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CAVAGRANDE E SCENARI METEOROLOGICI DEL SUD EST DI SICILIA di Giuseppe CUGNO

Golfo di Noto
Pubblicato da Giuseppe CUGNO in Territorio e ambiente · 20 Giugno 2020
Tags: Cavagrande
La perla ambientale Cava Grande, preziosa e pura anche per il cielo, all’incontro con gli scenari meteorologici che la investono e le brezze che l’accarezzano, quelle marine e quelle di versante. Perché Cava Grande è bella e pura da sotto al letto nei laghetti, da monte e da sopra al tetto ed è bella e pura dal mare.


Designer naturale morbido e armonioso dei laghetti di color verde smeraldo  foto Giuseppe Cugno

Ecco a voi la porta d'entrata, morfologica, geologica, climatica, dell’estremo spigolo meridionale della Sicilia sud-orientale. Dai laghetti paradisiaci di quel verde smeraldo specifico di Cava Grande in fondo al canyon (ambiente terrestre) https://www.siciliafan.it/il-canyon-di-cava-grande-di-giuseppe-cugno/ ai colpi delle vampate d’alito africano del Sahara, caldo umido dello scenario meteorologico di scirocco, caldo secco del “libeccio chiaro” fino a 47° (luglio 1998, non è esagerato è proprio così), alle sferzate dei colpi freddi dello scenario di maestrale, freddissimi talvolta gelidi dello scenario di tramontana (ambiente atmosferico). Proprio così perché Cava Grande non è solo un'esclusiva perla incontaminata dalle acque pure e limpide. https://www.lavocedinewyork.com/mediterraneo/sicilia/2017/09/26/cavagrande-la-sicilia-bella-e-selvaggia-che-va-difesa-dal-suo-nemico-luomo/ Il senso è: pulita le terra, pulita l’acqua, pulito il mare della Riserva Naturale che non ha nessuno sbocco fognario, e pulito in grande prevalenza anche il cielo di Cava Grande, specie quando sotto gli scenari meteorologici ventosi rigeneranti. Come e perché dell’acqua pura ci si è sforzati di porgerne gli elementi fondamentali nell’articolo di Sicilia Fan su Cava Grande del Cassibile: http://www.siciliafan.it/cava-grande-del-cassibile-di-giuseppe-cugno/   
Ora il modello a “Scenari meteorologici” lo applichiamo appositamente di volta in volta ai luoghi e così proiettiamo il faro espositivo di sviluppo di alcuni singoli “scenari meteorologici” all’impatto con la specifica morfologia di tutto il corpo Cava Grande. E di questi selezioniamo in sintesi le risposte direzionali, meteorologiche, climatiche, pluviometriche, termiche, fra gli scenari meteorologici generali in grande e il “disturbo” in piccolo del corpo morfologico Cava Grande. Vedrete alcune sorprese anche per l’ambiente atmosferico di Cava Grande. Dopo le argomentazioni che seguono, a voi la scelta di attribuire o meno il termine “singolarità” di Cava Grande all’impatto con alcuni degli scenari meteorologici più importanti dell’estremo sud siciliano. Sperando di far partecipe chi ama davvero Cava Grande, la Sicilia, l’Italia tutta, l’ambiente e natura tutta (preziosi per la vita). E che c’entra Cava Grande con le immensità di sviluppo degli scenari meteorologici? Ecco il punto centrale: il rapporto morfologico espositivo di Cava Grande, rispetto agli scenari meteorologici generali che la sovrastano, ha effetti non indifferenti. Spieghiamo subito di seguito.


La veste caldo estiva di Cava Grande “bruciata” dal sole, a destra l’apice della Montagna D’Avola e in fondo il Mare Jonio

Nell'articolo “l'isola nell'isola di Sicilia” https://www.golfodinoto.it/blog/?-lisola-nell-isola--di-sicilia preparatorio di approfondimenti sulla Sicilia, si era detto che c'è un luogo del sud-est dove a breve distanza dai suoi dintorni si registra una differenziazione microclimatica. E’ l’estrema punta meridionale della Sicilia sud-orientale, piccolo triangolino insulare del più grande triangolo disegnato dall’intero territorio della Sicilia. Questo spigolo è da considerarsi un isola a sé stante, denominata appunto “l’isola nell’Isola” aperta all’interazione dei due mari che la cinturano, lo Ionio ed il Mediterraneo, pertanto più ventilata. L’isola nell’Isola è la naturale propaggine meteorologia “subtropicale d’Italia”, è il luogo più africano d’Italia,  il più a sud (piccole isole Pelagie escluse), il più soleggiato, il più secco.
Ebbene dallo slargo della conca di Siracusa al corridoio costiero Fontane Bianche-Cassibile-Avola, stretto fra Mare e Montagna ai piedi di Cava Grande, la porta d’ingresso morfologico a questo spigolo della Sicilia, inteso come ultimo confine orografico meridionale, è data proprio dalla dorsale Cava Grande-Montagna d'Avola, ben visibile da Vendicari, Marzamemi e da tutto il litorale sud fino a Pachino, Capo Passero.


Da Vendicari in fondo da sinistra, Noto, la dorsale di Cava Grande-Montagna D’Avola, e Avola sotto. Quella è la porta dell’estrema punta del sud est di Sicilia “l'isola nell'isola ”  

Stringiamo all'ambito più immediato attorno Cava Grande per metterne in risalto l'esclusività delle implicazioni ambientali. Il promontorio di Cava Grande, in tutto il suo sviluppo, è vistoso e inconfondibile, perché è contemporaneamente il più alto dell’estrema fascia orientale iblea ed il più avanzato e sporgente nella pianura costiera ionica (questo è importante per gli scenari meteorologici). In particolare l'originalità dei luoghi sta nel fatto che proprio in corrispondenza della cresta della dorsale rialzata si apre questo spettacolare squarcio nell’altipiano, solcato dal fiume Cassibile. Questo è l’esclusivo privilegio di Cava Grande più corposo già insito a monte nella sua struttura morfologica e geologica che erigono l'area ad una sorta di "isola paesaggistica” ad autoprotezione naturale complessiva.


I due laghetti principali visti dal versante nord di Canicattini Bagni

Il tutto è inserito entro il triangolino della Sicilia sud orientale (più a sud della parte settentrionale dell’Africa). E perché la dorsale rialzata di Cava Grande-Montagna D’Avola è così determinante a marcare il clima dello spigolo sud di Sicilia? In questo contesto dell’estrema striscia costiera ionica, il promontorio di Cava Grande-Montagna D’Avola è il primo rilievo che si incontra dopo l'Africa attraversando il Mare Mediterraneo ed è l'ultimo rilievo che si lascia dopo i crinali della lunga spina dorsale alpino appenninica dell'Italia. E così da incontrare per prima e comunque i venti tipici degli “Scenari meteorologici” delle vampate calde di scirocco e libeccio e per ultimo i venti degli scenari freddi di maestrale e freddissimi di Tramontana, talvolta gelidi quando d’origine siberiana. Si sono uncinati sopra, per necessità di sintesi, solo alcuni “scenari meteorologici” portanti (in grande) all’incontro con la particolare morfo esposizione ricevente del corpo Cava Grande (in piccolo). Che oltre a ricevere, interferisce con lo scenario meteorologico stesso che la investe. I luoghi, con le loro forme, altezze, esposizioni, angolature, partecipano allo sviluppo degli scenari meteorologici, e da cui il loro specifico micro clima. Abbiate la gentilezza di visualizzare in video pensiero queste parole sopra la mappa satellitare, la geografia e morfologia del sud est climatico siciliano, attorno Cava Grande, e capirete a volo con facilità l’evidenza.  
E poi, per completezza, altri scenari meteorologici per i quali Cava Grande non si diversifica molto dal contesto. Per esempio di fronte ad un vastissimo “Scenario di bel tempo di alta pressione anticiclonica” così come sole e cielo azzurro albergano sui laghetti di Cava Grande (che si colorano tanto più di verde smeraldo quanto più azzurro e trasparente è il cielo), così gli stessi stazionano in un’area di un migliaio di chilometri attorno.
La gamma degli scenari meteorologici estremi dal caldo al freddo (relativo) è inframmezzata dalla gamma degli scenari meteorologici intermedi, come per esempio quelli del grande immenso scenario occidentale atlantico di ponente (da ovest a est), con flusso quasi parallelo all’asta di Cava Grande di poco ruotata verso ESE. https://www.siciliafan.it/mare-di-sicilia-con-lo-scenario-meteorologico-occidentale-atlantico-di-ponente/ Il risultato è una vastissima pluralità di essenze, da quelle calde subtropicali a quelle fredde nordiche, addensate in uno scrigno di biodiversità a prevalente peculiarità mediterranea, a portata di mano, a vista d'occhio esibita in una mostra permanente della natura e del bello in corridoio stretto e lungo ortogonale al Mare Ionio del Golfo di Noto.
E pertanto Cava Grande si offre in allineamento perfetto a ricevere al meglio anche l’insinuarsi delle brezze marine su e giù per il canyon terminale aperto alla pianura costiera terrazzata. E fra un versante  sovraesposto a mezzogiorno e l’opposto a nord, fra i meandri sinuosi e gli anfratti concavi di mezza costa ad alto surriscaldamento, a vegetazione secca bruciata dal sole, vi si stabiliscono per riequilibrio termico micro venti localissimi, in sotto variante alle brezze termiche generali di versante, tipiche delle valli. Fate caso agli improvvisi colpetti di piacevole vento delle ore più calde che si infilano fra i meandri sinuosi del fiume, ma che soccombono di fronte agli scenari meteorologici più possenti (maestrale) “quando il maggiore c’è, il minore cessa”. Invece proprio sotto lo “scenario di calma di bel tempo di alta pressione” è facile imbattersi, nei più sperduti angoli della cava, in questi colpi di ventaglio della vegetazione, azionati da questa brezza morfologica di versante, interna al Canyon, più piccola della brezza marina costiera.
Inoltre le esposizioni a mezzogiorno di pianura, che bordano al piede il rialzo di Cava Grande-Montagna D’Avola, sono “le serre naturali” più calde d'Italia. In brevissimo, sono sottovento al riparo dallo scenario meteorologico freddo di netto maestrale.
La pluralità d’influssi è ricchezza. Ricchezza di tutto, risorse e prodotti naturali della terra, nella potenza del gusto, del carico zuccherino, di sapori e odori forti e penetranti (timo, mentuccia, salvia, origano) più altre specialità come la mandorla “pizzuta” d’Avola che è il risultato di questa specifica “culla” ambientale. Una modesta controprova osservativa. Negli stessi luoghi, alla stessa latitudine, gli alberi di mandorlo (che non amano il freddo) si diradano e lasciano spazio definitivo a monumentali alberi di carrubo e ulivo, già appena sopra le superfici terrazzate rialzate che salgono a gradinata verso l’apice del versante nord di Cava Grande (intorno quota 290 m) specie se esposte a nord est frontalmente allo scenario meteorologico di tramontana.
Da articolo originario di Giuseppe Cugno pubblicato da Sicilia Fan - Turismo  https://www.siciliafan.it/cava-grande-del-cassibile-e-gli-scenari-meteorologici-di-giuseppe-cugno/ qui ampliato in aggiornamento e corredato da immagini extra.




Giuseppe CUGNO


SPECCHIO SINTETICO
Dalla Geologia, specialista di Ambiente, Territorio, Clima e Meteorologia del Mediterraneo, docente universitario a contratto.  Dal rilevamento geologico di base ha proseguito il naturale sviluppo della ricerca all’ambiente terrestre, atmosferico, marino, a cominciare dalla Sicilia sud orientale. Questi alcuni dei risultati più significativi: la ricerca sugli “Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei” con gli effetti sull’inquinamento atmosferico “quando, dove, perché”; la dedizione totale (una storia) per studi conoscitivi, pubblicazione, divulgazione e difesa della Riserva Naturale di Cava Grande del Fiume Cassibile; l’applicazione delle ricerche geologiche per la determinante salvaguardia di sorgenti d’acqua pura ad uso idropotabile nei Monti Iblei.
Tutto inizia dalla palestra di ricerca della Sicilia sud orientale. L’esperienza è maturata, prima, nella conoscenza diretta a macchia d’olio del territorio così com’è (per programma cartografia geologica, e sedimentologia, con Università di Catania), dopo, nell’uso professionale d’indirizzo per le Amministrazioni pubbliche, a concentrare gli obiettivi sulle vocazioni d’uso del territorio e dell’ambiente in tutte le sue espressioni. Gli obiettivi conoscitivi d’insieme ambientale, terrestre, costiero, marino, atmosferico, mirati sin dai semi delle tesi di laurea, sono stati perseguiti uno per uno coltivando il naturale sviluppo della ricerca nel sud est dei Monti Iblei, dall’altipiano terrazzi marini della pianura costiera → litorale emerso-sommerso → mare e sorgenti subacquee → al clima della Sicilia sud orientale, da questo seme è partito l’altro trentennale filone di ricerca Geo-Meteorologico-Ambientale del Mediterraneo. Via via propagato dal nucleo centrale di Sicilia al quadro di svolgimento Atlantico-Afro-Euro-Mediterraneo sino alla ideazione di sana pianta del modello a “scenari meteorologici” raccolti nel libro Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei – L’unicità del Clima Mediterraneo che gli è valso in Italia il Premio speciale Carver 2014 per la saggistica. A supporto di quanto sintetizzato si illustra in dettaglio il bagaglio scientifico interdisciplinare delle scienze ambientali costruito gradualmente secondo il seguente percorso personale in tre filoni concatenati: 1 Ricerca e formazione; 2 Esperienza professionale; 3 Docenza universitaria a contratto di insegnamenti ambientali in corsi di laurea e master di 1° e 2° livello per le Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Catania ed Enna, e per la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.




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