Golfo di Noto blog - Golfo di Noto

Vai ai contenuti

La leggenda della Pillirina

Golfo di Noto
Pubblicato da Duccio DI STEFANO in Miti e leggende · 24 Marzo 2020
Tags: Pillirina
La leggende della Pillirina

Il sogno dell'amore eterno che ogni sera, dopo il tramonto, si materializza e rivive.
La leggenda della Pillirina, infatti, arricchisce ed impreziosisce di una magia eterea e immortale uno dei luoghi già di per sé tra i più belli e suggestivi della nostra Isola, la penisola della Maddalena a Siracusa. Qui la meraviglia di una natura incontaminata, baciata dall’azzurro del nostro mare, si sposa come per magia con le storie di fantasia raccontate dai pescatori, i quali giurano che nelle chiare notti di luna piena riescono ancor oggi a scorgere il profilo di una giovane donna in attesa del suo uomo. La grotta si trova all’estremità della penisola della Maddalena, e rappresenta una splendida insenatura naturale con due piccole spiagge, detta appunto la “Pillirina” o Punta della Mola, che affacciandosi su Ortigia regala un panorama mozzafiato. E proprio questa grotta sarebbe stata il teatro di un dramma d’amore che inspiegabilmente rivive in ogni notte di luna piena. Si narra infatti che a Siracusa, molto tempo fa, in un periodo imprecisato, vivesse una ragazza dal bellissimo aspetto e ammirata perciò da tutti coloro che s’imbattevano in lei. Stando alla leggenda, apparteneva però a una famiglia piuttosto facoltosa, che molto aveva puntato quindi sulle nozze della figlia, come a quei tempi solitamente si usava fare. Loro insistevano infatti che sposasse un uomo ricco, e per questa ragione avevano già predisposto ogni cosa per il suo matrimonio. Lei invece, di natura libera e selvaggia (forse proprio per questo suo indomito e istintivo spirito ribelle fu denominata da tutti "la pillirina", la pellegrina cioè) amava allontanarsi lungo le coste della sua città, nonostante i genitori non fossero d'accordo, ritenendo quel comportamento non consono di una ragazza del suo spessore sociale. Ma lei, anche di nascosto, continuava a frequentare quelle zone misteriose ed affascinanti, perché ammirava lo spirito e la purezza dei pescatori, tanto da rimanere rapita ogni volta che li vedeva all'opera nelle loro mansioni quotidiane di pesca al largo. Fu così infatti che, in uno di questi giorni di fuga solitaria, conobbe un pescatore del quale s’innamorò perdutamente. Sebbene anche l’uomo ricambiasse ardentemente il sentimento della fanciulla, il loro amore non sarebbe mai stato ben visto dalla famiglia di lei, per via delle umili provenienze sociali del suo pretendente. Nacque così un’appassionata relazione clandestina. Ogni notte di luna piena i due innamorati infatti erano soliti incontrarsi all’interno della grotta, detta oggi Punta della Mola, e in questo luogo erano liberi di consumare il proprio amore lontano dall’avidità e dalla superficialità del mondo. Nonostante fossero consapevoli che la loro storia non avrebbe mai avuto un lieto fine, viste le nozze imminenti della ragazza, i due continuavano comunque a incontrarsi nell’oscurità della sera, incoraggiati solo dal proprio slancio irrefrenabile della passione amorosa. La sorte stava tuttavia in agguato, pronta a tirar loro un brutto colpo. Una notte infatti, probabilmente a causa del mare troppo agitato, il pescatore non riuscì a far ritorno dalla sua battuta di pesca per incontrare come sempre la sua Pillirina. La giovane donna, indomita nel suo coraggio e alimentata da quel potente e viscerale impulso d'amore, si sedette all'ingresso della grotta ad aspettare come sempre il suo amato, che però questa volta non arrivò. Per nulla sconfortata, la ragazza decise allora di restare lì ad attenderlo, sicura che presto o tardi il suo uomo l'avrebbe raggiunta, in compagnia di un solo raggio di luna. La sua pazienza e devozione non furono tuttavia ricambiate, perché l’uomo non fece mai più ritorno su quelle spiagge. Distrutta e sfinita dall'attesa e dal dolore per la promessa mancata, la ragazza allora scelse di togliersi la vita, gettandosi in mare e raggiungendo, almeno simbolicamente, l’uomo che aveva tanto amato. Si narra che da allora, ancora oggi, nelle notti in cui la luna piena illumina il cielo di quel meraviglioso tratto di costa siracusana, i pescatori al largo della grotta riescano ancora ad avvistare lo spirito della Pillirina, rimasto in attesa del ritorno del suo amato pescatore. Una storia funerea e macabra forse, ma che celebra come nessun'altra l'affermazione decisa, inscindibile ed eterna di un amore indissolubile!

Penisola della Maddalena (Siracusa)



Duccio DI STEFANO
Duccio Di Stefano nasce a Siracusa, il 04/04/1969. Sposato con Ivana e padre di Bianca e Susanna, vive a Siracusa dove insieme alla moglie produce e commercializza manufatti di maioliche artistiche decorate a mano. Da sempre appassionato degli scrittori"carnali", di origine Mediterranea e latina in generale, scrive soprattutto poesia e prosa legata alle sue origini e alle tipicità del suo territorio. Inizia scrivendo per testate giornalistiche e gruppi editoriali locali, pubblica poi poesie e racconti su alcune antologie edite dalla collana Riflessi prima e dal Concorso Letterario Internazionale Inchiostro e Anima poi. Grande tifoso della squadra di calcio della sua città, il Siracusa, presta la sua collaborazione al quindicinale siracusano LA CIVETTA di Minerva, nella quale cura la redazione sportiva ma sovente vi scrive pure di temi sociali, di integrazione e delle problematiche del suo quartiere, la Borgata. Nell'aprile del 2018 pubblica il suo primo romanzo, Angelo di Pietra, edito dalla Carthago Edizioni, che è stato presente al Salone del libro di Torino dello stesso anno e successivamente gli fa attribuire svariati premi, portandolo su e giù per l'Italia per le relative presentazioni e mostre letterarie.



Torna ai contenuti