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"Il mito di Ciane e Anapo" di Duccio DI STEFANO

Golfo di Noto
Pubblicato da Duccio DI STEFANO in Miti e leggende · 25 Luglio 2020
Tags: cianeanapo
Ormai non si tratta più di creare. In Sicilia l'essenziale è ciò che si è osservato.

I fiumi Ciane e Anapo, che partendo dalla fonte dei Pantanelli si riversano poi nel porto grande di Siracusa, sono anch’essi legati ad una leggenda, come molte altre che - sin dal tempo della sua fondazione da parte dei Corinzi - la città che fu di Archimede non si è fatta mai mancare. Qui addirittura andiamo così tanto indietro nel tempo sino ad arrivare alla creazione delle stagioni meteorologiche, così come adesso le conosciamo. Ma andiamo con ordine.
Zeus e Demetra avevano una figlia, Persefone, ch’era così tanto bella da meritarsi il titolo di Dea della vegetazione e dell’agricoltura. Ella amava raccogliere fiori insieme ad alcune ninfe sulle rive del lago di Pergusa, nei pressi di Enna.
Qui non passò inosservata agli occhi dello zio, il perfido Dio Ade, che non appena l’ebbe scorta, s'innamorò perdutamente di lei e, ben conscio che il fratello Zeus non gli avrebbe mai dato il permesso, decise di rapirla per portarla con sè nel suo regno sotterraneo. Ma non aveva fatto i conti con la saggia ninfa Ciane, che accortasi di ciò che stava accadendo, gli si aggrappò al cocchio, nel vano tentativo di trattenerlo, proprio mentre stava per riuscire a sprofondare nuovamente sottoterra insieme alla ragazza in direzione dell'Averno. A quel punto Ade, infuriato con costei che osava ostacolarlo,
percosse la ninfa col suo scettro biforcuto, trasformandola in una doppia sorgente dalle acque color turchino (cyanos in Greco vuol dire appunto turchino). A quel punto il giovane Anapo, da sempre innamorato di Ciane, disperato dall’idea di perderla per sempre, si fece trasformare dagli Dei nel fiume omonimo che ancor oggi, dopo aver ricevuto le acque del fiume Ciane, si riversa nel Porto Grande.



Però Demetra soffriva molto per la mancanza della figlia, e allora Zeus, per riportare la pace nell’Olimpo, scese a compromessi con il perfido fratello, convincendolo a trattenere Persefone nell'Ade solo per quattro mesi all'anno, che sono quelli durante i quali la madre Demetra, intristita per la mancanza della figlia, ci manda l'inverno. Nello stesso modo i restanti mesi, quelli del ritorno della figlia, coincidono invece con l'arrivo su questa terra della primavera e di tutta la bella stagione. La natura infatti festeggia il ritorno di Persèfone risvegliandosi ricca di fiori, colori e profumi intensi.
 
Ecco spiegato perché su questo versante della Sicilia, quello nostro, il clima è mite per quasi tutto l’anno, riservando alle lacrime di Demetra solamente quattro mesi all’anno.
E dato che gli Dei hanno così benvoluto questa terra, omaggiandola in pratica di una permanente primavera, il minimo che noi si possa fare è quello di amarla perdutamente. Come e più degli Dei!


 



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