nelle ossa, avanzavano sempre più per il vecchio pescatore, si era ormai fatto persuaso che <i>Pippuzzu</i> poteva continuare quel mestiere che di lì a poco lui sarebbe stato costretto a lasciare. E quindi controvoglia e per la grande gioia del figlio, spesso si sacrificava anche la domenica per non fargli saltare la scuola e se lo portava in barca con sé, cercando almeno di insegnargli le basi di quel lavoro che seppur usurante, a lui aveva comunque permesso di poter mettere ogni singolo giorno il pesce in tavola per tutta la famiglia. E il bambino, sempre più gasato, ogni giorno acquisiva sempre più confidenza e consapevolezza con quel mare che segnerà il destino di quella povera famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/103272808_1586342508208132_3215886684811529677_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Un giorno, stanco dei continui richiami che gli arrivavano dalla scuola per le numerose assenze del figlio, il pover’uomo che invece faceva i salti mortali pur di mandarglielo tutti i giorni, prese da parte il fratello maggiore e gli disse ad un orecchio: « <i>Januzzu, ‘o papà,dumani matina fa finta di iritinni a scuola comu tutti i jorna, e viri zoccu fa tò frati. Ma mi raccumannu, nun ti ni fari accorgiri. E se u trovi n’do scogghiu cà lenza, pigghialu r’aricchi e pottalu subbitu a casa. Ca appoi facemu i cunta!» </i>Il ragazzo, che era stato sempre giudizioso ed orgoglioso di studiare per la gioia dei genitori, non esitò un attimo e fu così che l’indomani mise in atto tutto il teatrino e inforcando lo zaino salutò ed uscì. Dopo l’incrocio però, si appostò dietro un muretto ed aspettò che uscisse il fratello, che essendo ancora alle elementari di norma entrava più tardi a scuola. Ma la sua attesa non fu lunga, perché il fratello, imbragato con grembiule e cartella da scuola, invece di prendere la strada giusta, accorciò correndo per una trazzera spinosa che gli permetteva di tagliare e di accorciare verso la scogliera. E dire che quel giorno tirava pure un forte vento, freddo e minaccioso, tanto che persino il padre era rientrato prima quella notte perché il mare non prometteva nulla di buono. Però <i>Pippuzzu</i> così era fatto, anzi ancor di più gli si alimentò quella sorta di sfida col genitore, che seppur esperto – questo era il suo pensiero – s’era dovuto arrendere alle intemperie del tempo, mentre lui da novello pescatore, giovane e forte, gli avrebbe dimostrato a maggior ragione le sue capacità ed il suo coraggio. Quale miglior occasione di quella?</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">E così <i>Januzzu</i>, nascondendosi ben bene come aveva veduto fare nei film degli indiani, seguì passo passo il fratello che lo condusse proprio sul ciglio di quella scogliera, che lì si alzava di molto e tanta paura gli faceva. E ancor di più quella mattina, che il vento gelido faceva montare dei cavalloni che a lui apparivano come draghi. Per lui infatti, più pacifico e riflessivo tra i due, il mare era bello solo quando la domenica ci andava in spiaggia con gli amici e con la sua prima fidanzatina. Non era così invece per <i>Pippuzzu</i>, che seppur più piccolo d’età (non aveva neanche compiuto 9 anni), sembrava che più le onde fossero alte e minacciose e più la sua ingordigia da<i> Capitano di Regata</i> cresceva. E quindi se ne restava ancor di più accucciato nel suo nascondiglio tra i rovi, mettendo fuori solo mezzo occhio per vedere cosa facesse il fratello e soprattutto per tentare di capire come facesse ogni volta a portare la borsa piena di pesce, qualunque fossero le condizioni meteorologiche. E fu proprio in quel momento che il ragazzo vide una scena che mai avrebbe immaginato di vedere.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/103101956_1576569109166774_124520482341222252_o.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Suo fratello, invece di pescare, se ne stava seduto sul ciglio dello scoglio, e tenendo in mano il retino stava recitando una preghiera, una sorta di rosario. «</span><i class="fs11lh1-5">Ma che fa’</i><span class="fs11lh1-5">» gli venne da pensare «</span><i class="fs11lh1-5">invece di pescare se ne sta seduto comodamente negli scogli e si dice il rosario?</i><span class="fs11lh1-5">» Ma ancor di più crebbe la sua meraviglia quando si avvide che proprio in quel momento un grosso polipo, per lo meno di tre chili, uscendo dal mare, da dietro le sue spalle, pian piano andava spontaneamente a depositarsi nella gerla! Gli venne spontaneo affrettare il passo per scendere fino a lui, mentre gli gridava a squarcia gola: « </span><i class="fs11lh1-5">Pigghialu, pigghialu, non fartelo scappare…» </i><span class="fs11lh1-5">Ma fu proprio in quel momento che scorse, alle spalle del fratello, una figura di una donna, una donna bellissima, affascinante e misteriosa, che dapprima calato nel cespuglio non aveva visto. Questa signora teneva per mano una cesta con ogni sorta di ben di Dio: </span><i class="fs11lh1-5">scrofani, ariuli, pisci cavaleri, lampane</i><span class="fs11lh1-5">… persino qualche sarago e un’orata! La sua sorpresa fu grande. Pure troppo, tanto che tra lo stupore di quella visione e lo sporgersi sempre più per capire meglio quanto stava accadendo, mise un piede in fallo e perse l’equilibrio, precipitando nel vuoto. Lì il mare è subito profondo, di diversi metri. Il povero </span><i class="fs11lh1-5">Januzzu</i><span class="fs11lh1-5">, che non aveva neanche mai voluto imparare a nuotare, &nbsp;prima scomparve nell’acqua, poi riemerse dimenandosi disperatamente, ma poi scomparve di nuovo. E stavolta definitivamente, &nbsp;inghiottito dall’onda. Suo fratello, che era rimasto imbambolato dalla sorpresa di scoprire che </span><i class="fs11lh1-5">Januzzu </i><span class="fs11lh1-5">lo aveva seguito, noncurante del pericolo delle onde che si facevano sempre più alte e possenti, si tuffò nel disperato tentativo di trarlo in salvo. Ma il destino era oramai segnato, e un’altra onda, più assetata e bramosa delle altre, inghiottì pure lui! I corpi dei due fratelli non furono mai più trovati.</span><br></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> La leggenda narra che fu in quel preciso istante che apparvero i due scogli, uno più piccolo e l’altro più grande. Due scogli che sembravano abbracciarsi. Quel giorno il mare aveva separato i due fratelli, ma li aveva anche riuniti in un abbraccio. Un abbraccio per l’eternità!</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> “<i>I rù frati. Abbracciati per sempre”</i></span></div><div><br></div><div><div><hr></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_76uxv24l.jpg"  title="" alt=""/></span><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><!--[endif]--></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 Jun 2020 11:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BRACIOLINE DI PESCE SPADA... di Giorgio RIMMAUDO ]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000021"><div><span class="fs11lh1-5">Dose ricetta per 4 porzioni</span><br></div><div><b class="fs11lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs11lh1-5">Per gli involtini</b></div><div><span class="fs11lh1-5">500</span><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs11lh1-5">g.</span><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="fs11lh1-5">Pesce spada</span><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio Extra vergine Agrumì Mozzicato</span></div><div><span class="fs11lh1-5">200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pan grattato &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Menta in foglie fresca &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale e pepe</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><b class="fs11lh1-5">Per la farcia</b></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pane casereccio &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">20 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pomodori Secchi &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">10 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pistacchi fresco verdi sgusciati &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">10 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cipolle bianche &nbsp;</span><i class="fs11lh1-5">Giarratana</i></div><div><span class="fs11lh1-5">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio Extra vergine Primo frutto Mozzicato &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Finocchietto selvatico &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">5 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Uva sultanina &nbsp;<i>ammollata</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5">5 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Capperi &nbsp;<i>dissalati </i></span></div><div><span class="fs11lh1-5">5 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pinoli</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">10 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Prezzemolo &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mentuccia foglie &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pecorino Primo Sale &nbsp;<i>centro form</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mandorla corrente pelata &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pomodori &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio &nbsp;</span></div><div><b class="fs11lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs11lh1-5">Per la finitura</b></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Datterino tagliato in cubetti &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ciliegino &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">10 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Buccia di limone grattugiata<i></i></span></div><div><span class="fs11lh1-5">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio Extra vergine Primo frutto Mozzicato &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale e pepe</span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5">Procedimento</b><br></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5">Per gli involtini. </b><span class="fs11lh1-5">Tagliare dal &nbsp;pesce spada 12 fettine e appiattirle in mezzo a due fogli di pellicola trasparente. Togliere il foglio di pellicola superiore &nbsp;e marinare le fettine di pesce con la menta tritata,l’olio e il sale assieme al pepe per 5 minuti. Distribuire la farcia di pane nelle fettine di pesce spada e chiuderli arrotolando ben stretti. Passarli prima nell’olio e poi nel pangrattato.</span><br></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><b>Per la farcia di pane. </b>Tagliare il pane a piccoli cubetti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Tagliare la cipolla allo stesso spessore del pane.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Dissalare i capperi in acqua corrente.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">In una casseruola versare l’olio e stufare la cipolla assieme all’aglio tritato,aggiungere il pane e mescolare lasciando tostare leggermente,quindi aggiungere tutti gli altri ingredienti tranne il formaggio che verrà aggiunto quando il tutto sarà freddo.</span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5"> </b></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Finitura e presentazione</b>. Cuocere le bracioline di pesce spada in padella o in forno senza stracuorle.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">In una terrina riunire il pomodoro,la buccia di limone l’olio e il sale.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Distribuire la crudaiola di pomodoro nei piatti e sopra sistemare le bricioline di pesce spada.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/1200-x---.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 12:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NELLE PAUSE RICICLO E NEL BARATTO TI BATTO di Giuseppe LISSANDRELLO]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe LISSANDRELLO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Suggestioni_e_riflessioni"><![CDATA[Suggestioni e riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div><span class="fs11lh1-5">Ogni volta che si parla di ambiente a me viene subito da pensare alle nostre mamme o, per i più giovani, le nostre nonne, insomma quelle bambine cresciute in mezzo alla seconda guerra mondiale. Non penso nè agli svedesi né a Greta Thumberg per carità gli svedesi gran lavoro sulla salvaguardia della terra però credo che per quanto riguardi il risparmio ambientale a queste nostre donne italiche non le batte nessuno. Possiamo partire da qualsiasi azione quotidiana dell’uomo medio loro sono e sono state le guardiane dello spreco. Io vorrei fare una petizione partendo da questo blog per candidare quella generazione di donne nate dal 1930 al 1950, andare indietro non avrebbe senso, al Premio Nobel per l’ambiente. Quanto abbiamo sofferto, noi della generazione dell’edonismo reganiano e del consumismo paninaro e Yuppie degli anni &nbsp;‘80/90 quando le nostre madri ci rincorrevano a spegnere le luci, riciclare l’acqua della pasta per lavare i piatti, recuperare l’olio esausto in cucina per fare il cosidetto “sapone di casa”, il maglione infeltrito diventava panno per lucidare i pavimenti altro che swiffer, le mutande lente pezzette per spolverare. Potrei stare qui a riciclare parole per ricordare tutte le strategie del risparmio del non si butta via nulla. Le scarpe tagliate nei talloni o nelle punte che diventavano ciabatte e che dopo anni di vergogna e di ribellione te li trovavi nelle vetrine di moda con il nome di Sabot… </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/54522556_10214218994649824_8139917131429969920_o.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><b><i><span class="fs10lh1-5">foto di Ettore SPICUGLIA</span></i></b></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Se quando ci facciamo la doccia teniamo vicino a noi un secchio a fine doccia riutilizziamo quell’acqua saponata per il water risparmiando sullo sciacquone anche se una volta al giorno moltiplicato per giorni e per abitanti verrebbe un gran bel risparmio contro la crisi idrica. Qualcuno potrebbe controbattere che lui ancora più virtuoso la doccia non la fa ma quella sarebbe un’altra problematica…</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Purtroppo le generazioni successive per il complesso d’inferiorità soprattutto al sud per non farsi dire sporchi e terroni hanno consumato ossessivamente litri di detersivi contribuendo all’inquinamento. Oggi si deve fare un dietro front. Bloccare la spazzatura delle piccole cineserie usa e getta è la vera mission. Oggi dovremmo dire usa, riusa ed ancora usa e poi differenzia. Dobbiamo costringere le fabbriche a rifare oggetti più duraturi nel tempo a riutilizzare il vetro, il legno ecc. la plastica è utile ma dove serve. Dobbiamo rieducare i nostri sensi alla solidità bloccare le nevrosi del cambiare sempre a prescindere. &nbsp;Forse questa può sembrare una riflessione retorica ma credo sia necessaria. Già si fa molto ma io proporrei dei corsi di formazione del riciclo e del baratto. &nbsp;<b>Sinergia e solidarietà</b> sono le parole vincenti per sopravvivere a questo appena nato millennio. Dopo la crisi del corona virus ci sono persone in povertà ed altre che per risollevarsi aumentano i prezzi perché devono recuperare le perdite?. Ma se aumenti il prezzo del caffè a due euro come faccio io povero a venire al bar? Forse è meglio per la salute perché più di uno al giorno non me lo posso permettere? Non sarebbe meglio portarlo a 50 centesimi ed aiutare tutti? Uscire fuori dalle classiche leggi di economia domanda ed offerta e guardare al benessere sociale e solidale forse ci si arricchisce di meno ma si sta bene di più con gli altri? Il mio pensiero è socialista forse retrò ed utopista? Può darsi. L’altra sera, ad Avola, alla Taverna del pescatore ho mangiato un'ottima pizza, &nbsp;perché con meno gente sono convinto che il pizzaiolo ha lavorato meglio, il cameriere meno stressato è stato più attento e gentile e finalmente ho gustato una serata piacevole senza nevrosi e pesantezze gastriche. Chi rallenta gode. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/road-90390_1920.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Proviamoci soprattutto quando venite in vacanza da queste parti. Venite in Sicilia abbiamo più grecità della Grecia, abbiamo più spagnolità della Spagna, più berbericità del Marocco, più francesismi addirittura un dialetto gallico!!! della Francia, abbiamo più papiri dell’Egitto, abbiamo poco di Austriaco ed è una fortuna. Ma poi la sacher torte che dolce è? Dimenticavo degli Inglesi e degli Americani rimaniamo il loro sogno proibito. E per i palati più eccentrici siamo anche giapponesi, nelle cose giuste però perché noi le balene le rispettiamo e nella lavorazione del tonno siamo insuperabili. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr><div><br><hr><br></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Giuseppe LISSANDRELLO</span></b></div><div><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)"><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/12512767_10207836319337923_3308433316112168379_n_lo1y86jx.jpg"  title="" alt=""/></a><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Giuseppe Lissandrello siciliano classe 72 dopo la maturità classica conseguita al liceo classico T. Gargallo di Siracusa si trasferisce a Roma per intraprendere gli studi in psicologia clinica e di comunità all’università “La Sapienza”in quegli anni universitari Lissandrello continua la sua passione per il teatro e per la letteratura, iniziata al liceo, frequentando salotti poetici , teatri off come la sala teatro della casa dello studente di via De Lollis.,centri sociali , circoli universitari,collettivi studenteschi. Nel1996 viene eletto presidente nazionale dei giovani poeti in seno al “Centro ricerche di poesia e storia delle poetiche” dell’illustre e controverso letterato Gaetano Salveti. Partecipa a convegni e organizza eventi culturali “originali” come le serate di reading &nbsp;alla discoteca Rendez-vous di Piazza del Popolo denominate &nbsp;“ Poesia progressive” . Promuove la poesia dialettale italiana e la poesia americana della beat generation si esibisce nei pub di San Lorenzo assieme all’attore guitto calabrese Amedeo Fusco .</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Appassionato di letteratura erotica in quegli anni comincia a scrivere piccoli monologhi, poesie e raccontini molto apprezzati per la passione &nbsp;erotica che esprimono. Frequenta ambienti culturali milanesi introdotto dall’amico di sempre Silvio Aparo( con il quale dopo un decennio s’imbatte in un’avventura editoriale fondando la casa editrice indipendente più a Sud d’Italia la “Melino Nerella edizioni”. Sempre a Roma entra in contatto con personaggi del cinema e partecipa a delle trasmissioni in tv locali romane come esperto di letteratura erotica. Fa conoscere al pubblico romano le poesie del poeta catanese Domenico Tempio. Dopo un anno da bersagliere nel 99 si laurea in Psicologia clinica e di comunità.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)">Scopri di più di Giuseppe LISSANDRELLO</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 07 Jun 2020 20:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[...TI AMO, PUNTO...  di Salvo DI PIETRO]]></title>
			<author><![CDATA[Salvo DI PIETRO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Viaggi_da_fermo_ecceteraeccetera"><![CDATA[Viaggi da fermo ecceteraeccetera]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div class="imTALeft"><div><b class="fs11lh1-5">Mamma:</b><br></div></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">Savvatureddu,u sai ti vogghiu beni ciossai ra vita mia...</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">…ta ciccari na ragazza che ti voli beni e ta spusari.</i></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><b>Savvatureddu:</b><i></i></span></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">Mamma allora stasira nesciu.</i></div><div class="imTALeft"><b class="fs11lh1-5">Mamma:</b></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">E io arrestu sula?</i></div><div class="imTALeft"><b class="fs11lh1-5">Savvatureddu:</b></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">No mamma, nun nesciu, nun ti preoccupari.</i></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">da <i>“I racconti di lucida follia</i></span></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">di mia mamma”</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5"> </i></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">“...è solo un modo</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">per dirti</i></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">ti amo.”</i></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5"> </i></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">a mia madre</i></div><div class="imTALeft"><span class="imTAJustify fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="imTAJustify fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="imTAJustify fs11lh1-5">Un qualsiasi tavolino di un qualsiasi pub di una qualsiasi città siciliana in una qualsiasi notte di luglio.</span></div><div class="imTALeft"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Lei di fronte a lui o come preferite lui di fronte a lei. Nel mezzo due bicchieri, mezzo vuoto il suo di lui, mezzo pieno il suo di lei. Il vino è un rosso. “Suspiru” il nome del vino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Lei: Giulia come tutti la chiamano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Lui: Punto come lei lo chiama.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giulia è bella!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Punto è uno come ce ne sono tanti. Punto sono io. Poi capirete.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giulia mi guarda con occhi curiosi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Più che guardare, osservare, lei scruta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Come fa spesso, come adesso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Sento la forza di quegli occhi e pensarci mi distrae, divento vulnerabile, disarmato e così lei di colpo mi assale con le sue improvvise domande. Sono preda dei suoi occhi. Un cacciatore che diventa preda. Giulia è imbattibile, almeno per me. Inizia così il nostro gioco. Io racconto, lei ascolta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ecco, Bum! Già sento che arriva. Arriva la domanda che mi condurrà all’ennesima sconfitta dell’ennesima battaglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Punta gli occhi dal bordo del bicchiere, sorseggia il vino, appoggia il bicchiere sul tavolino, accenna il suo sorriso malizioso, sposta una ciocca dietro l’orecchio sinistro, mi fissa con quegli occhi dolci che mi denudano e colpisce!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">- Stasera non ho voglia di ridere. Raccontami una storia che mi commuova. - </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Colpito! Lo sapevo, in questo momento vorrei sparire. Schiacciare un bottone e sparire.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ce l’ho! Ce l’ho una storia triste e bella. Proprio una bella e triste storia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">- Ok, ma se riesco a farti piangere ci sposiamo? - Forse sono troppo sicuro, ma sì, al limite sarà solo un’altra battaglia persa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">- Vedremo, ma penso sarà difficile. - Risponde la presuntuosa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">- Vedremo se piangi o vedremo se ci sposiamo? - Con lei non si può mai sapere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">- Vedremo! - Risposta secca, asciutta. Non sbaglia un colpo. Un killer!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Quanto la amo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giulia ti amoooooo!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Vorrei gridarlo al mondo intero ma mi implode dentro e poi lei mi smonterebbe in due secondi ed io cercherei come sempre il bottone per sparire.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">- Dai, Punto, inizia, sono curiosa. Niente trucchi o giri di parole o scene da film già visto o canzoni già sentite. Una bella triste storia. Una delle tue.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Punto, è così che mi chiama. Punto perché il punto inizia e finisce le storie. Le mie storie.</span></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/55528711_10214254874106788_25677977375211520_o-bianco-e-nero.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTALeft"><b class="fs10lh1-5"><i>foto di Ettore SPICUGLIA</i></b></div><br><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Maggio 2010. 21 maggio.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Una donna anziana vestita di nero è seduta su una poltrona di uno studio medico. Il medico in questione, Dott. Fabi, Nicolò Fabi, omonimo del cantante. Neuropsicologo.</i><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Signora, mi dica, mi racconti un pò di lei. -</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">La signora vestita di nero dice che è triste e si sente sola. Ha vissuto fino al giorno in cui il marito è rimasto vivo e dopo... e dopo? Dopo si è lasciata vivere.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Nun agghiu mancu a forza ri susirimi a matina. - La vita ha schiacciato la sua di vita.</i><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Sugnu comu na cannila che pianu pianu si sta astutannu. Io vorrei reagire ma resto seduta sul divano tutta la giornata. Guardo l’orologio e aspetto che la lancetta piccola arrivi all’1 e la grande al 12. Poi arriva mio figlio che esce dal lavoro e porta da mangiare. Tutti i giorni è sempre così. La mattina aspetto che si faccia l’una e la sera che si facciano le otto. Seduta sul divano “aspittannu o picciriddu”. Lo so che oltre a farmi del male io, lo faccio pure a lui e questo dovrebbe farmi reagire, ma non ci riesco. E vedo mio figlio ogni giorno più triste e stanco di questa situazione.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Quando ero giovane ero così forte.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Durante la guerra facevo chilometri a piedi. Sulle spalle sacchi pieni delle reti dei pescatori. Andavamo alla tonnara a prenderli. Le portavamo in paese e le riparavamo. Due volte e anche tre volte al giorno. Tutti i giorni.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Avevo 13 anni. In quei giorni ho conosciuto Corrado, lui ne aveva 16. È diventato mio marito. Lavorava con i pescatori. Uscivano di notte con le barche e la mattina quando rientravano, smagliavano il pesce nei grandi magazzini di mare vecchio.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5"><br></i></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/63277_4437083286226_378164921_n.jpg"  title="" alt=""/><i class="fs11lh1-5"><br></i></div><div class="imTAJustify"><i><b class="fs10lh1-5">tonnara di Avola - foto di Ettore SPICUGLIA</b></i></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Scusi signora. - La blocca il dottor Fabi. - Si ricorda il giorno che ha conosciuto suo marito? -</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Certo! Eravamo a mare vecchio, nei magazzini dei pescatori. Aspettavamo che loro finissero di smagliare il pesce dalle reti. Corrado era lì, il più piccolo tra i grandi. I suoi occhi grigi mi colpirono fin dal primo istante. -</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Noto con piacere che lei ricorda tutto come se fosse ieri. - Commenta il dottore.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Ho solo quelli e nessuno me li può togliere o rubare. Sono la mia vita, i miei ricordi. Quelli non si dimenticano mai e più sono lontani più sono nitidi. I ricordi sono la nostra vita. Come posso dimenticare quando ho conosciuto mio marito? Lei è sposato? -</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Sì! Ho pure una figlia. Una bambina di 5 anni. - Risponde il dottore incuriosito dalla piega che sta prendendo la seduta.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Dottore lei ricorda come ha conosciuto sua moglie? - Incalza la signora in nero.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Certo! - Risposta secca del dottore più incuriosito che mai.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- È innamorato di sua moglie? - Bum! Ribatte la signora.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Penso di sì, almeno credo. - Sorpreso il dottore dalla franchezza della donna.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Se sarà amore quel ricordo se lo porterà con sé tutta la vita, ne può star certo. Magari non ricorderà cosa ha fatto ieri o l’altro ieri, confonderà le date o i giorni in cui ha fatto questa o quella cosa, ma non dimenticherà mai il giorno in cui ha conosciuto l’amore. -</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Sì, forse ha ragione lei. - Con voce carezzevole il dottor Fabi replica.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Sembrava quasi che le parti si fossero invertite. Il medico diventa paziente, il paziente medico. La signora vestita di nero stava dando una lezione di amore a quell’uomo che aveva di fronte. Lei aveva conosciuto l’amore, le avrebbero dovuto dare una laurea honoris causa su Amore. Chi meglio di lei? Era dunque l’amore la causa del suo male? Attimi di silenzio.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Il dott. Fabi si ritrova trasportato nel mondo dei ricordi. Una carezza alla figlia; un bacio alla moglie; la vacanza a Marrakech.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Il medico spegne i ricordi e procede con la seduta. La signora adesso sembra serena. L’ansia che aveva quando era entrata nello studio sembra lontana, un flebile ricordo. Ricordando il passato si è rasserenata.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Il dottor Fabi ritorna nel suo modo professionale a fare una domanda alla paziente.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Signora che giorno è oggi? - Una domanda ovvia comporta una risposta altrettanto ovvia.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Non saprei dottore, per me i giorni sono tutti uguali. - Risponde quasi scusandosi la donna.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Capisco. Si ricorda in che anno siamo? - &nbsp;Domanda consequenziale.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">- Credo il 1999. -</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">-No signora, siamo nel 2010. - Il dottor Fabi risponde con un filo di voce.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">1999!</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">La sua vita si è fermata nello stesso anno in cui è morto il marito. Lei è scesa dalla vita lo stesso giorno che quella di Corrado si è fermata. L’amore è incurabile ed è curabile solo con l’amore.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Una donna che ha vissuto 50 anni della propria vita con accanto l’uomo che ha amato per un’intera vita, dove trova le motivazioni, gli stimoli per continuare?</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">L’amore è questo. Questo è amore, non quello che tutti noi crediamo di vivere o di aver vissuto o speriamo di vivere.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Morire d’amore vivendo amando intensamente.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">-Spenta! “Comu na cannila”. - La signora ripete al medico.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Amare con una tale forza, così prepotentemente da perdere coscienza del tempo. Annegare e perdersi dentro ad un oblio.</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">La medicina dell’amore è l’amore...</i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">punto!</i></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giulia rimane in un silenzio rumoroso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Punto visibilmente commosso, quasi in lacrime.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giulia ha gli occhi rossi ma tiene bene. Non vuole perdere la scommessa. Forse dentro di lei sta maturando la consapevolezza che non riuscirà mai a provare l’amore che la signora vestita di nero del racconto ha avuto la fortuna di provare, di vivere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">- Punto, perché piangi? Non dovevo essere io quella che doveva piangere? - Subito pronta Giulia risponde. La tenace e dura Giulia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">-La signora vestita di nero, la signora del racconto io l’ho conosciuta... è mia madre! -</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">La tenace, la dura, la fredda Giulia si scioglie in un pianto. Non smette più. É sconfitta, spiazzata da una storia. Da quella bella triste storia. Da quella triste e bella storia d’amore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">- Punto, sposami! Voglio anche io vivere e amare e morire d’amore, dello stesso amore che tua madre ha vissuto con tuo padre...non sono stata mai così sicura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ti amo Punto! –</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/types-738846_1920.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><hr></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Salvo DI PIETRO</b></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/FOTO-COPERTINA_mjlnerci.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i>"Salvo vive su un cirrocumulo itinerante.</i><br></span></div><div class="imTAJustify"><div data-line-height="2"><div><i class="fs11lh1-5">Ogni mattina si sdraia a faccia in giù e pesca con il retino.</i></div><div><i class="fs11lh1-5">Osserva le persone e acciuffa i loro pensieri che fuggono librandosi via nel cielo.</i></div><div><i class="fs11lh1-5">Poi fa piovere poesia."</i></div><div><i class="fs11lh1-5"><br></i></div><div class="imTALeft"><i class="fs11lh1-5">Wilma Riccobello</i><br></div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/salvodipietro.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/salvodipietro.html', null, false)">Scopri di più su <b>Salvo DI PIETRO</b></a></span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 16:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL GELSO BIANCO di Salvatore LOMBARDO]]></title>
			<author><![CDATA[Salvatore LOMBARDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Cultura_delle_piante_nel_territorio"><![CDATA[Cultura delle piante nel territorio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs11lh1-5">Per i Greci il gelso era la pianta consacrata al dio Pan, ricca di simbologia, intelligenza e passione ed è proprio ai suoi piedi che si consumò il mito, come racconta Ovidio nelle sue “Metamorfosi”.</span><br></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2020-06-01-at-09.13.01.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs10lh1-5">foto di Salvatote Lombardo</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Secondo la leggenda nella versione ovidiana, l'amore di due giovani era contrastato dai parenti, e i due, che erano vicini di casa, erano costretti a parlarsi attraverso una crepa nel muro che separava le loro abitazioni. Questa difficile situazione li indusse a programmare la loro fuga d'amore. Nel luogo dell'appuntamento, che era vicino ad un gelso, Tisbe, arrivata per prima, incontra una leonessa dalla quale si mette in salvo perdendo un velo che viene stracciato e macchiato di sangue dalla belva stessa. Piramo trova il velo macchiato dell'amata e, credendola morta, si suicida lanciandosi su una spada. Sopraggiunge Tisbe che lo trova in fin di vita e, mentre tenta di rianimarlo, gli sussurra il proprio nome. Piramo riapre gli occhi e riesce a guardarla prima di morire. Per il grande dolore, anche Tisbe si lancia sulla spada dell'amato sotto il gelso. Tanta è la pietà degli dei nell'ascoltare le preghiere di Tisbe che trasformano i frutti del gelso, intriso del sangue dei due amanti, in color vermiglio.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2020-06-01-at-12.31.16.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><b><span class="fs10lh1-5">foto di Salvatote Lombardo</span></b></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5">Il Gelso, Morus L. pianta della famiglia delle Moracee, pare che abbia origini asiatiche. Le principali specie sono il gelso bianco (Morus alba), il gelso nero (Morus nigra)e il gelso rosso (Morus rubra). Ciò che chiamiamo frutto è in verità una infruttescenza chiamata sorosio.Il gelso è conosciuto per i suoi prelibati frutti e per la vita assieme al bachi da seta.Queste succulenti delizie sono apprezzate in cucina( famose le granite ai gelsi)e nelle diete alimentari . Sono frutti poco calorici ( circa 40 kcal per 100 gr, molto ricchi di sali minerali quali ferro, potassio, vitamine quali la vitamina C, e le vitamine del gruppo K e B. &nbsp;Hanno, inoltre, ottime proprietà depurative e diuretiche. Insomma, un vero toccasana nelle primavere siciliane.</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/101264352_245766089856099_6441355542655926272_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><b><span class="fs10lh1-5">foto di Lorella Cancemi</span></b></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Salvatore LOMBARDO</b></span></div><div><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/1x1.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Salvatore Lombardo, classe 1969, è dottore in Scienze Agrarie dipartimento di Economia Agraria e docente di Sociologia rurale, Economia e di Valorizzazione del Territorio presso l’Istituto Professionale per l’Agricoltura.</span></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Piccolissimo eredita dal padre la grande passione per la terra</span><span class="fs11lh1-5"> ...</span></div></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><a href="https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/salvatorelombardo.html', null, false)"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su </span><span class="fs11lh1-5"><b>Salvatore LOMBARDO</b></span></a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Jun 2020 07:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LINGUINE CO CREMA DI LIMONE di Giorgio RIMMAUDO]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div><div class="imTAJustify"><div><i class="imTALeft fs11lh1-5">Dose ricetta per 10 porzioni</i><br></div></div></div><br><div><span class="fs11lh1-5">800 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Linguine &nbsp;&nbsp;</span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div> <b class="fs11lh1-5">Per salsa</b></div><div><span class="fs11lh1-5">160 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Acciughe sott’olio &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Prezzemolo &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Succo di limone &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">15 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Buccia Di Limone &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine Zaituna Mozzicato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mandorle &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">2,5 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;dl. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Brodo Di Pesce &nbsp;</span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs11lh1-5"> Per la finitura</b></div><div><span class="fs11lh1-5">300 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Formaggio dei poveri (pan grattato tostato)</span></div><div><span class="fs11lh1-5">150 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Bottarga di Tonno &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Buccia Di Limone &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pecorino siciliano &nbsp;senza pepe &nbsp;</span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5">Procedimento</span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5"><b>Per la salsa</b>. In una padella versare aglio,olio e peperoncino e lasciare sfaldare le acciughe a fiamma bassa,aggiungere ,il succo di limone,la buccia grattugiata e il prezzemolo lasciando insaporire a fiamma bassa per 5 minuti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Mettere la salsa in un bicchiere da frullatore,aggiungere il brodo di pesce &nbsp;e Frullare &nbsp;ad immersione ottenendo una salsa ben legata e fluida.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Filtrare per eliminare le spine delle acciughe.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Cuocere la pasta come di consueto,scolarla e amalgamarla alla salsa aggiungendo il formaggio grattugiato e &nbsp;un filo d’olio a crudo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Servire con il pangrattato tostato e la bottarga di tonno grattugiata.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/Linguine-con-crema-di-limone.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr></div><div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_zy9ikm1u.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b><span class="fs11lh1-5">Giorgio Rimmaudo</span></b></a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 May 2020 11:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CRACKSTONES di Giuseppe LISSANDRELLO]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe LISSANDRELLO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Suggestioni_e_riflessioni"><![CDATA[Suggestioni e riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div><div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Crackstones</b></span></div></div><div><div>Nessuno pensa che le pietre possano partorire.</div></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel ripensare ricezioni turistiche post Covid ho rispolverato una vecchia riflessione fatta anni fa con un gruppo di giovani architetti. Oggi più che mai in una esigenza ambientalista ritornare alla pietra come Acropoli dove poter godere della natura senza invaderla sarebbe auspicabile. Chissà se imprenditori illuminati avranno questa stessa visione nel pensare nuovi villaggi turistici.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Vi siete mai chiesti perché i dolmen siano stati i rifugi della conoscenza? I cromlech allora? il contatto con il cielo. Megaliti misteriosi per la loro imponenza. Stonhenge, pesantezze sospese. Architetture naturali con o senza la mano umana? Coetanei dell’Argimusco siculo?</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Sulla roccia si costruisce la casa dice il Vangelo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/WhatsApp-Image-2020-05-28-at-12.00.39.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs11lh1-5"><i>Dolmen di Avola </i></b></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Ritornare al contatto nudo con la pietra come elemento basico dove poter osservare gli elementi tangibili ma soprattutto trovare quella saldezza omologa fra le rocce ferite e le fratture dell’anima che ognuno di noi ha nel proprio corredo cromosomico. La roccia dura che si spezza non come abbandono alla fragilità ma come puerpera di energia vitale. &nbsp;Portatori di quelle scissure cerebrali che hanno creato l’evoluzione umana dove come fiordi nascondono le acque della saggezza. </span></div><div><br></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Il frastagliato eterno. Intuito già da Gaudì figlio di una terra pietrosa. Il suo colorare la pietra senza nasconderla è come abbellire l’anima lasciandola nuda senza nessuna vergogna della propria sensualità. Abbigliare la pietra compito arduo per non cadere nella tentazione di mortificarla perché immortale rispetto alle umane genti. I sassi che hanno fatto diventare Matera capitale europea della cultura. I nostri sassi iblei da Ragusa, Scicli, ai ruderi nella valle dell’Anapo, testimoni di un lungo arco temporale di civiltà mai doma seppur sopita. Tale intrinseca parte della nostra pelle che Vincenzo Consolo con il romanzo “le Pietre di Pantalica” volle farne omaggio.di questa sicilianità. Di pietra sono i teatri che tanto abbellirono di cultura la nostra Sicilia. Famosa la nostra Siracusa, pietrosa nelle viscere, fra balze e latomie. &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/Necropoli_Pantalica,_architettura_funeraria_rupestre_-_Necropolis_Pantalica,_funerary_architecture_rock_-_panoramio.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Necropoli di Pantalica - Età del bronzo</b></span><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs10lh1-5">Foto di Salvo Cannizzaro, CC BY-SA 3.0, <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45838902" target="_blank" class="imCssLink">https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45838902</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Sopra quelle scogliere &nbsp;sicule si agitarono destini di popoli interi, citate &nbsp;nelle antiche “carte”, non lontane dai faraglioni che celebrano il mito ciclopico.</span><br></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">I rutilanti massi infuocati sputati dalle secrete profondità del prodigio vitale dell’Etna fanno ancor più paura.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5"><b>Solo pietra può avere vita.</b></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Bisognerebbe promuovere delle landscape resort. La pietra come una Bedrock di “Flinstoniana” memoria non &nbsp;turba o contamina quello spazio fra cielo terra ed elementi acquei. Collocati &nbsp;come un frutto che esplode dalla sua gemma. Dove corpo e anima non si rincorrono ma si accompagnano. &nbsp;Dove il tachicardico mugghiare del mare in tempesta diventa ascolto onirico e conciliatore. &nbsp;Le strutture abitative “cave” immaginate come grembi che covano le energie degli elementi solari ed eolici. Le notti piene di luna splendono rifulgono nel biancore pietrino. In una società sempre più liquida riposare in ambienti naturalmente solidi dove si dissolvono le fosche tossine ipocondriache del degrado urbano. Luoghi dove si rinnova l’alleanza perduta fra Uomo e Natura. Che ne dite vi piacerebbe suggestionarvi all’idea di riaccendere il cervello primitivo?</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><img class="image-5" src="https://www.golfodinoto.it/images/IMG_20180531_112215.jpg"  title="" alt=""/><br></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Orecchio di Dionisio - Parco archeologico Neapolis di Siracusa</b></span></div><div><span class="fs11lh1-5">leggi anche la leggenda legata all'<a href="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?l-orecchio-di-dionisio" class="imCssLink">Orecchio di Dionisio</a></span></div><div><br></div><div><hr><br></div><div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Giuseppe LISSANDRELLO</span></b></div><div class="imTAJustify"><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/12512767_10207836319337923_3308433316112168379_n_959g33ys.jpg"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giuseppe Lissandrello siciliano classe 72 dopo la maturità classica conseguita al liceo classico T. Gargallo di Siracusa si trasferisce a Roma per intraprendere gli studi in psicologia clinica e di comunità all’università “La Sapienza”in quegli anni universitari Lissandrello continua la sua passione per il teatro e per la letteratura, iniziata al liceo, frequentando salotti poetici , teatri off come la sala teatro della casa dello studente di via De Lollis.,centri sociali , circoli universitari,collettivi studenteschi. Nel1996 viene eletto presidente nazionale dei giovani poeti in seno al “Centro ricerche di poesia e storia delle poetiche” dell’illustre e controverso letterato Gaetano Salveti. Partecipa a convegni e organizza eventi culturali “originali” come le serate di reading &nbsp;alla discoteca Rendez-vous di Piazza del Popolo denominate &nbsp;“ Poesia progressive” . Promuove la poesia dialettale italiana e la poesia americana della beat generation si esibisce nei pub di San Lorenzo assieme all’attore guitto calabrese Amedeo Fusco .</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">Appassionato di letteratura erotica in quegli anni comincia a scrivere piccoli monologhi, poesie e raccontini molto apprezzati per la passione &nbsp;erotica che esprimono. Frequenta ambienti culturali milanesi introdotto dall’amico di sempre Silvio Aparo( con il quale dopo un decennio s’imbatte in un’avventura editoriale fondando la casa editrice indipendente più a Sud d’Italia la “Melino Nerella edizioni”. Sempre a Roma entra in contatto con personaggi del cinema e partecipa a delle trasmissioni in tv locali romane come esperto di letteratura erotica. Fa conoscere al pubblico romano le poesie del poeta catanese Domenico Tempio. Dopo un anno da bersagliere nel 99 si laurea in Psicologia clinica e di comunità.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)">Scopri di più di Giuseppe LISSANDRELLO</a></span></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 May 2020 09:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA STORIA DA RESPIRARE di Duccio DI STEFANO]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Diari_di_viaggio_nel_Golfo_di_Noto"><![CDATA[Diari di viaggio nel Golfo di Noto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div class="imTALeft"><div><span class="fs11lh1-5">Chi vi scrive, si occupa anche di collaborare con la testata La Civetta di Minerva, ed in questo caso ho voluto attingere da uno dei miei articoli, dove partendo da una settimana di escursioni nell'amichevole ruolo di "guida personalizzata" per una coppia di amici che mettevano piede sulla nostra isola bella per la prima volta, voglio cogliere l'occasione per invitarvi a fare con noi un viaggio nell'emozione. Attraverso appunto le emozioni di chi scopre questa nostra terra per la prima volta. Andiamo quindi a intingere a piene mani con il pennello nella sicula tavolozza e vediamo che tipo di ritratto finale ne viene fuori.</span><br></div></div><div class="imTALeft"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/IMG_20180529_133922.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Lei è sarda, di Sassari per la precisione, si chiama Angela Cherchi, ha 51 anni e lavora come impiegata in un supermercato bresciano. Lui invece è un bresciano purosangue, si chiama Luciano Piovani, ha 52 anni portati splendidamente per via della sua passione per la bici, ed è impiegato pure lui in una ditta di ricambi automobilistici di Brescia. Andiamo ad accoglierli in aeroporto a Catania, e si imbattono subito nelle prime lunghe code per prendere un’auto a noleggio. La prima impressione che mi dicono di avere all’uscita dall’aeroporto, è quella di essere quasi accecati dalla nostra luce abbagliante, tipica della nostra felice posizione geografica. Non toglieranno mai, infatti, gli occhiali da sole per l’intera settimana.</span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><b>La base di appoggio è la nostra città, e per la precisione il B&amp;B l’Infiorescenza di piazza Santa Lucia</b>. Il primo impatto è però ahinoi quello con l’esasperato, caotico e indisciplinato traffico cittadino. Già alla prima rotonda di piazzale Marconi ce li eravamo persi. Del resto, come fa un bresciano doc alla prima esperienza in Sicilia a capire che se non cerca pian pianino di intrufolarsi nei caotici e isterici incroci cittadini non ne verrà mai fuori? Per non parlare dell’inizio del corso Umberto, dalla stazione in poi, una strada di collegamento e di capolinea dei bus ridotta a carrettiera dell’ottocento. Non ci volevano di certo dei <i>forestieri </i>per farci rendere conto che quell’arteria è ridotta davvero in uno stato obbrobrioso. Ma tant’è.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/IMG_20180526_193709.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><b>Per fortuna come prima tappa ci tuffiamo in un noto bar con vista sulla Riviera Dionisio il Grande</b> e affondando i palati nella nostra pasticceria riusciamo così ad addolcirgli il benvenuto. I gusti e gli odori assolutamente esclusivi sono le prime cose che catturano i nostri ospiti, tanto che a partire dalla colazione, consumata nel bar affiliato al B&amp;B, e per finire al dopocena, non lesinano di gradire le nostre granite, le sfoglie alla ricotta, le cassate e i cannoli tipici, non facendo mistero di rendicontare che non hanno nulla a che vedere con gli stessi prodotti che più o meno cercano di imitarci nel nord Italia. Ma anche per ciò che riguarda i primi di pesce (soprattutto quello con le sarde e la mollica, tipico siracusano), la rosticceria varia, gli arancini e i nostri vini siciliani, non smettono mai di tessere i più sperticati elogi per la varietà e la bontà dei nostri prodotti enogastronomici tipici.</span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><b>Tra l’altro, proprio su piazza Santa Lucia, ogni domenica mattina si tiene un mercatino rionale</b> che se doveva inizialmente trattarsi esclusivamente di una fiera dell’antiquariato si è ormai trasformato in una vera e propria casbah dove ci puoi veramente trovare di tutto. E questo fenomeno, nel bene come nel male, li vede piuttosto coinvolti, visto che hanno la camera proprio affacciata sulla piazza e fra chi cominciava molto presto a montare le sue bancarelle e chi svernava nelle adiacenze di un basso fornito di macchinette di caffè e bibite, che gli astanti della zona hanno ormai preso come punto di raccolta e di ritrovo, di certo non favoriva il loro riposo notturno. Per fortuna – ci hanno comunicato dopo – il disagio si è limitato solamente alla notte tra sabato e domenica.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/x-Escursione-20.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Ci preme doverosamente dire che <b>dei due chi si spazientisce più facilmente per le nostre “non curanze”, è l’amico Luciano, detto Lacky</b>, mentre la sua compagna Angelina tanto è minuta fisicamente quanto ci appare simpatica e solare, più attenta alle <i>sfumature dorate </i>della nostra terra e quindi più tollerante verso l’altra faccia della medaglia. In un attimo ci fa notare come sia per lei bello e facile provare ad imitare il nostro slang linguistico, non mancando di allenarsi per centrare l’inflessione giusta. Nel pomeriggio si fa, rigorosamente a piedi tagliando dal porto piccolo, la prima spedizione nell’isola di Ortigia. E qui la meraviglia si taglia con il coltello. <b>Alla vista del mare, del piccolo ponte col marciapiede pedonale, della piazza affacciata sui resti del Tempio di Apollo</b> (munito di palco per i rituali comizi elettorali tipici di questo periodo pre elettorale che gli riportano subito alla mente gli sketch televisivi di <i>Cetto La Qualunque</i> che dicono di amare molto..), delle viuzze adiacenti al Duomo, dei negozietti di artigianato vario (molto apprezzati quelli che realizzano i sandali da donna con la tomaia in legno siti in via Roma), della nostra splendida e luminosa piazza del Duomo, dei ristoranti con un prezzo ancor oggi concorrenziale se raffrontato con quelli della loro zona, <b>dei cortili interni con vestigia barocche, del quartiere ebraico della Giudecca, dei lavatoi situati persino sotto il livello dei ristoranti</b> (scoperta che li ha lasciati visibilmente e positivamente basiti) e della estremità dell’isolotto che si tuffa in mare di testa, dove al posto della testa c’è addirittura un castello federiciano, bè <i>“che te lo dico a fare”</i>(parole fedelmente riportate dalle loro reazioni). Non c’è che dire. Ortigia ha ancora una volta colpito nel segno, visto che non mancheranno, anche senza la nostra guida, di recarvisi a piedi tutte le sere.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/cattadrale-alle-spalle.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Ma uno dei motivi fondamentali che hanno spinto questa coppia di coniugi sardo/bresciani a venire a visitare la nostra terra è… provate a indovinare! Vi aiuto: si tratta di conoscere i luoghi resi famosi in tutto il mondo da una nota serie televisiva… Ma si, esatto! <b>Sono anche loro dei fan impazziti per la fiction televisiva che ha come protagonista il commissario Montalbano</b>. E allora come potevamo non organizzare un bel “Montalbano tour” per saziare la loro bramosìa di tastare con mano quelle magnifiche location che quella fortunata serie televisiva mette voluttuosamente in mostra da parecchi anni, ogni anno, riscuotendo di un plebiscito planetario? E così di giorno in giorno, sempre facendo tappa di ritorno a Siracusa, abbiamo visitato <i>il set</i> della serie televisiva, partendo da Noto (a proposito: grande soddisfazione per noi vecchi narcisi di Sicilia nel vedere letteralmente la pelle del braccio di lui accapponarsi dall’emozione e osservare divertiti <b>le piroette di lei che zompettava impazzita di gioia nella scalinata della cattedrale</b> come farebbe una bambina al cospetto del paese dei balocchi), continuando per Marzamemi, Portopalo, Ispica, Pozzallo, Sampieri, Donnalucata, Marina di Ragusa, Puntasecca, Ragusa Ibla, Chiaramonte Gulfi, Modica e Scicli.</span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><b>Dobbiamo dire che non ci siamo fatti mancare proprio niente, dalle varie granite, ai <i>coppi</i> di paranza</b>, alla visita del ristorante Enzo a mare dove Luca Zingaretti, nella su citata fiction, va sovente a pranzo. Addirittura la nostra simpatica amica non poteva non provare quella da lei stessa definita “<i>acqua benedetta”</i>, e una volta trovatasi davanti alla casa del commissario, si è tolta infatti le scarpe e le calze per bagnarsi nelle stesse acque dove Montalbano nuota ogni mattina. «E quando mi ricapita?» sostiene giustamente, non mancando di filmare il gesto per far «schiattare di invidia le mie amiche». La ragazza ha buon gusto, non c’è che dire.</span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><b>Il nostro viaggio prosegue anche a nord, verso la riviera dei ciclopi di verghiana memoria, e a Caltagirone</b>, dove non manchiamo di visitare le splendide botteghe dei maestri ceramisti e di fare la famosa scala di Santa Maria del Monte, tutta d’un fiato, per apprezzare da vicino i 142 gradini arricchiti dalle maioliche e diversi l’uno dall’altro.</span></div> &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Nel frattempo, fra i ritagli delle varie escursioni fuori porta, <b>non manchiamo di far loro visitare doverosamente il nostro favoloso parco archeologico, il litorale, l’area protetta del Plemmirio, la Pillirina e le latomie dei Cappuccini</b>. La nostra settimana da turisti va a concludersi, e la loro cupidigia va crescendo a dismisura. Intanto scopriamo piacevolmente due ragazzi dalla compagnia molto gradevole, e fra un aperitivo e l’altro non manchiamo di raccogliere i loro pareri e le loro considerazioni.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/x-Escursione.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">C’è da dire che Luciano, di chiara mentalità nordica e di destrorso pensiero, ci fa giustamente notare che lui in mezzo a tutto questo caos, dove tutte le regole – soprattutto quelle della strada – vengono il più delle volte sovvertite e calpestate, farebbe fatica a viverci. <b>Tra le note negative evidenzia l’afa che a suo parere non gli permetterebbe di lavorare</b> (vuoi vedere che così riescono finalmente a giustificare la nostra atavica apatia?) e che i prezzi del carburante sono tra i più alti d’Italia, nonostante il massiccio polo petrolchimico che ingloba gran parte del territorio siracusano. Giusta considerazione che dovrebbe farci riflettere. Tra le note positive che invece riesce a cogliere vi è anche il fatto che secondo lui <b>ci sono meno extracomunitari che vanno bighellonando</b> in giro, come invece nota dalle sue parti. Ed è assolutamente colpito dal fatto che qui le autostrade non si pagano (almeno quella che collega Siracusa e Rosolini… dobbiamo dirglielo che è da più di 40 anni che dovrebbe invece arrivare a Gela? Forse è meglio di no…) e che non vi siano gli autovelox fissi che sono montati in quelle della sua zona.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-5" src="https://www.golfodinoto.it/images/IMG_20180601_105408.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ci viene un dubbio. Considerato che la felice scoperta lo ha fatto rilassare così tanto che si è messo a spingere di più sull’acceleratore, non è che i settentrionali avrebbero di meno il famoso senso civico di base così raro da noi se fossero meno controllati e tartassati dai controlli? Dubbio amletico che tale rimane. Però è altrettanto spontaneo <b>nel riconoscerci che di meraviglie come queste non ne ha mai vedute da nessuna parte </b>e dal modo come ci abbraccia nel salutarci e come ci tiene a offrirci da bere ( e da mangiare) possiamo appurare che pur coi tanti nostri difetti, dobbiamo essergli risultati una piacevole sorpresa.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Lei invece, più accomodante e di chiara sinistrorsa mentalità, <b>non manca di farci notare che i siciliani sono gente fantastica, colta, bella e ricca di storia</b>. È meravigliosa quando si commuove sedendosi su quelle caratteristiche sedie azzurre nella piazza del borgo di Marzamemi, ed è ancora più meravigliosa quando si commuove ascoltando tutte le storie che gli anziani, che lei “intervista” man mano che incontra nelle piazze, gli riservano, considerandoli i veri <i>teatranti naturali</i> di questa terra. È una persona spontanea, solare, divertente e macchiettistica, nei suoi tentativi di imparare il nostro dialetto. Abbiamo conosciuto una persona veramente adorabile. Del resto è sarda trapiantata al nord, e quindi da isolana ha molti più punti in comune con noi rispetto al suo compagno, e da buona sarda se si affeziona a qualcuno è per la vita. Riteniamo dunque, con la presunzione di non sbagliare, di aver davvero trovato due amici autentici.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">E vogliamo qui a tal proposito riportare per intero le sue considerazioni finali di questo viaggio che ha voluto dedicarci: «<b>Quando arrivai in Sicilia, la prima cosa che mi colpì fu la luce che tutto abbaglia. Una luce che ho trovato solo qua</b>. Il calore della gente, la loro eleganza nel vestire, nei modi, nella camminata delle donne. Le piazze, le chiese barocche, in tutta la loro esplosione di bellezza. Ovunque si respira la storia, le influenze esterne dei secoli e dei millenni passati. La cucina è stata una meravigliosa scoperta, i suoi vini, così profumati ed ammaliatori. I mercati, luoghi di aggregazione. Non posso che parlarne bene. L’unica pecca è il traffico, disordinato e caotico, e le poche segnaletiche. Ho trovato splendide la piazza di Marzamemi, la cattedrale di Noto, Modica, Ibla e Scicli. Ma trovo insuperabile <b>piazza Duomo di Siracusa, forse per la sua luce, forse per la sua forma. Vi si respira un’aria di eterna immensità</b>. Siracusa è una bellissima città, ma la sua bellezza andrebbe riconsiderata e le bellissime palazzine rivalorizzate. Comunque è stato tutto un magnifico sogno, ringrazio la Sicilia, il Popolo Siciliano. Non mi sono mai sentita una turista, ma un’ospite in questa meravigliosa terra ».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-7" src="https://www.golfodinoto.it/images/IMG_20180531_122825.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Non poteva lasciarci un giudizio più bello e più veritiero di questo. E un po’ di merito ce lo prendiamo anche noi che probabilmente siamo stati dei bravi padroni di casa. Ed è pur vero che chiunque si reca in Sicilia per la prima volta, a partire dai grandi scrittori e poeti come Johann Wolfgang Goethe, non può rimanere insensibile ai tesori e alle meraviglie che questa terra speciale custodisce. Dovrà essere nostra cura migliorarne le anomalie etiche e sociali affinché queste non finiscano coll’offuscare cotanta bellezza. Ma questa è tutta un’altra storia…</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><hr><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><img class="image-6" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_drtcjg9g.jpg"  title="" alt=""/></span><b><br></b></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 May 2020 12:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["L'ISOLA NELL'ISOLA" DI SICILIA di Giuseppe CUGNO]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe CUGNO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Territorio_e_ambiente"><![CDATA[Territorio e ambiente]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div><span class="fs11lh1-5">C’è un luogo del sud della Sicilia dove a breve distanza dai suoi dintorni si registra una differenziazione microclimatica. Un piccolo stacco di luminosità. Vi intervengono favorevoli condizioni meteomarine, morfologiche ed espositive. E’ l’estrema punta meridionale della Sicilia sud-orientale, piccolo triangolino insulare del più grande triangolo disegnato dall’intero territorio della Sicilia. Questo spigolo è da considerarsi un isola a sé stante, denominata appunto “l’isola nell’Isola” aperta all’interazione dei due mari che la cinturano, lo Ionio ed il Mediterraneo, pertanto più ventilata. L’isola nell’Isola è la naturale propaggine meteorologia “subtropicale d’Italia”, è il luogo più africano d’Italia, &nbsp;il più a sud (piccole isole Pelagie escluse), il più soleggiato, il più secco.</span><br></div><div><br></div> &nbsp;<div> </div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/EOS-5D-Mark-III_MG_022030-1.jpg"  title="" alt=""/> <div></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1">I pantani della Riserva Naturale di Vendicari </span></div> &nbsp;<div> </div><div><span class="fs11lh1-5">È la patria del ciliegino di Pachino, del pesce e di molti frutti della terra (Portopalo, Marzamemi, Avola, Cassibile - Siracusa), del giardino di pietra di Noto, del vino e delle mandorle di Avola, dei dolci e di tanti altri prodotti ortofrutticoli in anticipo stagionale e carichi di zucchero naturale di una terra arsa dal sole, ma con l’acqua nel sottosuolo. Non è bagnata da piogge per mesi e mesi, talvolta per intere stagioni, ma di tanto in tanto ne è ricompensata in un sol colpo. E’ una serra naturale. È una delle “isole” dell’arcipelago ambientale, territoriale e sociale siciliano. &nbsp;</span><br></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/EOS-5D-Mark-III_MG_017738-1-8bit-sRGB.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1">Marzamemi</span></div><div> </div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Possiede due piccole perle della natura fra le più vergini d’Italia: le Riserve Naturali di Vendicari e il Canyon della Cava Grande del Cassibile. <a href="https://www.siciliafan.it/il-canyon-di-cava-grande-di-giuseppe-cugno/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.siciliafan.it/il-canyon-di-cava-grande-di-giuseppe-cugno/</a> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">I colori scenografici che si sprigionano in queste due perle ambientali esaltano la magnificenza degli Scenari Meteorologici luminosi tropicaleggianti, quando esibiti nella veste più trasparente. Vendicari sprigiona la gamma colorata dell’azzurro gradato delle lagune coralline, e Cava Grande del Cassibile la gamma del verde gradato delle oasi del deserto. <a href="https://www.lavocedinewyork.com/mediterraneo/sicilia/2017/09/26/cavagrande-la-sicilia-bella-e-selvaggia-che-va-difesa-dal-suo-nemico-luomo/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.lavocedinewyork.com/mediterraneo/sicilia/2017/09/26/cavagrande-la-sicilia-bella-e-selvaggia-che-va-difesa-dal-suo-nemico-luomo/</a></span></div> &nbsp;<div> </div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/EOS-5D-Mark-III_MG_024941-1.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1">Laghetti di Cavagrande del Cassibile</span><b></b></div> &nbsp;<div><b> </b></div><div> </div><div><span class="fs11lh1-5">“L’isola nell’isola” è il luogo d’Italia a più alta probabilità di non perdere il bagno estivo, pressoché certo, ed il “pressoché” è solo scrupolo cautelativo, tanto per essere precisi. È il luogo che ha la più alta temperatura media d’Italia ed il mare, di fronte, più profondo del Mediterraneo. Questi i “più”. Ma non ha la montagna, non ha rilievi imponenti che impediscano il flusso di collegamento, di scambio atmosferico d’orlo allo spigolo ondulato fra i due orizzonti marini di Ionio e Mediterraneo. Altrimenti non l’avremmo denominato “l’isola nell’Isola”. Perché nel vertice tagliato dalla direttrice Cassibile (Siracusa), Avola, Noto, Rosolini, Ispica, Pozzallo, Marina di Modica, è come vivere in un’altra piccola Isola nell’Isola più grande. E’ il luogo in cui capita tante volte all’anno che nelle sue colline interne piova, per temporali veloci, e lungo la costa splenda il sole. Ma quando piove? Mai? Quando vi si stabilisce lo Scenario di Bassa Pressione a componente di spinta di Grecale, Levante, Scirocco - Libeccio ciclonico, &nbsp;piove, tanto e per tanto tempo (vedi Scenario di Bassa Pressione ciclonica). <a href="https://www.siciliafan.it/scenario-di-brutto-tempo-di-bassa-pressione-di-giuseppe-cugno/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.siciliafan.it/scenario-di-brutto-tempo-di-bassa-pressione-di-giuseppe-cugno/</a><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">È uno scenario condiviso con il basso Ionio, il Mediterraneo meridionale, il Golfo della Sirte, canale di Sicilia, Tunisia. <a href="https://www.siciliafan.it/cava-grande-del-cassibile-e-gli-scenari-meteorologici-di-giuseppe-cugno/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.siciliafan.it/cava-grande-del-cassibile-e-gli-scenari-meteorologici-di-giuseppe-cugno/</a></span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/_MG_1075-1-8bit-sRGB.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1">Litorale di Cavagrande del Cassibile</span></div><div> </div><div> </div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">A sud di Siracusa andando incontro a “l’isola nell’Isola” scendendo dalle terminazioni sud-orientali dell’altipiano ibleo, oltre la linea fra Avola e la città barocca di Noto, appare a mezzogiorno un bagliore africano, un ulteriore stacco della già intensa luminosità siculo-mediterranea: cambia lo splendore, la trasparenza, la ventilazione, l’umidità, la temperatura, la morfologia, la geologia, il colore dei terreni, il paesaggio complessivo, l’attività agricola. Questi luoghi del Sud Est con le Alte Pressioni predisponenti sono beneficiati più marcatamente dalle propaggini dei “soffioni” caldo secchi del deserto, dai cieli così azzurri, trasparenti, abbaglianti, da entusiasmare i sensi e le attività all’aperto. Trattasi di scenario frequente in tutta la costa meridionale siciliana e delle isole minori meridionali.</span></div><div><br></div> &nbsp;<div> </div><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/EOS-5D-Mark-III_MG_011972-1.jpg"  title="" alt=""/><br><div><span class="fs10lh1-5 cf1">Da Vendicari in fondo da sinistra Noto, la dorsale della Montagna D’Avola-Cavagrande, &nbsp;porta “dell’Isola nell’isola</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Una pillola di Sicilia dal libro Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei di Giuseppe Cugno <a href="http://www.meteoweb.eu/2014/11/scenari-meteorologici-mediterranei-lopera-siciliano-cugno-vincitrice-premio-speciale-carver-2014/348854/" target="_blank" class="imCssLink">http://www.meteoweb.eu/2014/11/scenari-meteorologici-mediterranei-lopera-siciliano-cugno-vincitrice-premio-speciale-carver-2014/348854/</a> Estratto dallo Scenario di bel tempo di alta pressione anticiclonica. Articolo pubblicato su Sicilia Fan - Conoscere la Sicilia &nbsp;<a href="https://www.siciliafan.it/lisola-nellisola/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.siciliafan.it/lisola-nellisola/</a> qui modificato in aggiornamento e corredato da immagini extra. Foto di Maurizio Cugno.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5">Giuseppe CUGNO</span></b></div><div><img class="image-5" src="https://www.golfodinoto.it/images/_MG_1385_1_1-1X1_lxiq7zgg.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">SPECCHIO SINTETICO</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dalla Geologia, specialista di Ambiente, Territorio, Clima e Meteorologia del Mediterraneo, docente universitario a contratto. &nbsp;Dal rilevamento geologico di base ha proseguito il naturale sviluppo della ricerca all’ambiente terrestre, atmosferico, marino, a cominciare dalla Sicilia sud orientale. Questi alcuni dei risultati più significativi: la ricerca sugli “</span><b><span class="fs12lh1-5">Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei”</span><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">con gli effetti sull’inquinamento atmosferico “quando, dove, perché”;</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">la dedizione totale (una</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">storia</span></b><span class="fs12lh1-5">) per studi conoscitivi, pubblicazione, divulgazione e difesa della Riserva Naturale di</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Cava Grande del Fiume Cassibile</span></b><span class="fs12lh1-5">; l’applicazione delle ricerche geologiche per la determinante salvaguardia di sorgenti d’acqua pura ad uso idropotabile nei Monti Iblei.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutto inizia dalla palestra di ricerca della Sicilia sud orientale. L’esperienza è maturata, prima,</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">nella conoscenza diretta a macchia d’olio</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">del territorio così com’è (per programma cartografia geologica, e sedimentologia, con Università di Catania), dopo, nell’uso professionale d’indirizzo per le Amministrazioni pubbliche, a concentrare gli obiettivi sulle vocazioni d’uso del territorio e dell’ambiente in tutte le sue espressioni. Gli obiettivi conoscitivi d’insieme ambientale, terrestre, costiero, marino, atmosferico, mirati sin dai semi delle tesi di laurea, sono stati perseguiti uno per uno coltivando il naturale sviluppo della ricerca nel sud est dei Monti Iblei, dall’altipiano</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">→</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">terrazzi marini della pianura costiera → litorale emerso-sommerso → mare e sorgenti subacquee → al clima della Sicilia sud orientale, da questo seme è partito l’altro trentennale filone di ricerca Geo-Meteorologico-Ambientale del Mediterraneo. Via via propagato dal nucleo centrale di Sicilia al quadro di svolgimento Atlantico-Afro-Euro-Mediterraneo sino alla ideazione di sana pianta del modello a “scenari meteorologici” raccolti nel libro</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei –</span><span class="fs12lh1-5"> </span></b><b><span class="fs11lh1-5">L’unicità del Clima Mediterraneo</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">che gli è valso in Italia il</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Premio speciale</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">Carver 2014</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">per la saggistica.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><b><span class="fs12lh1-5">A supporto</span><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">di quanto</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">sintetizzato si illustra in dettaglio il bagaglio scientifico interdisciplinare delle scienze ambientali costruito gradualmente secondo il seguente</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">percorso personale</span></b><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">in tre filoni concatenati</span><span class="fs9lh1-5">:</span><span class="fs9lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">1</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">Ricerca e</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">formazione; 2</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Esperienza professionale;</span><span class="fs10lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">3 Docenza universitaria a contratto di insegnamenti ambientali in corsi di laurea e master di 1° e 2° livello per le Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Catania ed Enna, e per la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppecugno.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppecugno.html', null, false)">Scopri di più su Giuseppe CUGNO</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 May 2020 07:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perché il siciliano doc sorride sempre al turista?]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe LISSANDRELLO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Suggestioni_e_riflessioni"><![CDATA[Suggestioni e riflessioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Perché il siciliano doc sorride sempre al turista?</b></span></div></div><div><div>Il siciliano appartiene come figlio legittimo e prediletto alla cultura del mediterraneo.</div></div><div><b class="fs12lh1-5">di <a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)">Giuseppe LISSANDRELLO</a></b><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Chi vive esposto alla salsedine sa che il mare è portatore in primo luogo di nutrimento e anche se dal mare, non potrebbe essere altrimenti essendo un’isola, arrivano tutti i conquistatori, l’indigeno sa che porta progresso e cultura. Nel dna del siciliano è racchiuso il mondo. Se ci facessimo, come va oggi di moda, sapere in quante parti è diviso il dna quello di un siciliano è sicuramente un puzzle di etnie o volendo citare Archimede, il figlio più illustre delle nostre sponde, uno Stomachion. Quindi se volessimo subito buttarla in battuta il siciliano sorride sempre al turista perché potrebbe essere in realtà un lontano parente se non un prossimo cugino. Essere siciliano è una grande responsabilità. In realtà il siciliano dovrebbe essere considerato il custode della civiltà sempiterna del mediterraneo soprattutto dai fratelli italiani ed europei.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/55931042_10214235474021798_2277433432638226432_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="fs11lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Il guaio è che questa grande consapevolezza il siciliano la sta, finalmente, acquisendo solo in questo XXI secolo dopo Cristo ma considerate che il siciliano era già presente nel terzo millennio avanti Cristo. </span></div><div class="fs11lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> Siculi e Sicani, godevano delle primizie della natura sicula e partecipavano spettatori alle storie d’amore degli dei che in Sicilia venivano in vacanza. </span></div><div class="fs11lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">A nostro avviso fin d’ora abbiamo sempre parlato della Sicilia come un’isola che è stata conquistata &nbsp;da molte popolazioni ma forse mai posseduta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Chi è arrivato in Sicilia fin dalle notti dei tempi ha perso la sua origine ed è diventato siciliano. Siamo tutti siciliani &nbsp;poi per convenzione facciamo delle divisioni fra i popoli: arabi e normanni, greci e fenici, romani e cartaginesi, bizantini ed ebrei, poi francesi, spagnoli, inglesi, ma chi ha pensato di conquistare questa isola è stato conquistato. Quindi il mondo è pieno di siciliani. Personaggi illustri come Orazio Nelson tesoriere della regina Vittoria vi rimase a viverci. La storia la fanno i vincitori e quindi per secoli abbiamo studiato le conquiste fatte dai romani e non quelle dei siracusani. Abbiamo studiato la nascita dei comuni del nord Italia, la lingua fiorentina anche se tutti sanno che la lingua italiana nacque a Palermo. Qualcuno potrebbe domandarsi il perché la Sicilia è stata terra di conquista e non di conquistatori? La risposta è semplice perché quando stai bene in un posto e non ti manca nulla che motivo hai di andare alla conquista di altri luoghi. Per avere il dono della centralità nel mediterraneo gli dei non gli diedero un’appartenenza ma doveva essere luogo di conforto per tutti. Purtroppo negli ultimi secoli la Sicilia è la cenerentola dell’ Europa. Per una intriseca gelosia di una bellezza mitica e senza tempo tutti i popoli conquistatori &nbsp;l’hanno abbruttita. Compreso lo Stato italiano. Tenuta sporca e povera con pochi mezzi e pochi investimenti. Abbandonata. Per non renderla appetibile più a nessuno. Così chi ha interessi se li tiene per se le bellezze che comunque la Sicilia continua a produrre seppur nelle ristrettezze. Campagne denigratorie e diffamatorie. “Non andate in Sicilia! Sono mafiosi. Vi sparano! Vi derubano! Vi accoltellano!” Poi chi arriva timoroso se ne parte lasciando dei fratelli non certo dei nemici.</span><br></div><div class="fs11lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"> </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/55529846_10214235476821868_461128553849683968_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Nel XIX secolo meta agognata dagli studenti parigini era Siracusa. De Maupassant fece un viaggio lunghissimo solo per ammirare la statua (oggi al museo Paolo Orsi) della Venere di Siracusa dalle forme callipigie considerata dallo scrittore l’archetipo della donna perfetta (qualche buontempone sottolineò questa affermazione facendo notare che la statua era senza testa!!!). Ma un proverbio siciliano dice: “biddizzi e soddi nun si ponu ammucciari”. Bellezze e soldi non si possono nascondere così anche vestita di stracci la Sicilia splende di luce che acceca. In Sicilia la natura mostra il vero significato del concetto di armonia. E così il Siciliano dal sangue misto che ribolle come un arabo ma che pietrifica con lo sguardo Svevo alla fine si arrende alla bellezza che lo circonda fatta di luce, profumo, calore, passione &nbsp;e sorride. In realtà i Siciliani sorridono ma non ridono, per una questione di ”intimo pudore”, come scriveva Vitaliano Brancati uno dei suoi migliori figli letterati. Sorridono alla vita che sa di morte e sorridono alla morte che da queste parti non riesce mai del tutto a togliere vitalità. Perché da noi si mangia bene anche con il morto in casa. Il siciliano sorride al turista perché con quel sorriso è come se lo tenesse per mano, perché la sindrome di Stendhal dopo aver visto il barocco ibleo è sempre in agguato. Perché quel sorriso fa aprire l’orizzonte dove cielo e mare si fondono. Il siciliano sorride al turista per non farlo smarrire. Il siciliano sa come resistere alla grande bellezza perché ci è nato e ne fa parte e dopo anche il turista divenuto ospite sacro saprà.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs10lh1-5">Le foto di </span><span class="fs10lh1-5"><i>Ettore SPICUGLIA</i></span><span class="fs10lh1-5"> ritraggono il </span><span class="imTALeft fs10lh1-5">gruppo folkloristico siracusano "Aureduci"</span></b></div><div class="imTAJustify"><hr><span class="fs12lh1-5"><b>Giuseppe LISSANDRELLO</b></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/12512767_10207836319337923_3308433316112168379_n_ks9nx0yj.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5">Giuseppe Lissandrello siciliano classe 72 dopo la maturità classica conseguita al liceo classico T. Gargallo di Siracusa si trasferisce a Roma per intraprendere gli studi in psicologia clinica e di comunità all’università “La Sapienza”in quegli anni universitari Lissandrello continua la sua passione per il teatro e per la letteratura, iniziata al liceo, frequentando salotti poetici , teatri off come la sala teatro della casa dello studente di via De Lollis.,centri sociali , circoli universitari,collettivi studenteschi. Nel1996 viene eletto presidente nazionale dei giovani poeti in seno al “Centro ricerche di poesia e storia delle poetiche” dell’illustre e controverso letterato Gaetano Salveti. Partecipa a convegni e organizza eventi culturali “originali” come le serate di reading &nbsp;alla discoteca Rendez-vous di Piazza del Popolo denominate &nbsp;“ Poesia progressive” . Promuove la poesia dialettale italiana e la poesia americana della beat generation si esibisce nei pub di San Lorenzo assieme all’attore guitto calabrese Amedeo Fusco .</span></div> &nbsp;<span class="fs11lh1-5">Appassionato di letteratura erotica in quegli anni comincia a scrivere piccoli monologhi, poesie e raccontini molto apprezzati per la passione &nbsp;erotica che esprimono. Frequenta ambienti culturali milanesi introdotto dall’amico di sempre Silvio Aparo( con il quale dopo un decennio s’imbatte in un’avventura editoriale fondando la casa editrice indipendente più a Sud d’Italia la “Melino Nerella edizioni”. Sempre a Roma entra in contatto con personaggi del cinema e partecipa a delle trasmissioni in tv locali romane come esperto di letteratura erotica. Fa conoscere al pubblico romano le poesie del poeta catanese Domenico Tempio. Dopo un anno da bersagliere nel 99 si laurea in Psicologia clinica e di comunità.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppelissandrello.html', null, false)">Scopri di più di Giuseppe LISSANDRELLO</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 May 2020 10:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'orecchio di Dionisio]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">L'Orecchio di Dionisio</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">di</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Duccio DI STEFANO</a></span></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Come nelle scatole cinesi, man mano che ci si addentra tra le numerose e variegate meraviglie storiche, artistiche e architettoniche di questa magica terra che è la Sicilia<b>, </b>si scoprono infiniti luoghi che, a dire di studiosi, poeti, scrittori e viaggiatori che vi hanno soggiornato, vale la pena di visitare almeno una volta nella vita. Tra le città più belle dell’isola c’è senza alcun dubbio Siracusa, che a sua volta offre tra le altre chicche un parco archeologico tra i più importanti del Mediterraneo e che tutti ci invidiano, quello cioè della Neapolis,<b> </b>che include fra i tanti tesori il celebre Teatro Greco, ma non solo. Scendendo ad un livello più profondo infatti, il perimetro del parco ingloba letteralmente delle cave<b> </b>eccezionalmente scenografiche, le latomie, e in una di queste cave c’è una grotta la cui storia incrocia il Mito e affonda le radici nella Leggenda: l’Orecchio di<b> </b>Dionisio.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">L’orecchio di Dionisio è una grotta scavata artificialmente nella roccia, si trova sotto il teatro greco e con la sua altezza di circa 23 metri, con la sua larghezza di oltre 10 metri e con la sua profondità di oltre 60 metri, trasforma la maestosità della natura in &nbsp;leggenda. Reali o meno, le storie che ruotano attorno a questa bellissima grotta, battezzata così nel 1600 niente di meno che dal Caravaggio per la somiglianza ad un orecchio umano, alimentano lo splendore di un luogo che saprebbe anche raccontarsi da solo grazie alla maestosità dei suoi spazi e a quella coda mistica di suggestioni che si trascina lungo tutto il suo percorso attraverso i secoli.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/96266490_230976348206801_4854227206794117120_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Luogo ricco di suggestione e di fascino, è stato da sempre meta di scienziati e pensatori che diedero addirittura l’incarico ad uno degli artisti più celebri del diciottesimo secolo, e cioè il pittore francese Jean Houel, di documentare questa leggenda corredandola dai suoi dipinti. &nbsp;L’artista &nbsp;giunse a Palermo il 15 maggio 1776 su di un battello, e girò l'intera isola per ben tre anni. Nel corso del suo viaggio realizzerà oltre 200 tavole, che verranno raccolte nei quattro volumi del <i>Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malta et de Lipari</i> tra il 1782 e il 1787. La raccolta sarà una delle più importanti opere del XVIII secolo durante il Grand Tour, e tra le tante e importanti vestigia che ispirarono il suo pennello, l’Orecchio di Dionisio fu proprio uno di quelli che lo colpirono maggiormente, tanto da ritrarlo in numerose tavole (tra cui alcune di quelle che abbiamo qui pubblicato) e di documentarsi alla ricerca della vera storia di quella fantastica e misteriosa grotta. &nbsp;Nei suoi appunti di viaggio infatti, raccolti su dei quaderni, Houel descrive così quel sito maestoso:<i> « In un angolo della Latomia del Paradiso si apre una grotta artificiale imbutiforme, l'Orecchio di Dionisio, scavata nel calcare con una singolare forma, vagamente simile ad un padiglione auricolare, che si sviluppa in profondità per 65 metri con un’insolita a pianta a forma di una S. Questa particolare forma produce all’interno un’eco straordinaria la cui fama è tanto vasta che nessuno può soggiornare a Siracusa senza soddisfare tale curiosità. Alcuni vi si recano con degli strumenti musicali, altri portano pistole o fucili. L’eco derivante dai suoni che si producevano era veramente infernale e a stento sopportabile. In particolare questo accadeva in occasione della festa di San Nicolò perché era uso festeggiare il Santo presso le latomie data la vicinanza di queste con l’omonima chiesa</i>». L’artista non manca poi di segnalare la presenza di fori quadrati di «circa due pollici» nei quali avrebbero potuto trovare posto anche delle sbarre di ferro. L’aggiunta poi di tavole avrebbe consentito – continua Houel - la realizzazione di una scala atta a raggiungere in alto un’apertura che immetteva in un cunicolo. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/96557808_2872606466198072_3649878197576663040_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">E sono queste caratteristiche forse che hanno dato forza alla leggenda che a partire dal Caravaggio appunto si è dipanata nei secoli, a partire dal suo strano nome. Il Mirabella infatti precisa che prima si chiamava Grotta della Favella. Il pittore quindi, notando la strana forma della grotta, diede forza alla leggenda secondo la quale il famoso tiranno Dionisio avesse fatto costruire questa grotta come prigione e vi rinchiudesse i suoi prigionieri per as</span><span class="fs11lh1-5">coltare senza essere visto, da un'apertura dall'alto, le parole ingigantite dall'eco, anticipando così le mosse di eventuali cospiratori e condannando quegli sventurati ad un'atroce fine, e cioè di stenti. Li lasciava morire di fame e di sete. Da qui la fama di Dionisio come di uno dei tiranni più crudeli.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Ma a cosa è dovuto il suo accostamento al feroce tiranno?</span></div><div> <span class="fs11lh1-5">Dioniosio I, o Dionigi fu un despota che salì al potere abbattendo la democrazia siracusana nel 465 a.C. Tragediografo e attivissimo mecenate, portò a Siracusa il fior fiore della cultura dell’epoca, ospitando alla sua corte filosofi, artisti, studiosi e artigiani. A tanta apertura culturale affiancò un forte carattere militare, e una leggendaria crudeltà nel governare, tanto che la sua tirannia è raccontata ampiamente in diverse opere letterarie del mondo antico. Tra gli espedienti utilizzati per punire e controllare nemici e dissidenti, narra la leggenda che ci fosse appunto l'utilizzo di alcune grotte, appositamente costruite con una forma particolare, che gli avrebbe permesso di spiare così i discorsi dei suoi prigionieri. Tesi suffragata persino dal grande filosofo Platone che in alcuni suoi scritti ci conferma esattamente questo tipo di tortura alla quale egli stesso fu sottoposto per volere di Dionisio, invidioso del suo grande sapere. E non appena visitata la grotta, Caravaggio fu sicuro che quella doveva proprio essere &nbsp;una di quelle in cui il tiranno poteva attuare il suo scopo, anche per via della sua forma singolare.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Ma al di là della suggestione che una simile leggenda possa esercitare, è opportuno sapere che la forma della grotta è semplicemente dovuta al fatto che lo scavo iniziò dall'alto, seguendo il piano di fondo di un acquedotto serpeggiante, e andò sempre più allargandosi in profondità, essendosi rinvenuta un'ottima qualità di roccia. </span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">Ed è proprio la presenza di questo acquedotto che ci lascia il dubbio sul fatto che la grotta fosse veramente il risultato di menti brillanti che la scavarono per potenziare i suoni, rendendola famosa in tutto il mondo per l’incredibile acustica udibile al suo interno (Un’acustica che – per millenni – è servita infatti come cassa di risonanza per produrre effetti sonori utili a spettacolarizzare le rappresentazioni del teatro adiacente e per comporre opere musicali). O che invece la sua forma altro non è che il risultato di un fedele percorso da geometra che seguiva pedissequamente l’antico acquedotto soprastante. E a spegnere del tutto l’eco della leggenda, ci pensò poi lo studioso Michelangelo Blanco che asserì che la grotta non è a forma di orecchio ma di utero e che non può essere stata costruita da Dionisio perché è stata scavata qualche millennio prima della nascita del tiranno. A suo dire questa grotta rappresenterebbe la grande Madre ed è legata alla </span><i class="fs12lh1-5">"leggenda dell'Arca</i><span class="fs11lh1-5"> </span><i class="fs12lh1-5">dell'Alleanza”.</i><span class="fs11lh1-5"> Ma questa è un’altra storia ancora.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">E quindi sia che la grotta si chiami così per il riferimento all’orecchio del tiranno, o che questa non sia altro che una burla inventata ad arte dal Caravaggio, che in quanto a stravaganze non era secondo a nessuno, resta il fatto che grazie alla sua forma particolare e alla sua straordinaria acustica, non ha mancato mai - fino ai giorni nostri - di attrarre milioni di turisti affascinati da un luogo mistico che trasuda storia e magia, e che non poteva esimersi quindi dall’alimentare ogni sorta di Mito. Del resto, è facile e tremendamente accattivante lasciarsi trasportare e soggiogare da antiche leggende. Specie se particolarmente truci. Persino grandi pensatori come Seneca sostenevano che « <i>Anche si il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli la speranza! »</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div><div><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/96514078_194050551602229_6806537181402759168_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div><div><br></div><div><hr><br></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)"><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_otxn4bna.jpg"  title="" alt=""/></a><b><br></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 May 2020 07:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL MARE di Giuseppe CUGNO]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe CUGNO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Territorio_e_ambiente"><![CDATA[Territorio e ambiente]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">E’ l'arrivo di tutto. È l'inizio di tutto. È connesso con la terra e il cielo. Respira. Pulsa. Interagisce con l'atmosfera attraverso la sua pelle. La pelle del mare è la sottilissima striscia superficiale di scambio con l'atmosfera. Origina nuvole→ piogge→ acqua→ neve→ ghiacciai→ laghi→ acquiferi→ fiumi e di nuovo→ Mare→...<br></span></li></ul><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/95582008_681773105988255_3766548913998266368_o.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Il mare è vita. Morto il mare, morto l'uomo. Crea persino le rocce che poi si fanno montagne. E’ libero. Si muove sempre, non si ferma mai. Si muove anche quando sembra fermo. Sembra conosciuto, ma non lo è. E’ una risorsa immensa. È un serbatoio di energia enorme, la accumula e la restituisce. Accumula calore nel caldo e lo porta nel freddo coi “fiumi” delle correnti marine, e viceversa. Rinfresca il caldo e riscalda il freddo. Agisce dove serve e quando serve. Si muove quando il vento lo spinge, ma un po' in ritardo. Quando il vento non lo spinge più, si muove ancora come un volano. Se il vento di colpo lo spinge all'incontrario, l'onda va ancora da un lato e gli spruzzi nebulizzati dall’altro. E’ tutta salute (immagini dal mare di Sicilia del Golfo di Noto, Avola-Gallina, Vendicari; foto di Maurizio Cugno). Ti svela tante notizie, scritte nelle sue onde: basse, alte, altissime, lunghe, lisce, spigolose, corte, fitte, incrociate, trasversali. Come è stata l’onda più alta di sempre del pianeta?</span></li></ul><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><ul><li><span class="fs11lh1-5">️Ossigena la terra, purifica l’ambiente. Inghiotte impurità, polveri sottili, abbatte gli allergeni. E’ terapeutico, non con tutti allo stesso modo. C'è chi lo cerca, c'è chi lo respinge. Gira in tutte le direzioni, ma predilige quelle di scenari meteorologici d’abitudine. Intercetta e incamera tonnellate di fine sabbia fertilizzante dalle immense fornaci desertiche. È buono quando il tempo è buono. È cattivo quando il tempo è cattivo. E’ fatto così, un po’.. suscettibile. È più azzurro quando il cielo è più azzurro. E’ luminoso quando il cielo è luminoso. È torbido quando il cielo è torbido. Grigio il cielo, grigio il mare, e.. scompare l’orizzonte. E’ liscio come l’olio, increspato, spumeggiante, vitreo, trasparente, cristallino, tumultuoso, plumbeo, scuro, aggressivo, tempestoso, cattivo irriconoscibile. Se pensi d'averlo visto al massimo dell'arrabbiatura, un giorno si mostrerà ancora più arrabbiato. Se pensi d'averlo visto al massimo d'azzurro turchese, un giorno si mostrerà ancora più azzurro turchese. </span></li></ul><div class="fs11lh1-5"><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div>Grazie, Pippo Cugno</div><br><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/95648517_681774852654747_6881911589704826880_o.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Giuseppe CUGNO</b></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/_MG_1385_1_1-1X1_ptnr500s.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><div>SPECCHIO SINTETICO<span class="fs10lh1-5"> </span></div><div>Dalla Geologia, specialista di Ambiente, Territorio, Clima e Meteorologia del Mediterraneo, docente universitario a contratto. &nbsp;Dal rilevamento geologico di base ha proseguito il naturale sviluppo della ricerca all’ambiente terrestre, atmosferico, marino, a cominciare dalla Sicilia sud orientale. Questi alcuni dei risultati più significativi: la ricerca sugli “<b>Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei” </b>con gli effetti sull’inquinamento atmosferico “quando, dove, perché”;<b> </b>la dedizione totale (una <b>storia</b>) per studi conoscitivi, pubblicazione, divulgazione e difesa della Riserva Naturale di<b> Cava Grande del Fiume Cassibile</b>; l’applicazione delle ricerche geologiche per la determinante salvaguardia di sorgenti d’acqua pura ad uso idropotabile nei Monti Iblei.</div> &nbsp;<div>Tutto inizia dalla palestra di ricerca della Sicilia sud orientale. L’esperienza è maturata, prima,<i> </i>nella conoscenza diretta a macchia d’olio<b> </b>del territorio così com’è (per programma cartografia geologica, e sedimentologia, con Università di Catania), dopo, nell’uso professionale d’indirizzo per le Amministrazioni pubbliche, a concentrare gli obiettivi sulle vocazioni d’uso del territorio e dell’ambiente in tutte le sue espressioni. Gli obiettivi conoscitivi d’insieme ambientale, terrestre, costiero, marino, atmosferico, mirati sin dai semi delle tesi di laurea, sono stati perseguiti uno per uno coltivando il naturale sviluppo della ricerca nel sud est dei Monti Iblei, dall’altipiano <b>→</b> terrazzi marini della pianura costiera → litorale emerso-sommerso → mare e sorgenti subacquee → al clima della Sicilia sud orientale, da questo seme è partito l’altro trentennale filone di ricerca Geo-Meteorologico-Ambientale del Mediterraneo. Via via propagato dal nucleo centrale di Sicilia al quadro di svolgimento Atlantico-Afro-Euro-Mediterraneo sino alla ideazione di sana pianta del modello a “scenari meteorologici” raccolti nel libro <b>Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei – </b><b><span class="fs11lh1-5">L’unicità del Clima Mediterraneo</span></b> che gli è valso in Italia il <b>Premio speciale</b> <b>Carver 2014</b> per la saggistica. <b>A supporto </b>di quanto<b> </b>sintetizzato si illustra in dettaglio il bagaglio scientifico interdisciplinare delle scienze ambientali costruito gradualmente secondo il seguente<b> percorso personale</b> in tre filoni concatenati<span class="fs9lh1-5">: </span>1<span class="fs11lh1-5"> Ricerca e </span>formazione; 2<span class="fs11lh1-5"> </span>Esperienza professionale;<span class="fs10lh1-5"> </span>3 Docenza universitaria a contratto di insegnamenti ambientali in corsi di laurea e master di 1° e 2° livello per le Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Catania ed Enna, e per la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.<span class="fs9lh1-5"> </span></div></div><div><a href="https://www.golfodinoto.it/giuseppecugno.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/giuseppecugno.html', null, false)">Scopri di più su Giuseppe CUGNO</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 May 2020 11:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Spaghetti con strigoli]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Spaghetti con strigoli, crema d’uovo &nbsp;e pecorino siciliano</b></span></div></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">di</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs12lh1-5">G</span>iorgio RIMMAUDO</a></span></b></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5"><i>Dose ricetta per 10 porzioni</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">800 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Spaghetti &nbsp;&nbsp;</span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5">Per la crema d’uovo</b></div><div><span class="fs11lh1-5">200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Uova (tuorli) &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">150 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ricotta &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pecorino siciliano &nbsp;senza pepe &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;dl. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;brodo vegetale &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pepe nero in grani &nbsp;</span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5">Per gli strigoli</b></div><div><span class="fs11lh1-5">500 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Strigoli &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Lardo di Suino Nero dei Nebrodi &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pane tostato &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale E Pepe &nbsp;</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Procedimento</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><b>Per gli strigoli. </b>Pulire e lavare gli strigoli. Lessarli in una casseruola con acqua bollente salata per 5 minuti. Scolarli e raffreddarli.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">In una padella rosolare il lardo tagliato in cubetti,aggiungere gli strigoli e lasciare insaporire il tutto per 3 minuti a fiamma sostenuta.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><b>Per la crema d’uovo</b>. Riunire tutti gli ingredienti in un bicchiere da frullatore e frullare il tutto ottenendo una crema fine.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Finitura e presentazione</b>. Cuocere la pasta in acqua salata in ebollizione,scolarla e amalgamarla alla salsa precedentemente preparata. Quindi aggiungere la crema d’uovo senza passarla dalla fiamma.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Servire cosparsa di pecorino grattugiato e la il pane grattugiato.</span></div><br><div> </div><span class="fs11lh1-5"><b>Curiosità. </b>Gli stigoli in dialetto sono conosciuti come<b> </b>Cannatedda, Campanedda,calicedda i mura.</span><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/Spaghetti-con-strigoli,crema-d-uovo--e-pecorino-siciliano--7-.JPG"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><hr><div><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_pupcs5ij.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5"><b><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink">Giorgio Rimmaudo</a></b></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 May 2020 10:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[A spirduta]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div><header><div></div></header></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">A spirduta</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">di</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Duccio DI STEFANO</a></span></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel cuore di Ortigia, c’è un vicolo che congiunge la centralissima piazza Archimede con la via dei Mergulensi, la via Anacreonte, ma se andassimo in giro a Siracusa cercandola con questo nome, non troveremmo alcuna risposta. Ma se invece chiediamo in giro della</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">Spirduta</span></i><span class="fs11lh1-5">, ecco allora che tutti ci indicheranno quello spiazzo con un ingresso quasi nascosto, con un ameno terrazzo che si affaccia protetto e luminoso su un cortile fiorito. Questo è il cortile che si apre su via dei Mergulensi, che qui si fa piazza, e custodisce i ricordi d’infanzia di molti ortigiani. Vi è infatti un suggestivo affaccio sulla normanna via Mirabella, fra chiese e monasteri, sorti quasi in segreto, in seguito al sovrapporsi di abitudini e costumi settecenteschi e ottocenteschi. Il quartiere in questione è precisamente quello dove si trova il palazzo Montalto, quell’edificio dalle finestre trifore e bifore che in parte sporge su piazza Archimede, collegato tramite un corridoio corto e stretto. E qui, a cavallo fra storia antica e storia recente, tra realtà e chiacchiericcio, tra miti e leggende, che troviamo</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">La spirduta.</span></i></div><div><i><span class="fs11lh1-5"><br></span></i></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/93880074_269511367550147_5433234844639297536_n.jpg"  title="" alt=""/><i><span class="fs11lh1-5"><br></span></i></div><div><br></div><div><div><span class="fs11lh1-5">Al sentirlo nominare così sembrerebbe trattarsi di una persona che si fosse sperduta, dispersa cioè, &nbsp;dal verbo “</span><i><span class="fs11lh1-5">spèrdiri</span></i><span class="fs11lh1-5">”. Invece no, spirduta questa volta in siciliano significa “</span><i><span class="fs11lh1-5">spiritata</span></i><span class="fs11lh1-5">”, cioè diventata “</span><i><span class="fs11lh1-5">spiddu”,</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">fantasma! La leggenda infatti vuole che qui, una mattina molto remota dal nostro tempo, vi fu trovata all’alba una donna impiccata. Omicidio? Suicidio? Se ne discute ancor oggi! E se ci fosse già stato Carlo Lucarelli e Barbara D’Urso, ne avrebbero fatto puntate su puntate in TV. Ma cosa successe veramente? Quello che si sa è che una mattina, e precisamente nella mattinata di Santa Lucia, giorno di festa dunque per tutti i siracusani, un uomo, un pescatore per la precisione, cumpari Janu, corse alla caserma dei Carabinieri e disperato denunciò: «</span><i><span class="fs11lh1-5">Viniti, curriti, mè mugghieri è appinnuta a nà corda… curriti</span></i><span class="fs11lh1-5">!» e gli agenti della benemerita, che si mobilitarono accorrendo all’abitazione di quell’uomo, si trovarono effettivamente di fronte a quel tetro spettacolo, quello cioè di una povera donna, ancora in veste da notte, che penzolava tra le folate di vento, appesa per il collo alla ringhiera del balcone tramite un uncino legato ad una robusta lenza da pesca.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Quindi la prima facile versione che venne in mente ai militari dell’Arma fu quella di trovarsi davanti al triste scenario di un suicidio. E quella fu la versione che il vedovo,</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">cumpari Jano</span></i><span class="fs11lh1-5">, tentò infatti di avvalorare, portando in racconto tutta l’amarezza di una giovane donna costretta a passare quasi tutte le sue notti in solitudine poiché il suo uomo, che di mestiere faceva il pescatore, era costretto a lasciare il talamo nuziale alla buon’ora per fare ritorno solamente dopo l’alba. E – sempre secondo la ricostruzione che il nostro pover’uomo fece ai carabinieri – soprattutto quel giorno, quello di Santa Lucia, il peso della sua solitudine doveva sembrarle ancora più insopportabile, visto che fu costretta anche quella sera a recarsi da sola in chiesa, a seguire i Vespri, come ogni brava donna devota della</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">Santuzza</span><span class="fs11lh1-5"> </span></i><span class="fs11lh1-5">è solita fare. E quindi il movente del misfatto, sia per il vedovo, sia per gli inquisitori, fu presto trovato: suicidio da depressione causata da uno stato di solitudine forzato e prolungato!</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/93852238_531056851147636_2379219458859204608_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><div><span class="fs11lh1-5">Ma come spesso succede, le chiacchiere di quel piccolo quartiere andarono presto galoppando verso altre direzioni, verso nuove e più sfrontate verità. E cioè che il motivo di quella morte era in verità un altro, e che ad uccidere la povera donna non era stata la solitudine, come voleva far credere il marito, bensì l’esatto contrario. Le malelingue raccontavano infatti che era appunto quel letto nuziale, che</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">cumpari Janu</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">diceva di lasciare freddo e spoglio, che invece si</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">abitava</span><span class="fs11lh1-5"> </span></i><span class="fs11lh1-5">alla sua uscita di casa, e che piuttosto si</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">riscaldava</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">molto frequentemente.</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">Don Libboriu</span></i><span class="fs11lh1-5">, infatti, era da tutti considerato l’amante di</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">donna Lucia</span></i><span class="fs11lh1-5">, e da qualcuno dei</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">ben pensanti</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">venne fuori una versione diversa dell’accaduto di quella notte. E cioè che anche quella sera, la sera dei Vespri, non appena cumpari Janu lasciò la casa per andare come al solito a pescare, don Libboriu raggiunse la sua concubina che in verità in chiesa non era mai andata, ma si era invero piacevolmente intrattenuta a letto con lei, ben sapendo che il marito sarebbe tornato solo nelle mattinate. Ma invece il destino volle che quella notte doveva andare diversamente. E infatti, forse perché l’indomani era la festa di Santa Lucia, la barca di cumpari Janu di pesce ne prese molto presto in abbondanza, e quindi era tornato poco dopo la mezzanotte. Donna Lucia però aveva sentito il rumore che veniva dalla scala, e aveva fatto fuggire in fretta e furia l’amante, dalla porta segreta - che in quei palazzi ce n’era sempre qualcuna - ma non così in fretta, tanto che cumpari Janu, con la coda dell’occhio, riuscì a scorgere un’ombra. E menomale che non riuscì ad individuare il volto di quell’uomo che ancora in mutande si dava alla fuga, perché –conoscendo il carattere fumantino del pescatore- sicuramente quel giorno di cadaveri appesi a penzoloni dal balcone ce ne sarebbero stati due.</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/93439421_683307162446825_2073053690121420800_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5">E alla domanda incalzante di chi fosse quell’ombra che veloce era sgattaiolata via, la moglie cercò di evadere tentando di usare le sue spiccate doti di ammaliatrice, e visto che in sostanza era già</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">pronta</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">all’uso</span></i><span class="fs11lh1-5">, cercò di ammorbidire il marito con l’arte amatoria: «</span><i><span class="fs11lh1-5">Ma nuddu jera, cu ava ssiri.. veni cà e</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">abbrazzimi forti</span></i><span class="fs11lh1-5">...» Ma stavolta quelle sue doti non bastarono a distogliere il marito dal suo atroce sospetto, tanto che le risposo furioso: «</span><i><span class="fs11lh1-5">Seee… e allura chi ci su i spiddi n’dà sta casa? Se nun mi rici subitu cu jera, a tìa ti ci fazzu divintari nù spiddu!»</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">Alle confuse e deboli risposte della consorte, cumpari Janu diventò una bestia e afferrato i suoi attrezzi da pesca, inscenò cinicamente quel suicidio, ben sapendo che se l’avesse uccisa di botte come il suo feroce istinto gli suggeriva, ben presto i carabinieri avrebbero riconosciuto la morte per percosse, e per lui non vi sarebbe stato scampo. Invece così facendo credeva di poterla fare franca. Ma se in effetti la fece franca per la legge, nulla ci poté &nbsp;per la sua coscienza.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Infatti –continua la leggenda- nonostante per gran parte della città s’era sparsa la voce che la signora si era ammazzata a causa di un</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">colpo di fuddhania</span><span class="fs11lh1-5"> </span></i><span class="fs11lh1-5">(e cioè di pazzia), per il vedovo pescatore iniziò invece l’inferno. Ogni notte infatti aveva degli incubi spaventosi, tanto che dichiarava che ogni volta che apriva gli occhi, vedeva lì, seduta nel letto accanto a lui,</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">lo spiddu</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">della moglie che lo guardava fisso con l’aria minacciosa. Così che, invaso dal terrore e divorato dal suo inconscio, fuggiva fuori quasi tutte le notti correndo e urlando come un forsennato: «</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">Aiuto, aiutatimi..à spirduta, c’è à spirduta ... aiutatimi..mi voli cu jdda...»</span></i></div><div><i><br></i></div><div><span class="fs11lh1-5">Che davvero gli compariva davanti lo spirito della moglie, chi può dirlo, di sicuro i sensi di colpa e il rimorso della sua coscienza furono talmente forti e reali che il pover’uomo la notte non aveva più pace, e quell’urlo che ogni notte squarciava il silenzio di quei cortili (</span><i><span class="fs11lh1-5">«à spirduta, aiuto, à spirduta»)</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">diventò come una sigla per quella zona. Ed una notte queste visioni dovevano essere davvero più reali, tanto che all’ennesimo grido: «</span><i><span class="fs11lh1-5">vattinni, spirduta, vattinni</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">», il pover’uomo cadde pesante a terra senza rialzarsi più. Un infarto fulminante l’aveva infatti colpito, ponendo così fine alle sue sofferenze. In fondo, seppur &nbsp;burbero e focoso,</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">cumpari Janu</span></i><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">era un brav’uomo, e per le sue umili spalle da pescatore, quel peso di quel gesto da lui compiuto accecato dalla gelosia, doveva essere davvero troppo pesante da sopportare. E lo pagò a caro prezzo!</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Da allora quell’angolo di Ortigia venne chiamato così, con il nome con cui tutti oggi lo conosciamo.</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">A’ spidduta</span></i><span class="fs11lh1-5">. Anche &nbsp;-se in verità quello spirito non l’ha mai visto nessuno.</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/93617633_263404054692519_8877967403951063040_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><hr><br></div><div><header><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></div><div><img class="image-4" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_3y5fqsit.jpg"  title="" alt=""/><b><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></b></div><div><br></div><div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div></header></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 23:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Polpo con insalata di pomodoro liquida]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div class="imTAJustify"><div><b class="fs12lh1-5">Polpo con insalata di pomodoro liquida</b></div></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">di </span><span class="fs11lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs12lh1-5">G</span>iorgio RIMMAUDO</a></span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5"><i>Dose ricetta per 10 porzioni</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs11lh1-5">Per il polpo</b></div><div><span class="fs11lh1-5">1200 &nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Polpo fresco &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> <div><b class="fs11lh1-5">Acqua di pomodoro</b></div><div><span class="fs11lh1-5">250 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ciliegino Pachino &nbsp;</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5">250 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pomodori a grappolo &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">250 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pomodori da insalata &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cipolle rosse &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio Extra Vergine di oliva &nbsp;Zaitun Mozzicato &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mentuccia foglie &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Peperoncino &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">0,1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;origano secco &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Acciughe sott’olio &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Capperi sotto sale &nbsp;</span></div> &nbsp;<div><b class="fs11lh1-5">Per la finitura</b></div><div><span class="fs11lh1-5">500 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pane casereccio tostato &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio Extra Vergine di oliva Zaitun Mozzicato &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olive nere snocciolate &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mentuccia foglie &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Prezzemolo &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Germogli di porro &nbsp;</span></div><br><div><span class="fs12lh1-5"><b>Procedimento</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><b>Per il polpo</b>. Cuocerlo in acqua salata bollente con sedano, carote, cipolle, alloro e buccia di limone per 30 minuti. Lasciare raffreddare il polpo in acqua.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><b>Per l’acqua di pomodoro</b>. Mettere tutti gli ingredienti tagliati a cubetti in un sacchetto sottovuoto e chiudere al massimo, quindi lasciare marinare il tutto per 24 ore in frigo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Aprire il sacchetto con il pomodoro e frullare il tutto.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Filtrare e lasciare riposare in frigo per trenta minuti.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><b>Tagliare il pane a cubetti</b> e tostarlo in padella con l’olio e gli aromi, quindi metterlo in una terrina e lasciarlo raffreddare leggermente.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><b>Finitura e presentazione</b>. Tagliare il polpo a tocchetti, metterlo in una terrina e condirlo con sale e olio.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Distribuire l’insalata di pomodoro liquida nei piatti fondi, sopra sistemare il polpo tagliato, i germogli di porro e il pane tostato.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Finire con un filo d’olio a crudo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/polpo-arrosto-con-insalata-di-pomodoro-liquido.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><hr><div><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_6p6y9c8y.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">Giorgio Rimmaudo</a></span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 11:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[U cufinaru]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio ROMANO ... il cestaio matto]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Intrecci_di_parole"><![CDATA[Intrecci di parole]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">U cufinaru</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1">di </span></b><b>Claudio ROMANO</b></span></div><div><span class="fs10lh1-5">foto di <b>Chiara Musumeci</b></span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Di l'aghiastri e li canniceddi</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Facia li panari e li cruveddi</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Anfilatu nto paghiaru<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Stavia chiuvennu<br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">E si misi <span class="ff1">paru</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="ff1"> </span><!--[endif]--></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="ff1">Cu li manu cummattia</span><br><span class="ff1"> E la testa mi furria</span><br><span class="ff1"> Sentu lu ciauru di la paghia</span><br><span class="ff1"> Ri luntanu lu scieccu ragghia</span><br><span class="ff1"> Stae pinsannu na sirinata</span><br><span class="ff1"> Pi na fimmina nnammurata</span><br><span class="ff1"> Ci la scrivu sta canzuni</span><br><span class="ff1"> Ci la cantu sutta o balcuni</span><br><span class="ff1"> Nmazzu ri ciuri</span><br><span class="ff1"> Iu coghiu nto pratu</span><br><span class="ff1"> Iu ri idda nnammuratu</span></span></div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/91110048_2606808429643997_4633288424026013696_o.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div align="center" class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><hr><div align="center" class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/claudio-romano.png"  title="" alt=""/></div><div><b class="fs12lh1-5">Claudio ROMANO</b></div><div><!--[if gte vml 1]><v:shape id="image-1" o:spid="_x0000_i1026" &nbsp;type="#_x0000_t75" style='width:244.5pt;height:257.5pt;visibility:visible; &nbsp;mso-wrap-style:square'> &nbsp;<v:imagedata src="file:///C:/Users/Utente/AppData/Local/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image002.png" &nbsp;&nbsp;o:title=""></v:imagedata> </v:shape><![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Per descrivere Claudio ROMANO, il cestaio matto abbiamo fatto ricorso alla recensione di <b>Allison Scola per Experience Sicily</b> che abbiamo trovato perfettamente appropriata.</span></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><i class="fs11lh1-5"><b>"Claudio Romano ha una profonda conoscenza di erbe mediche e piante selvatiche, specialmente quelle delle montagne Hybleane del sud-est della Sicilia. Costruendo sulla sua passione per la flora, Romano ha imparato l'arte della tessitura del cestino, una pratica che esiste da quando gli esseri umani hanno cercato contenitori per mantenere i loro prodotti alimentari e altri prodotti. Guardarlo lavorare e imparare da lui come sono fatti questi bellissimi contenitori e di quali materiali vegetali sono fatti è una lente in un mondo antico. Chi l'avrebbe mai detto che fermarsi a parlare con lui avrebbe aperto una finestra su qualcosa di così profondo?"</b></i></div><div><span class="fs11lh1-5"> <br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Il suo lavoro di cestaio lo porta spesso a contatto con i turisti che intrattiene recitando suoi componimenti, rigorosamente in lingua siciliana, da "cuntastorie" come lui stesso ama definirsi.</span></div><div> </div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5">Imbattersi in Romano è un'esperienza affascinante ed ammaliante.</span></div><div> </div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5">È possibile &nbsp;incontrare Romano al <b>mercato del pesce nell'isola di Ortigia</b> a Siracusa (nei pressi del tempio di Apollo)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">oppure presso l'attività del figlio "<b>Aromi di Sicilia" in via Salvatore Chindemi, 15 Ortigia</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 15:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[… Era bello mio papà... Sempre !! ]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Due_passi_nella_nostra_magica_terra"><![CDATA[Due passi nella nostra magica terra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div><div><span class="fs12lh1-5"><b>… Era bello mio papà... Sempre !! </b></span></div></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">di</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Duccio DI STEFANO</a></span></b></div><div><b><br></b></div><div><div><b class="fs12lh1-5">Avventure e disavventure di bucolica memoria</b></div></div><div><br></div><div><div><span class="fs11lh1-5">A volte vorrei tornare bambino. Per ritrovare quella leggerezza che mi faceva danzare sulle nuvole, &nbsp;che mi faceva prendere un vecchio bidone del Dash, "<i>aggiustarlo</i>" con delle foglie di fico e degli arbusti secchi, in modo che fosse adatto e pronto a portarmi sin sulla luna. Quel senso di leggera libertà che ci faceva sentire imbattibili. Bastava alzarsi, attraversare <i>"il baggio"</i> (per i non siracusani, cortile interno, tipo aia, molto spesso condiviso con le case attigue) investito da quel fascio potente di luce solare, raggiungere i miei cugini "di là" e aspettare che si preparassero, per rendere ogni momento magico. A volte vorrei riuscire a non pensare. Riuscire per un attimo a staccare il cervello dalla spina per potermi librare in volo come le ali che si staccano dalle libellule.. quasi non riesci a vederle, ma ci sono. Sono libere, e stanno volando su quel vento mite dell'estate siciliana. Come vorrei lasciarmi andare per una volta dove mi porta il vento, anziché attivare la mente che spesso è più fallace di google maps… Allora invece, fra il mandorlo ed il melograno, c’era l’atmosfera giusta. Tutto era perfetto e idilliaco per aggiustare l’aggiustabile, per sanare il sanabile, e per pensare e pianificare il fattibile. Il <i>baggio </i>è ancora oggi<i> </i> il luogo che ti racconta come l’amicizia dei ragazzini si sia poi potuta poi trasformare nell’indifferenza dei grandi. Ti spiega come è formata esattamente la fragilità degli uomini e come è potuta esplodere così, tutta in una volta, alla soglia della resa dei conti. E’ il luogo dove la scrittura rallenta. E si mette al passo col ritmo del battito del cuore. E’ il luogo dove lo scheletro dell’aratro abbandonato ti fa ricordare che la tua vita è un rudere da rimettere a posto. E quindi vai. Provi a sanare l’insanabile. Tenti di ricomporre le fratture. Manco fossi un ortopedico alle prime armi…</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"> Una <i>gebbia</i> con acqua torbida e scura come seta nera, le pietre che ti raccontano la loro vita da maestosi spettatori, il carrubo che ogni anno è sempre più sdraiato, il muro di cinta sempre più diroccato, le foglie secche e bagnate che si trasformano in fine tappeto, una madre che non parla, quasi fosse un maschio, e un’altra che invece cerca la gente e racconta. Sentieri spinosi, ortica, piante di menta selvatica e profumo di zagara. L'isola per noi isolani è un sensore nell’universo che la circonda. Un’antenna parabolica di pensieri e sensazioni vaganti. Qui noi sentiamo, e non abbiam bisogno di capire. Qui noi sentiamo la nostra proverbiale pigrizia...<br> i nostri sorbetti di limone o cannella...<br> il nostro fare indolente come di chi voglia sfidare il tempo...<br> i nostri componimenti teatrali naturalmente espressi anche solamente quando incrociamo un conoscente dall'altra parte della strada...<br> il nostro placido abbandonarsi alla calura e alla noluntas che ve ne deriva...<br> il nostro saltellare quotidianamente tra la mollezza lasciva e l'asprezza dannata del territorio...<br> il nostro sole a strapiombo sulle teste da maggio ad ottobre...<br> la nostra infinita e bollente estate, che quasi va a braccetto con i nostri istinti primordiali...<br> la nostra bellezza violenta dei paesaggi...<br> la tensione emotiva che ci viene da ogni monumento, strada, chiesa, tetto, che ci osservano come fossero fantasmi muti e nudi...<br> l'aroma unico e inconfondibile delle nostre primizie gastronomiche...<br> l'azzurro intarsiato d'onde che a ogni metro ci confonde...<br> Tutto questo sentiamo e tutto questo amiamo di questa splendida terra che ti condiziona fino in fondo all'anima. Ti incrocia, ti ammalia, ti seduce, ti possiede e poi ti tradisce. Come poteva il carattere nostro non essere condizionato da una forza ed una energia simile? Come potevamo essere esenti da questa potente, fatale, bastarda insularità d'animo? Qui i pensieri e i ricordi ti tornano subito in mente. Pare che s’erano messi un attimo lì, tranquilli, ad aspettare che vi si fosse dato il via. E arriva - il via - finalmente…</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/91338303_2608728582704654_3622060561983864832_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Era appena smesso di piovere. E lì nell'aria, in campagna, si era alzato quell'odore forte, acre, della terra appena bagnata dalla pioggia. Un odore affascinante, misterioso, che mi riportò indietro nel tempo. Indietro di una quarantina di anni, quando – dopo un forte e improvviso acquazzone – a mio padre e a suo fratello tornò in mente quella loro “<i>usuale”,</i> “<i>simpatica” e “malsana”</i> idea…</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">... Era bello mio papà. Sempre. Anche quando mi portava la mattina presto a raccogliere le lumache. Come quel giorno. La sera prima aveva <i>"raccolto il consiglio"</i> di suo fratello maggiore che ci esortava così: « Scampò<i>, emuninni à crastùna</i><span class="cf2"> !! </span>» …<br> Faceva freddo quella notte.<br> Nonostante eravamo ancora in ottobre, mese che giù da noi spesso è ancora parente dell'estate. Ma quella notte aveva piovuto tantissimo, e la temperatura era scesa giù in picchiata. O almeno così a me sembrava, che non ero propriamente avvezzo ad uscire dal letto al far dell'alba. Ma mio papà, anche quella volta per non sfigurare con lo zio Pippo, mi aveva buttato giù dal letto perché c'era anche Salvatore e bisognava andare a raccogliere i <i>crastuna.</i> Che a me, fra parentesi, non mi sono mai piaciuti. O meglio, non li ho mai manco voluti assaggiare. Oh, che volete ... mi facevano impressione. E quando vedevo mio cugino che con uno sguardo d'ingordigia misto al più bieco sadismo, se li metteva direttamente sul fornellino elettrico, e non appena avevano finito di fischiare se li <i>sucava </i>come se stesse gustando un cannolicchio di ricotta, beh, mi veniva un pò a ribrezzo! Quindi volente o nolente, mi alzai da quelle coperte che gridavano vendetta e mi infilai l'equipaggiamento di guerra, e cioè cappellino, maglioncino e pantalone fra i più derelitti che avevo e che mi ero sempre guardato bene dal buttare prevedendo che per queste emergenze belliche mi sarebbero tornati utili. Veramente spesso finiva che indossavo quelli di mio padre, che avendo però almeno una taglia in meno mi facevano somigliare tanto a Macario nei suoi spettacoli da rivista! «<i>Allora, com'è ni muvemu</i>?» «<i>Un attimo papà ... vengo</i>». </span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Era già sulla porta che mi aspettava fremente. In macchina la solita storia. Poteva esserci pure una bufera siberiana, ma mio papà doveva aprire il finestrino. Di almeno un palmo. Ma dico io, era così bello il calduccio che avevamo trovato in quell'abitacolo chiuso, e lui doveva fendere quell'atmosfera paradisiaca con delle sciabolate di aria gelida che mi tagliavano il viso in due. Per le mani non c'era problema, me li ficcavo sotto le natiche, belle strette dalle cosce serrate. Ma la faccia? Chi me la riparava la faccia se lui continuava ad andare via liscio con quella macchina col finestrino abbassato alle quattro del mattino di una giornata ch'era stata appena violentata da quell'improvviso acquazzone autunnale? «<i>Papà, lo alzi un pò?»</i> «<i>Si, quando finisco la sigaretta lo</i> <i>chiudo</i>». Ecco, ci mancava pure la sigaretta! Non sapevo scegliere se morire per <i>le tumpulate</i> che mi arrivavano dalla<i> sfilazza</i> del finestrino o per l'<i>accupazione</i> causata dal fumo di quella sigaretta, che -alle quattro del mattino- per me era come se al posto di un cappuccino caldo uno appena sveglio si calasse con ingordigia uno spiedino grigliato di kebab traboccante di ogni tipo di formaggio rangido e puzzolente e sgocciolante di ogni tipo di olio fritto e rifritto. Scegliete voi. Io non so scegliere. Di quale morte moriamo stamattina?<br> Insomma, arrivammo all'Isola, dove trovammo lo zio Pippo che era già lì da un pezzo insieme a Salvatore che -anche lui in tenuta da cabaret anni 70- oltre i miei suddetti disagi si era sorbito in più "i gentili improperi" che suo padre sicuramente ci aveva già mandato, giustificati stavolta dal canonico ritardo di mio padre, che in quanto a lavorare lavorava, ma lo faceva soprattutto per adempiere ad un dovere, e quindi con tutta la calma di questo mondo, mica con tutta quella morbosa e insana passione sfrenata che ci metteva suo fratello maggiore, il quale considerava il lavoro e la fatica fisica come noi consideriamo l'amore e la buona tavola. E cioè un campo dove ti ecciti, perdi tutte le inibizioni e ci butti tutte le tue energie come se non ci fosse un domani! Questo effetto gli faceva. Non era mica colpa sua. Ognuno nasce con le proprie pulsioni basiche. Le sue erano queste. Lavorava e macinava come adesso manco dieci macchine sanno fare. Una bestia! Una macchina da guerra assira!!<br> E allora armati di un <i>panaro</i> (cestino di vimini) a testa e di buone intenzioni, cominciammo la nostra caccia ai <i>crastuna</i> (le lumache più grosse, di color marrone striate di nero) dividendoci in due squadre come fanno i lord inglesi nella loro tradizionale caccia alla volpe. E considerando che noi carusi restammo attaccati ai pantaloni di papà, le squadre erano scontate. E si preannunciava pure una scontata disfatta epocale, visto appunto le differenze abilità belliche dei contendenti. Però non avevamo fatto i conti con l'oste. E cioè che il grande della comitiva e suo figlio erano orbi come la fame. E quindi noi tranquilli e più miti cacciatori, alla fine portammo a casa il risultato, perché al momento dello <i>sdoagare</i> (rovesciare) dei panari nei sacchi, da quelli dello zio Pippo e di Salvatore venne fuori ogni specie animale, vegetale, organica e inorganica. Foglie, <i>frasche, frasciame</i>, olive e quant'altro. Trovammo persino un riccio di terra, che con le sue spine si era aggrovigliato ai rami secchi, e nella foga dei predoni era finito nel <i>panaro</i> insieme ai <i>crastuna</i> ... o almeno a quei pochi <i>crastuna</i> ch'erano riusciti a raccogliere. Quindi, si, ci fu la disfatta epocale, ma a dispetto dei pronostici fu a parti invertite. E fu così che a casa noi portammo 3 o 4 buste di schifosissime lumache che sbavavano e schiumavano come dei cammelli, mentre loro si e no se ne portarono un paio. Che poi, si sa, le lumache di suo non sanno di niente. E' poi il contesto dove vengono messe che dà loro un senso, se no è aria fritta. E infatti mia madre, nota per la "<i>delicatezza e l'eleganza"</i> della sua cucina, li inglobava in chili di <i>bòbbia</i> (anche detta ghiotta, una sorta di caponata tipica) che fra patate melenzane e peperoni li insaporiva di parecchio. Ma io sempre e solo la <i>bòbbia</i> ho mangiato, non ci ho mai provato a <i>sucarmi</i> quel guscio con le <i>franche</i> a penzoloni. E mai ci proverò. Oh, mi fanno impressione, che ci posso fare ...<br> Era bello mio papà ... Sempre !!</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Ora nel petto ci sono fiori di cardo e lana di vetro, ma con un po' di coraggio s'ingoiano e ci si guarda in uno specchio di consapevolezza, con la capacità di scorgere qualcosa di puro nascosto dove neppure immaginavamo potesse essere rimasto e miracolosamente illeso , indenne da ogni dolore .<br> Forse è questa la bellezza.<br> Forse è questo a rendere degna la vita.<br> Forse è questo a farci muovere ancora le gambe, a farci raddrizzare le spalle.<br> Forse è questo che possiamo lasciare in eredità.<br> Forse, dopotutto, è questo il senso dell'esistere.</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/91388586_356879298536278_6051617922315452416_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><hr></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><img class="image-5" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_de8zoeuc.jpg"  title="" alt=""/></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 13:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cortili di vita]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Due_passi_nella_nostra_magica_terra"><![CDATA[Due passi nella nostra magica terra]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Pensieri in libera uscita</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">di</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Duccio DI STEFANO</a></span></b></div><div><br></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Cortili di vita</span></b></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Vecchi cortili ... coacervi di pura vita.<br> Chiamali, aie, baggi, cuttigghi, puzzu luce...<br> col brecciolino, mattonati, pietrosi, polverosi...<br> contenitori di eternità.<br> Quante ginocchia graffiate,<br> scivolando su un pallone di gomma sempre sgonfio.<br> Storie consumate<br> lontane dal mondo, da quello dei "grandi"...<br> Infanzia che si dilata<br> nei confini di quattro cantoni,<br> delimitati da un vecchio aratro abbandonato.<br> Giocando e vivendo nei nostri angoli segreti,<br> dove in un attimo si era al "Bernabeu"...<br> E i sogni creati li lasciavamo volare<br> un attimo prima<br> che la calura estiva li inghiottesse<br> facendoli sciogliere dalla sua indolente afa.<br> Viaggi di fantasia<br> persi, smarriti,<br> senza più il tempo di rincorrerli.<br> Voci, urla, strepiti, risate...<br> vagiti nati a rallegrar l'anima.<br> Infiniti pomeriggi, oggi<br> colorati da arcobaleni<br> dalla discendenza automatizzata.<br> Fanno appena capolino nella nostra mente,<br> per andare presto a perdersi nell'ennesima "stories"...<br> Cortili di ricordi,<br> cortili di memorie,<br> cortili di vita vera.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/37378008_10212546504878625_8882815928107008000_o.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTACenter"><hr></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_jde4f2dj.jpg"  title="" alt=""/></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 16:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il guardiano del mare]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Due_passi_nella_nostra_magica_terra"><![CDATA[Due passi nella nostra magica terra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Il guardiano del mare</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">di</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Duccio DI STEFANO</a></span></b></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quando è il mare, che ti parla</b></span></div><div><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Avevo sempre avuto con il <i>mio</i> mare un rapporto profondo, viscerale. Per me il mare rappresentava una sirena, mi aveva traviato, ammaliato e si era preso la parte più autentica della mia identità. Mentre gli altri ragazzini passavano le giornate estive a giocare a pallone nei cortili e nelle strade, io, invece, ero attratto solo da quella distesa azzurra che mi contagiava in un modo quasi morboso. E forse il motivo di quel rapporto nacque dal fatto che la mia casa, quella dei miei genitori, era ad un tiro di schioppo da capo Murro di Porco, la punta più estrema della penisola della Maddalena, all’interno dell’oasi marina protetta del Plemmirio. Quel Plemmirio ondoso che aveva stregato anche il poeta Virgilio, tanto da fargli comporre un canto dedicato proprio a quel promontorio. E quindi, dato che sulla punta di quella penisola ci avevano piantato un bel faro, da sempre per me e i miei cugini, d’estate l’unica attrattiva era quella di raggiungere quella zona per andare a esplorarla. E tanto più i <i>grandi </i>cercavano di proibirci quelle scorribande perché ritenute giustamente pericolose, tanto più noi <i>picciriddi </i>ci volevamo andare. Ed ero proprio io, che ero tra i più piccoli, quello più determinato a provare l’impresa. Ero da sempre il ribelle del gruppo, quello con una sana incoscienza che mi permetteva di scoprire tutto, di esplorare l’inesplorabile. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/90797700_257717318577086_8386537288892416000_n.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Una mattina, infatti, convinsi mio cugino Manolo, il solo più piccolo di me, a seguirmi in un’impresa, che a detta degli altri ragazzi era impossibile. &nbsp;Il sole era già a picco a quell'ora, tanto da far assumere a quell'impresa già folle di suo, un'ulteriore <i>quid </i>di epico, di leggendario. Appoggiammo le bici a quel pezzo di muretto a secco che era rimasto e la mia rimase in piedi, quella di Manolo invece ruzzolò a terra, sovraccaricata forse dal peso di tutta la stanchezza accumulata. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Asciugandoci un po’ la fronte col lembo della maglietta intrisa di polvere, ci avviammo spinti da quel senso d'avventura misto a paura di quello che poteva essere. La strada era più che difficoltosa, le buche e gli spuntoni di quelle rocce arse dal sole ci davano non poco fastidio. Ma noi non lo sentivamo il dolore. Era troppo forte la voglia di rivalsa che avevamo covato lungo tutto il tragitto ripensando al resto della truppa che s'era tirata indietro adducendo al fatto che non potevamo farcela: « </span><i class="fs11lh1-5">Seee</i><span class="fs11lh1-5">... </span><i class="fs11lh1-5"> cà</i><span class="fs11lh1-5"> </span><i class="fs11lh1-5">ora ci arrivate</i><span class="fs11lh1-5">. </span><i class="fs11lh1-5">Cò</i><span class="fs11lh1-5"> sto caldo poi…e poi ci sono i cani, il guardiano del faro… No, è meglio non pensarci nemmeno ». Tutte le avevano pensate per tentare di dissuaderci, ma fu del tutto inutile. Quando io e Manolo ci mettevamo in testa una cosa, quella doveva essere! È vero che lungo tutta la strada dei quadrupedi simili alle iene -che invece ci dicevano d'esser cani- qualche pensiero ce lo avevano dato. Però eravamo stati previdenti. Prima di partire infatti ci eravamo riempite le tasche di qualche </span><i class="fs11lh1-5">mazzacane</i><span class="fs11lh1-5"> appunto, che ci poteva essere utile. E infatti lo fu. Non appena in lontananza cominciammo a scorgere e a sentire il verso di quelle autentiche belve che di domestico ci avevano ben poco, bastò lanciare i primi sassi nella loro direzione per convincerli immediatamente a cambiare aria. E il custode? Ma quale, non c'era nessuno. La fantomatica figura del guardiano del faro ci era stata bellamente confezionata ad arte per dissuadere noi </span><i class="fs11lh1-5">picciriddi</i><span class="fs11lh1-5"> dall'avvicinarci a quel potenziale pericolo. Che poi tanto potenziale non era, perché guardare quella costa da così vicino, paura davvero faceva.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/90837559_227314375340911_7259129852823863296_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">A fatica e saltellando sulle pozze di sale che il vento caldo aveva prodotto e conservato sugli anfratti degli scogli, arrivammo dunque al tanto famigerato e pericoloso ciglio di Capo Murro di Porco. Che già il nome sembra preso dalla favola di Hansel e Gretel, quando arrivano dritti dritti nella casa dell'orco mangiabambini. Però qui era diverso. Qui non c'era nessun orco. Né tantomeno nessun orrido pericolo. Ma forse uno degli spettacoli più belli che fino ad allora avevo potuto ammirare. Si stagliava d'improvviso, davanti ai nostri occhi rapiti, un tappeto azzurro che si perdeva all'orizzonte. « Che spettacolo! » &nbsp;balbettavo ad ogni passo con il cuore sospeso tra il blu e l’infinito. Il mare era bello, turchese, pacato, maestoso. Non aveva niente di terribile. Forse si stava trattenendo. Ci stava premiando per il nostro coraggio, e anzi sembrava contento di vederci. Forse prima di scatenarsi ci avrebbe aspettato. Avrebbe aspettato che fossimo andati via. Che lo lasciassimo alla sua fiera solitudine. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Le onde che arrivavano quiete negli anfratti di roccia lasciavano al loro ritorno una pozza d'acqua così lucida che ci si specchiava dentro. C'era talmente afa che il vento caldo aveva un effetto phon e asciugava subito l'acqua, lasciando immediatamente sulla conca i cristalli di sale che brillavano come diamanti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">« Che fai? » mi domandò Manolo quando si accorse che avevo risvoltato il bordo inferiore della maglia per raccogliere quanto più sale potessi. « Ne prendo un po'. Sarà la prova che siamo arrivati davvero fin qui » risposi, sentendomi il re di quel mondo. « Ma dai, lascia stare. Vieni qui invece, guarda che insenatura larga che c'è là… ci si può pure entrare dentro. »</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Che meraviglia che erano quegli anni. Ogni cosa, ogni pensiero che ti balenava in mente, quantunque assurdo potesse sembrare, ci appariva subito realizzabile. « Ma dove? Sei pazzo? Io lì non ci entro! » E invece ci entrai. Sapevo già che lo avrei fatto. Il gusto del proibito a quell'età ha un effetto irresistibile. È inutile anche provarci. Proprio non ce la fai a resistere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Passando fra quella gola di roccia, con un piede che si ancorava in una parete e l'altro nell'altra, credo d'aver vissuto una delle esperienze più elettrizzanti della mia infanzia. Avete presente l'adrenalina che vi sale quando si è sulle montagne russe o qualcosa di simile? Niente a che vedere. Mi ero messo a forbice, come una sorta di compasso, con la gamba ritta e le prime tre dita del piede arpionate in una fenditura, l'altra gamba uguale ma nella parete opposta. Sotto, un salto d'una decina di metri che se ci penso ora mi vengono ancora i brividi. In più c'erano anche le onde che se da lontano sembravano quiete, messo <i>abbrangicato</i> lì sotto in quel modo, facevano tutto un altro effetto. Man mano che la loro corsa accorciava verso le rocce, finivano per schiantarsi con una forza maestosa e infrangendosi proprio sotto al culo, sprigionavano uno schizzo d'acqua che aveva le fattezze di una doccia all'inverso. Mi stavo praticamente facendo un bidet acrobatico. Che detto così, è anche divertente, ma vi assicuro che quei momenti lì non li scorderò mai più. L'acqua prendeva violentemente a schiaffi quella fenditura, ma era come se ogni colpo lasciasse comunque una parte di sé. Sentivo -come dire- un'energia e una forza mai avuta prima. Era come se volassi, come se invece di trovarmi <i>allippato</i> a uno scoglio come un granchio impaurito, fossi rimbalzato su in cielo. Come appunto ti capita sulle montagne russe. E poi quel rumore... Quell'incredibile, affascinante e impetuoso boato me lo ricordo come fosse ieri. Ogni volta che l'onda stramazzava sugli scogli, partiva un tonfo sordo e maestoso che mi incuteva una paura abissina. Mi veniva la pelle d'oca. Era come un rimprovero. Sì! Un rimprovero, proprio. Un ammonimento per aver anche ignorato le raccomandazioni delle nostre mamme.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-3" src="https://www.golfodinoto.it/images/91054910_270302160657083_1940339239329726464_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><i>L'avevamo fatta ai grandi?</i> &nbsp;Ma al mare non la si fa. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ora comprendo cosa voleva dirmi il mio caro amico turchese. Mi sussurrava: <i>« Siete arrivati fin qua. Bravi! Ma non esagerate. Io ho premiato la vostra tempra e il vostro coraggio calmandomi un attimo. Mi sono per così dire presentato.»</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Ma dopo &nbsp;averci detto<i>: «Piacere, sono il mare aperto di Capo Murro di porco», </i>ci ammoniva anche con un:<i> «Ora però andatevene. Perché non è vero che qui non c'è il guardiano. Io sono il guardiano. Il guardiano di me stesso. Il guardiano del mare. Di questo immenso, spettacolare azzurro mare di Sicilia. Non ho bisogno di nessun altro che mi custodisca. Nessuno che mi sfidi. Nessuno che si sogni di farmi alcun male. Qui basto io. È sempre stato così da secoli. Da millenni. E adesso se non sgombrate subito, mi incazzo per davvero! »</i></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Avevo i brividi. Ero finito in quella classica posizione che non si poteva né scendere né salire. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">E Manolo? Che fine aveva fatto?</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Non lo avevo più visto né sentito. E ammetto che per un attimo il mio innato e indomabile ottimismo ebbe un momento di crisi e mi portò a temere che fosse scivolato giù, che le onde l'avessero inghiottito…</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">D'improvviso mi sentii chiamare, era lui che mi cercava. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5">Vigliacco! </b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Prima m'aveva sfidato solleticando la mia libido di avventure, poi non mi aveva seguito nell'impresa. Se ne stava lì beato. Eretto. In piedi che mi guardava e sicuramente mi derideva pure. Io non potevo vederlo, ma solo sentirlo.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">No, non mi stava <i>babbiando</i>. Aveva pure lui una fifa bestia. Forse più di me. In realtà dei due ero io quello più incosciente, quello che spesso si perdeva nei miei ricorrenti viaggi onirici a occhi aperti tanto che il pericolo non lo vedevo sino a quando proprio non mi si parava letteralmente davanti, come in quella occasione. Vivevo in un mondo parallelo. In un mondo tutto mio! E Manolo era solo la mia spalla in quelle monellerie. I due anni d'età che avevo in più forse lo spingevano a fidarsi, a lasciarsi guidare. Erano tanti due anni a quell'età. Ma col senno di poi, aveva proprio sbagliato guida. Ed è proprio per questo che molto spesso si trovava impelagato pure lui in situazioni delle quali, francamente, avrebbe molto volentieri fatto a meno.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">«E allora? Cosa fai lì impalato. Aiutami!»</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">«E che faccio? Come ti tiro su? Te l'avevo detto che fino a qui non ci dovevamo arrivare.»</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Invece di aiutarmi attaccò a lamentarsi. Al solito suo.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">«Ma che ne so? Cerca qualcosa, un ramo, un manico di scopa» gli avevo suggerito. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">«Un manico di scopa? E dove lo trovo qui un manico di scopa?»</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Andammo avanti così per un pezzo, blaterando le peggio stupidate.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Improvvisamente, proprio quando sentivo che i muscoli dei polpacci tirati all'inverosimile non sarebbero durati così in eterno, mi accorsi che proprio sulla mia destra, ad una spanna dalla testa, fuoriusciva da un anfratto un ramo di fico, credo. Sì, un ramo. Come se un albero si fosse incastonato proprio lì. Con tutte le foglie, per di più. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">E ora? </i></div> <div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Mi fido? </i></div> <div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Mi ci aggrappo? </i></div><br><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5">Mi reggerà? </i></div><br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Del resto non avevo alternative. O provavo ad arrampicarmi su per la roccia aiutandomi con quell'arbusto affacciato lì, o potevo solo sfracellarmi giù negli scogli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Non so dove trovai la forza, ma in un attimo la mano destra afferrò il ramo nella sua estremità più sporgente e ... Miracolo! Mi reggeva. Allora con un altro colpo di reni facendo leva sui martoriati polpacci, lo afferrai anche coll'altra mano e usandolo a mo’ di fune riuscii a tornare su. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Mi sedetti. </span></div><br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Zitto. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-5" src="https://www.golfodinoto.it/images/90792083_546448139338235_6622966564025008128_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><br><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Manolo mi guardava tutto rosso e sudato. E io, per non tradire nessuna paura, &nbsp;urlai: «<b>Bellooo !!</b> <b>Che ti sei perso!! Meraviglioso..!! </b>» Fui stupido fino alla fine!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">In realtà mi tremavano le gambe. I polpacci non me li sentivo più e tornare a recuperare le biciclette abbandonate fra i rovi secchi di spine, mi sembrò una liberazione. Anche il sale che avevo raccolto nella maglietta buttai. Come se avessi paura di sottrarre al mare qualcosa di suo. Non volevo ridestare la sua rabbia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-6" src="https://www.golfodinoto.it/images/90789566_664142997680474_3676469409553055744_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Montammo velocemente in bici, ci armammo dei sassi che ci sarebbero serviti a spaventare i cani randagi e via, di corsa a casa. E naturalmente di quell’avventura non ne facemmo parola con nessuno. Era il nostro segreto. Sì. Quella paura, quell'onda di energia che ci pervase quel pomeriggio e ci scosse come fa un uragano che percuote violentemente un salice, quel messaggio che il mare quel giorno ci recapitò, fu custodito gelosamente da entrambi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><span class="fs11lh1-5">Ora lo ricordo come un'emozione. Una grande emozione, che il mare mi regalò. Quel giorno ho imparato ad amare il mare. E a rispettarlo. Come lui aveva fatto con me.</span><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><div class="imTACenter"><br><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b><br></div><div><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_rhy2alrj.jpg"  title="" alt=""/></a></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div><div class="imTACenter"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 14:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sgombro arrostito al timo selvatico...]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sgombro arrostito al timo selvatico, cipolla di Partanna stufata, salsa agrodolce al miele di Zagara</b></span></div></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">di</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink">Giorgio RIMMAUDO</a></span></b></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs11lh1-5">Ingredienti per 4 persone</span></i></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs11lh1-5">Per lo sgombro</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5">Gr 500 filetti di sgombro fresco</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Gr 50 olio extra vergine Mozzicato primo frutto</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Origano</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Timo selvatico</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Sale e pepe<span class="imTAJustify"> &nbsp;</span></span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs11lh1-5">Per la cipolla stufata</span></b><i></i></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5">Gr 500 cipolla rossa</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Gr 40 olio extra vergine Mozzicato primo frutto</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Buccia di arancia grattugiata</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Menta fresca</span></div><span class="fs11lh1-5">Brodo vegetale</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs11lh1-5">Per la salsa agro dolce</span></b></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5">Gr 50 zucchero</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Gr 50 miele</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Gr 60 succo di arancia</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Gr 60 aceto bianco</span></div><span class="fs11lh1-5">Sale e pepe</span><br></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Per la finitura</span></b><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5">Gr 100 ciliegino</span></div><div><span class="fs11lh1-5">4 fogli di menta fresca</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Origano secco</span></div></div><div> </div><div class="imTAJustify"><u class="fs11lh1-5"><br></u></div><div class="imTAJustify"><u class="fs11lh1-5">Procedimento</u></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5"><b>Per lo sgombro</b></span><span class="fs11lh1-5">. Eliminare le spine dei filetti,sistemarlo in una terrina e condirlo con l’olio e gli aromi tranne il sale.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Per la cipolla stufata</b></span><span class="fs11lh1-5">. Pulire e Tagliare la cipolla in Julienne.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">In una casseruola con l’olio stufare la cipolla assieme alla menta,alla buccia di arancia e al sale. Coprire e lasciare cuocere a fiamma bassa fino a cottura aggiungendo del brodo all’occorrenza.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Per la salsa agro dolce</b></span><span class="fs11lh1-5">. In un pentolino riunire tutti gli ingredienti e ridurre della metà a fiamma bassa.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Finitura e presentazione</b></span><span class="fs11lh1-5">. Cuocere i filetti di sgombro in una padella antiaderente da ambo i lati per pochi minuti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">In quattro piatti distribuire la cipolla cotta, sopra sistemare i filetti di pesce,il ciliegino e la foglia di menta e per ultimo la salsa agrodolce.</span></div></div><div></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/sgombro-con-cipolla-rossa.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><hr></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo_adk558kw.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs11lh1-5">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Riconoscimenti:</span></div><div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink">Giorgio Rimmaudo</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 16:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La leggenda della Pillirina]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">La leggende della Pillirina</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">di</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Duccio DI STEFANO</a></span></b></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Il sogno dell'amore eterno che ogni sera, dopo il tramonto, si materializza e rivive.</span><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">La leggenda della Pillirina, infatti, arricchisce ed impreziosisce di una magia eterea e immortale uno dei luoghi già di per sé tra i più belli e suggestivi della nostra Isola, la penisola della Maddalena a Siracusa. Qui la meraviglia di una natura incontaminata, baciata dall’azzurro del nostro mare, si sposa come per magia con le storie di fantasia raccontate dai pescatori, i quali giurano che nelle chiare notti di luna piena riescono ancor oggi a scorgere il profilo di una giovane donna in attesa del suo uomo. La grotta si trova all’estremità della penisola della Maddalena, e rappresenta una splendida insenatura naturale con due piccole spiagge, detta appunto la “Pillirina” o Punta della Mola, che affacciandosi su Ortigia regala un panorama mozzafiato. E proprio questa grotta sarebbe stata il teatro di un dramma d’amore che inspiegabilmente rivive in ogni notte di luna piena. Si narra infatti che a Siracusa, molto tempo fa, in un periodo imprecisato, vivesse una ragazza dal bellissimo aspetto e ammirata perciò da tutti coloro che s’imbattevano in lei. Stando alla leggenda, apparteneva però a una famiglia piuttosto facoltosa, che molto aveva puntato quindi sulle nozze della figlia, come a quei tempi solitamente si usava fare. Loro insistevano infatti che sposasse un uomo ricco, e per questa ragione avevano già predisposto ogni cosa per il suo matrimonio. Lei invece, di natura libera e selvaggia (forse proprio per questo suo indomito e istintivo spirito ribelle fu denominata da tutti "la pillirina", la pellegrina cioè) amava allontanarsi lungo le coste della sua città, nonostante i genitori non fossero d'accordo, ritenendo quel comportamento non consono di una ragazza del suo spessore sociale. Ma lei, anche di nascosto, continuava a frequentare quelle zone misteriose ed affascinanti, perché ammirava lo spirito e la purezza dei pescatori, tanto da rimanere rapita ogni volta che li vedeva all'opera nelle loro mansioni quotidiane di pesca al largo. Fu così infatti che, in uno di questi giorni di fuga solitaria, conobbe un pescatore del quale s’innamorò perdutamente. Sebbene anche l’uomo ricambiasse ardentemente il sentimento della fanciulla, il loro amore non sarebbe mai stato ben visto dalla famiglia di lei, per via delle umili provenienze sociali del suo pretendente. Nacque così un’appassionata relazione clandestina. Ogni notte di luna piena i due innamorati infatti erano soliti incontrarsi all’interno della grotta, detta oggi Punta della Mola, e in questo luogo erano liberi di consumare il proprio amore lontano dall’avidità e dalla superficialità del mondo. Nonostante fossero consapevoli che la loro storia non avrebbe mai avuto un lieto fine, viste le nozze imminenti della ragazza, i due continuavano comunque a incontrarsi nell’oscurità della sera, incoraggiati solo dal proprio slancio irrefrenabile della passione amorosa. La sorte stava tuttavia in agguato, pronta a tirar loro un brutto colpo. Una notte infatti, probabilmente a causa del mare troppo agitato, il pescatore non riuscì a far ritorno dalla sua battuta di pesca per incontrare come sempre la sua Pillirina. La giovane donna, indomita nel suo coraggio e alimentata da quel potente e viscerale impulso d'amore, si sedette all'ingresso della grotta ad aspettare come sempre il suo amato, che però questa volta non arrivò. Per nulla sconfortata, la ragazza decise allora di restare lì ad attenderlo, sicura che presto o tardi il suo uomo l'avrebbe raggiunta, in compagnia di un solo raggio di luna. La sua pazienza e devozione non furono tuttavia ricambiate, perché l’uomo non fece mai più ritorno su quelle spiagge. Distrutta e sfinita dall'attesa e dal dolore per la promessa mancata, la ragazza allora scelse di togliersi la vita, gettandosi in mare e raggiungendo, almeno simbolicamente, l’uomo che aveva tanto amato. Si narra che da allora, ancora oggi, nelle notti in cui la luna piena illumina il cielo di quel meraviglioso tratto di costa siracusana, i pescatori al largo della grotta riescano ancora ad avvistare lo spirito della Pillirina, rimasto in attesa del ritorno del suo amato pescatore. Una storia funerea e macabra forse, ma che celebra come nessun'altra l'affermazione decisa, inscindibile ed eterna di un amore indissolubile!</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Penisola della Maddalena (Siracusa)</span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/90806145_231060224691784_7962761863752581120_n.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><br></div><div><hr><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5 cf1">Duccio DI STEFANO</span></b><br></div></div><div class="imTALeft"><div><div><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_ateqs04a.jpg"  title="" alt=""/></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 14:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Branzino farcito...]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Branzino farcito...</span></b></div><div><b><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs12lh1-5 cf1">di</span><span class="fs12lh1-5 cf1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1">Giorgio RIMMAUDO</span></a></b></div></div><div><strong><b class="cf1"><br></b></strong></div><div><strong><b class="fs11lh1-5 cf1">Branzino &nbsp;farcito con gamberi,polpo arrosto e vino cotto di fichi,cipolla e carciofi selvatici</b></strong></div><div><strong><b class="fs11lh1-5 cf1"><br></b></strong></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Dose ricetta per 4 porzioni</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><strong><b class="fs11lh1-5 cf1">Per il branzino</b></strong></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">400 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Filetto Branzino fresco pescato all’amo</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">65 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Gambero Bianco Sgusciato</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">25 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Finocchietto selvatico tritato</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Buccia Di Limone grattugiata</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">25 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Panure di frutti secchi</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">20 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale E Pepe</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><strong><b class="fs11lh1-5 cf1">Per il polpo</b></strong></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">400 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Polpo fresco &nbsp;di scoglio cotto al cour-bouillon</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio di Nubia</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Timo fresco</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale E Pepe</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Vino Cotto di fichi</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><strong><b class="fs11lh1-5 cf1">Per la guarnizione</b></strong></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">4 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;pz. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Carciofi selvatici</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cipolla Rossa Di Partanna</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">30 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio &nbsp;di Nubia cotto al vapore</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ciliegino Pachino &nbsp;confit</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">25 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extra vergine di oliva</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">65 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pane Casereccio &nbsp;grattugiato e tostato</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><strong><b class="fs11lh1-5 cf1"> </b></strong></div><div><strong><b class="fs11lh1-5 cf1">Procedimento</b></strong></div><div> </div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><strong><b>Per il branzino</b></strong>.Ttritare i gamberi al coltello e condirli con gli aromi. Battere leggermente il filetto di branzino senza rovinarlo, salare, pepare e cospargere con la panure di frutti secchi. Sistemare la farcia di gamberi e avvolgere bene con l’aiuto della pellicola. Conservare in frigo per 60 minuti e poi cuocere in forno al vapore a 85°C per 7 minuti circa.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Sfornare il rotolo,lasciarlo intiepidire e arrotolarlo nella mollica di pane tostata.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><strong><b>Per il polpo</b></strong>.In una padella con l’aglio e l’olio rosolare i tentacoli di polpo,aggiungere il timo e aggiustare di sale e pepe.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><strong><b>Finitura e &nbsp;presentazione del piatto</b></strong>. Gratinare il rotolo di branzino e sistemarlo nel piatto,il polpo tagliato in due parti e gli ortaggi ripassati in padella con l’olio.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/branzino-300x169.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><hr><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Giorgio RIMMAUDO</span></b><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo.png"  title="" alt=""/><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div><div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs11lh1-5 cf1">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina</span><br></li></ul></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Riconoscimenti:</span></div><div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Scopri di più su</span><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink">Giorgio Rimmaudo</a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 10:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA['Ncucciatieddu]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgio RIMMAUDO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Enogastronomia_"><![CDATA[Enogastronomia ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><b><span class="fs12lh1-5 cf1">'Ncucciatieddu</span></b></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5 cf1">di <a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink">Giorgio RIMMAUDO</a></b></div></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5 cf1"><br></i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5 cf1"><br></i></div><div class="imTAJustify"><i class="fs11lh1-5 cf1">Dosi per 10 porzioni</i></div><br><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5 cf1">Per il “’Ncucciatieddu”</b></div><div class="fs11lh1-5 cf1"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5">350 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Farina 00 &nbsp;</span><br></div></div><span class="imTAJustify">150 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Farina Tumminia &nbsp;</span><br><span class="imTAJustify">300 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Uova intere &nbsp;</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">10 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extravergine d’oliva</span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Acqua &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sale fino &nbsp;</span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Per la crema di zucca</b><i></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">250 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Zucca solo la polpa</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">50 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extravergine d’oliva</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">20 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cipolle &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aglio <span class="imTALeft"> </span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;dl. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Brodo vegetale &nbsp;</span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5 cf1">Per il croccante</b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">100 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mandorle pelate &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">10 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extravergine d’oliva </span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5 cf1"><br></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs11lh1-5 cf1">Per la finitura</b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">500 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Polpo fresco bollito<i></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">40 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ml. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Olio extravergine d’oliva</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mentuccia foglie &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">1 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;g. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Buccia di arancia &nbsp;</span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><div class="imTAJustify"><u class="fs11lh1-5 cf1">Procedimento</u></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Per la pasta. </b>In una terrina mischiare le due farine, aggiungere il sale e le uova sbattute insieme. Impastare tutti gli ingredienti ottenendo una pasta soda e legata. Pellicolare e lasciare riposare per 60 minuti. Grattugiare la pasta grossolanamente, metterla su di un vassoio infarinato e lasciare asciugare all’aria aperta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Per la crema di zucca</b>. In una casseruola stufare la cipolla e l’aglio tritato nell’olio. Aggiungere la zucca tagliata a pezzetti e lasciare insaporire per 5 minuti. Versare il brodo e continuare la cottura fino a quando non si sia sfaldata. Frullare ad immersione, passare al setaccio fine e aggiustare di sale e pepe. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Per il croccante di mandorle</b>. Mettere le mandorle in una pirofila unta d’olio, infornare a 150°C per 60 minuti lasciandole dorare. Sfornare, lasciare raffreddare e grattugiare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Finitura e presentazione</b>. Cuocere la pasta in acqua salata, scolarla e amalgamarla con la crema di zucca, il polpo tagliato a fettine e rosolato con l’olio e le mandorle.</span></div><span class="fs11lh1-5 cf1"> </span><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Curiosità. </b><i>'Ncucciatieddu</i> è un piatto d’origine ragusana, divenuto successivamente una specialità di Rosolini e delle città vicine</span><span class="fs11lh1-5 cf1">.</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/Ncucciatieddu--34-.JPG"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><hr></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 cf1">Giorgio RIMMAUDO</b><br></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/foto-rimmaudo.png"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1">Giorgio RIMMAUDO nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1">Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1">Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse. </span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1">Rimmaudo, attualmente chef al ristorante "La terrazza sul mare" a Siracusa, è stato in passato chef nelle seguenti strutture:</span></div></div><div class="imTAJustify"><div style="text-align: start;"><ul><li><span class="fs11lh1-5 cf1">2015 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">2014 Hotel Caparena Taormina Executive Chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">2013-2014 L’altro Vissani Cortina chef di cucina(Stagione invernale)</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">2013 Hotel Caparena Taormina chef di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">2011 Hotel La Plage Resort Taormina Executive Chef (Stagione estiva)</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1999- 2008 Sodexho Italia Chef di cucina consulente tecnico per la provincia di Catania e Siracusa</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1997- 1998 Hotel ristorante Tino**** Ravenna</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1995 – 1996 Restor hotel ****</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1993 – 1994 Ristorante Tavernetta del papiro***</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1990 – 1992 Hotel Helios*** NotoMarina Sous chef</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1986 – 1989 Park hotel *** Siracusa Cuoco Capo partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1984 – 1985 Ristorante Savoy Siracusa Cuoco Capo Partita</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1981 – 1983 Motel Agip Catanzaro Commis Turnate</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1980 – 1981 Motel Agip Torino e Cremona commis di cucina</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">1979 – 1980 Motel Agip Siracusa Commis di cucina<br></span></li></ul><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Riconoscimenti:</span></div><div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia di bronzo nel 1985 a Giardini Naxos sulla cucina e dei vini siciliani</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’argento nel 2001 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’oro 2003 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’argento 2003 a Marina di Carrara sulla cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Diploma di merito 2003 cucina fredda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’oro 2003 Concorso di Taormina Primi classificati come squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda concorso nazionale dei cuochi italiani</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’argento 2004 a Marina di Carrara sulla cucina calda a squadre</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadra</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’argento 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia d’oro 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda individuale</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Medaglia di bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li><li><span class="fs11lh1-5 cf1">Diploma di merito con bronzo 2004 cucina fredda a squadre olimpiade di Erfurt Germania</span></li></ul><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Scopri di più su <a href="http://www.giorgiorimmaudo.it/it_IT/" target="_blank" class="imCssLink">Giorgio Rimmaudo</a></span></div></div></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Mar 2020 19:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il mito di Aretusa e Alfeo]]></title>
			<author><![CDATA[Duccio DI STEFANO]]></author>
			<category domain="https://www.golfodinoto.it/blog/index.php?category=Miti_e_leggende"><![CDATA[Miti e leggende]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>Il mito di Aretusa e Alfeo </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>di <a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Duccio DI STEFANO</a></b></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Aretusa era fra le ninfe a seguito di Diana, ed era tra tutte quella prediletta. Loro amavano trascorrere le loro giornate nei boschi che crescevano rigogliosi sotto il Monte Olimpo in Grecia, inseguendo caprioli e daini. Era bella la nostra Aretusa, ma talmente bella che quasi aveva turbamento e pudore a mostrarsi agli uomini. Durante una battuta di caccia però si allontanò troppo dal gruppo di ancelle al seguito di Diana ed arrivò sola davanti alle sponde del fiume Alfeo, le cui acque erano pure, dolcissime e limpide, tant’è che si poteva scorgere la ghiaia sul fondo. Era una giornata afosa e la ninfa aveva voglia di fare un bagno. Tutt’attorno v’era di un silenzio singolare, rotto solo dal cinguettare degli uccelli e dal verso delle anatre acquatiche. La Ninfa, invogliata forse dalla certezza di non essere vista e dal caldo opprimente, si tolse le candide vesti, li poggiò sopra un tronco d’albero e s’immerse, iniziando ad entrare in acqua con un portamento sinuoso ed aggraziato. Ebbe subito però la sensazione che verso il centro del fiume, l’acqua attorno a lei cominciasse a fremere e a formare dei vortici quasi danzanti, qualcosa di magico stava forse per succedere - pensò - sembrava come se quell’acqua la volesse accarezzare ed avvolgere a se. Turbata da queste sensazioni cercò di uscire affrettatamente dalle acque, ma fu proprio in quel momento che il fiume Alfeo si tramutò in un bel giovane biondo che, sollevando la testa fuori dell’acqua e scrollandosi la folta chioma, si mostrò alla ninfa Aretusa, con gli occhi di un innamorato.</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.golfodinoto.it/images/300.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs11lh1-5">La ninfa però presa dalla paura riuscì a svincolarsi e a raggiungere con grande sforzo la riva, dove fuggì nuda e gocciolante. Alfeo con un balzo felino riuscì però anche lui ad uscire dal suo fiume e la inseguì nudo e gocciolante d’acqua. Questo rincorrersi durò parecchio ed Alfeo non riuscì in un primo momento a raggiungere la ninfa. La seducente Aretusa però cominciò a stancarsi e capì che le forze le venivano meno. Sentì che Alfeo stava per raggiungerla e violarla, lei che era una vergine selvaggia e pudica e che non aveva mai conosciuto l’amore. Quindi per paura di essere raggiunta e profanata, chiese protezione a Diana , invocandole di essere trasformata in sorgente in un luogo possibilmente molto lontano dalla Grecia. Diana prima la avvolse in una nebbia misteriosa e la celò alla vista di Alfeo, poi la tramutò in una sorgente e la portò, come in uno strano sortilegio, in Sicilia a Siracusa presso l’isola di Ortigia. Alfeo in mezzo a quella foschia perse così di vista la sua bella ninfa, ma non desistette dal cercarla e restò sul posto. Quando la nebbia però si diradò non trovò più nulla, vide solo come in uno specchio una fonte d’acqua zampillante ed immersa in un giardino meraviglioso. Allora capì il prodigio ma era talmente innamorato che straripò d’amore. Gli dei ne ebbero pietà e Giove l’onnipotente gli permise di raggiungere la sua amata, ma Alfeo dovette fare un grande sforzo, scavò un sotterraneo sotto il Mare Ionio e dal Peloponneso venne a sbucare nel Porto grande di Siracusa, accanto alla sua bella amata: Aretusa. Così, intrecciati insieme, vissero felici per sempre”.</span><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs11lh1-5"><br></span></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"... Un’isola, Ortigia giace sull’oceano nebbioso di contro a Trinacria, dove la bocca di Alfeo gorgoglia mescolandosi con le fonti della vasta Aretusa..." </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">(PAUSANIA)</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs10lh1-5">Oggi questa sorgente d’acque dolci sgorga a qualche met</span><span class="fs10lh1-5">ro dal mare, nell’isola di Ortigia a Siracusa. Essa forma un piccolo laghetto semicircolare pieno di pesci e dove il verde trionfa e cresce rigogliosa la pianta del papiro. Una numerosa colonia d’anatre ha ormai da tempo stabilito la sua dimora in queste limpide acque. Per tradizione locale viene chiamata anche “a funtana re papiri”. Tutto questo fa dell’attuale Fonte Aretusa un luogo piacevole da visitare e una meta turistica obbligatoria. Ricordandosi poi del mito e appoggiandosi alla ringhiera in ferro che sovrasta la fonte, il visitatore avrà la sensazione di vedere le scene del mito perché il luogo è così pieno di magia che ne rimarrà coinvolto. E’ famoso a Siracusa il passeggiare, specie al tramonto, lungo la Fonte Aretusa e vedere il sole scendere all’orizzonte dietro i Monti Iblei. Per i siracusani storicamente è il luogo per eccellenza dove ritrovarsi</span></span><span class="fs10lh1-5 cf1"> e come negli incantesimi si accendono i primi amori degli adolescenti. Il mito come sicuramente percepite, continua a perpetuarsi, palpitare e diventare immortale</span></div><div><br></div><div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 cf1">Fonte Aretusa</span></div></div><div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.golfodinoto.it/images/ortigia.jpg"  title="" alt=""/></div></div><div><br></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1">Duccio DI STEFANO</span></b></span></div><div><img class="image-2" src="https://www.golfodinoto.it/images/25734019_1817529178289085_4261335028144804823_o_0dtere40.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1"><br></span></b></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.golfodinoto.it/ducciodistefano.html', null, false)">Scopri di più su Duccio Di Stefano</a></span></div><div class="imTACenter"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Feb 2020 08:21:00 GMT</pubDate>
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